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Un'emozione

di Gaber - Luporini


1973 © Edizioni Curci Srl - Milano




Io non appartengo a niente, figuriamoci all'amore
il mio amore è solamente quello che ti do.
A volte cresce il mio bisogno d'inventare
ma come faccio a tirar fuori quello che non ho?

Un'emozione non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via.
Dolce prudenza, ti prego, resta ancora con me
da tanto tempo non soffro grazie a te.

Un'emozione, lo so, esiste ancora
ma ho imparato che può non esser vera.
Un'emozione sicura che sia dentro di noi
per ritrovarsi e crescere con lei.

Una mano, una mano di donna appoggiata sul viso.
Il mio viso è fermo, la pelle di una mano
con dentro piccole vene intrecciate
la mano lunga, bianca della donna che amo.

La bocca, la bocca si fa più vicina per un contatto
controllo il gesto ed ora siamo sul letto.
Una spallina che cade da sola
e nel silenzio solo i nostri corpi in contatto.

La mia mano, meccanica, con gesti un po' studiati
si muove più in fretta, ed ora siamo attaccati.
Si è stabilita un'intesa perfetta.
Controllo il mio corpo e studio l'entusiasmo, l'amore, l'orgasmo.
L'orgasmo.

Un'emozione non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via.
Dolce prudenza, ti prego, resta ancora con me
da tanto tempo non soffro grazie a te.



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Far finta di essere sani (1973)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Far finta di essere sani (registrazione studi Fonorama) (1973)
  • Far finta di essere sani (registrazione dello spettacolo live, 1973) (2002)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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