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Il successo

di Gaber - Luporini


1996 © P. A.




Purtroppo l'unica vera aspirazione degli uomini degli anni '90 è il successo. D'altronde è comprensibile. Il successo significa da sempre avere la stima degli altri, il riconoscimento dei propri meriti e delle proprie capacità.
Ma il successo degli anni '90 ha una sua caratteristica: quella di coincidere totalmente con la popolarità. Uno ha successo solo se è popolare.
E dato che i gusti della gente sono imprevedibili, uno può essere popolare perché è bello, perché è simpatico, perché è bravo... no, non perché è bravo... perché è buono, perché è patetico, perché è demenziale, perché è bravo... no, non perché è bravo... perché è ridicolo, perché è viscido, perché è antipatico... ma non perché è bravo... perché magari fa schifo. E la gente per la strada lo riconosce, lo ferma, e gli dice: "Complimenti, lei è il più schifoso!"
Nessuno, nessuno è esente da questa febbre di popolarità. A parte quelli che si esibiscono per professione che a questo punto sono diventati i più riservati, il campionario degli aspiranti è praticamente infinito: impiegati, piccoli artigiani, consiglieri comunali, mamme di tossicodipendenti, preti, pornostar, scienziati, magistrati, giornalisti, ministri e presidenti della repubblica, e anche papi. Tutti, tutti vorrebbero la prima pagina del Time's.
Non ha importanza la qualità delle cose che fai. L'importante è farsi conoscere. E questo è un bel vantaggio per le giovani generazioni che dovevano occuparsi della loro formazione per diventare seri, preparati, uomini di pensiero. Ma quale pensiero! La vera formazione professionale è quella che ti apre le porte per andare da Maurizio Costanzo, da Gerry Scotti, da Frizzi, da Bonolis, Castagna, dalla De Filippi e da Magalli. E anche da Marzullo... sottovoce.
E quando torni a casa tutti ti sorridono, ti guardano con curiosità, forse con ammirazione; tu senti di avere più potere, più fascino, e avverti subito negli occhi delle ragazze una luce strana che ti fa capire le enormi possibilità di affermare il tuo gene egoista. Cioè di scopare.
La popolarità quindi non richiede oggi una particolare genialità, anche se l'intelligenza non è un impedimento. Però dal panorama dei personaggi più famosi si arriva tristemente alla conclusione che per avere successo è meglio essere un po' cretini. Cretini, ma popolari. D'altronde non esistono che due possibilità: o sei un cretino conosciuto, o sei un cretino qualsiasi.





Note: Brano tratto dalla stagione 1997-'98.

Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Gaber 96/97 (1996)
  • Un'idiozia conquistata a fatica 97/98 (1997)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Gaber 96-97 (1997)
  • Un'idiozia conquistata a fatica (1998)
  • Un'idiozia conquistata a fatica (1997-2000) (2002)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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