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Testo

La realtà è un uccello

di Gaber - Luporini


1994 © Edizioni Curci Srl - Milano

Versione 2


Da quando è nato l'uomo è un cacciatore
affascinato da prede sempre nuove
alla ricerca di qualcosa da scoprire
un cacciatore che spara al mondo che si muove.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.
La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

È un uccello strano che mi gira intorno
è da tanto tempo che gli do la caccia
ma non ha abitudini questa bestiaccia
non conosce regole, né fedeltà.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Sono affascinato da un uccello strano
che non è mai vecchio, che non ha passato
devo anticiparlo, devo inseguirlo
altrimenti muoio di normalità.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Va la mia realtà
come una storia che va avanti
e quando credi di afferrarla è già più in là.
È proprio vero che la vita è permalosa
se mi fermo lei si offende, si nasconde
e non è più la mia realtà.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

È un uccello strano, fuori dagli schemi
non conosce regole, né fedeltà.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.


[parlato:] La realtà che passione! Ma che cos'è questa cosa che l'uomo insegue disperatamente come un cacciatore? Sì, sì, lo so, tutto è realtà. Voglio dire se per strada mi cade un vaso di fiori sulla testa, certo che è reale! Ma non è importante. Oddio, la botta in testa, insomma... Voglio dire, la realtà è quel vaso lì? No, quella è una disgrazia che è capitata a me. E non so, se un amico mi racconta che sua moglie è scappata con l'idraulico. Molto caro e neanche bravo. Il mio amico è rimasto sconvolto per mesi, poi ha trovato un altro idraulico. Ma la realtà è la donna del mio amico? No, non conta. Quella è una disgrazia che è capitata a lui. Conta solo quello che riguarda tutti, quello che riguarda il mondo. Ah, ma allora la realtà è la politica! No, quella è una disgrazia che è capitata a tutti. E non se ne esce, eh! È più facile smettere di fumare che smettere di leggere i giornali. Anche ridurre gradualmente è difficilissimo. Io da dieci quotidiani al giorno ero passato a sette. Stavo già meglio. Poi una sera, una cena, una discussione, gli amici... il giorno dopo, quindici. Anche l'Osservatore Romano. E così, se perdi un telegiornale sei rovinato.
"Il decreto: è passato, non è passato, o ci hanno ripensato?"
"Ma, non lo so, sono rimasto indietro di un giorno, è cambiato tutto... hanno litigato eh?"
"No, hanno fatto la pace". Peccato.
C'è gente che sa tutto. Conosce a memoria qualsiasi formazione di governo comprese le possibili riserve e te la snocciola lì come niente: Berlusconi, Pivetti, Scognamiglio. Fini sulla fascia destra. Pannella libero. Mica tanto. Biondi stopper, D'Alema sulla sinistra, tornante su Buttiglione che svaria al centro. Arbitro Di Pietro. Bossi fuori. Di testa.
La realtà che passione e che tifo! La gente sente che deve partecipare, non può mancare a un appuntamento così importante. Ci mette dentro tutto il suo vigore, il suo impegno, la sua energia. Perché sente che qui si tratta delle sorti del Paese, del nostro futuro. Si insulta, litiga, si accapiglia. Perché qui si tratta della nostra vita, della nostra realtà!
La realtà, che parola, eh... così semplice e così piena di sfaccettature e di ambiguità che spesso si rischia di non capire bene di che cosa ci stiamo occupando. Più si va avanti e più si ha la sensazione che la politica non abbia niente a che vedere con la sfera della morale. Non ci sono buoni e cattivi nella politica. È sempre stata e sarà sempre una questione di rapporti di forza, un volgarissimo gioco di potere, che quasi mai c'entra con la vita.
Ma è possibile che la nostra visione del mondo non vada oltre a queste miserie, a queste opinioni interessate, a questo chiacchiericcio inutile, a questi bisticci isterici e senza senso. Forse, forse quella che noi oggi consideriamo realtà è soltanto una grande confusione deviante, dove ogni soggetto, ogni aggregazione, ogni cultura, ormai non riesce più né a pensare, né a vedere, né a parlare se non con il linguaggio di quella confusione deviante che non ci permetterà mai di capire il vero valore delle cose.
La realtà, che passione!

La realtà è, un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

È un uccello strano fuori dagli schemi
che non è sensibile ai miei richiami
il suo volo è pieno di contraddizioni
e non ha problemi di moralità.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Io mi nutro solo di un uccello strano
è da tanto tempo che gli do la caccia
vivo per colpire questa bestiaccia
altrimenti muoio di inutilità.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Va la mia realtà
come la vita che mi sfugge
ed io mi aggrappo come un naufrago qua e là.
Il mio destino è questo affanno
questa corsa verso il vero per scoprire
quel mistero che è da sempre la realtà.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Noi crediamo ancora all'amore vero, agli eterni sentimenti…
La realtà è più avanti!
Noi crediamo ancora alla gente onesta, agli uomini efficienti…
La realtà è più avanti!
Noi crediamo ancora alle facce nuove, ai partiti giusti…
Siamo di destra, siamo di sinistra
siamo democratici, siamo progressisti…
La realtà è più avanti!
Siamo sempre indietro.
La realtà è più avanti!
Siamo sempre indietro…

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.





Note: canzone-prosa

Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1994)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1994)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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