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La masturbazione

di Gaber - Luporini


1994 © P. A.

Versione 2


Lei comincia a divincolarsi, ma i suoi sforzi rendono più sensibile la sua debolezza e nello stesso tempo fanno ondulare il suo corpo contro il mio. Ora la trascino verso la camera, ma strada facendo mi fermo un po' per obbligarla a stringersi di nuovo contro di me, in modo da sentire bene il tenero strofinio dei suoi seni attraverso la seta sgualcita della camicia. Poi, sempre tenendola, costringo la piccina a inginocchiarsi. Le immobilizzo i polsi dietro la schiena con una sola mano che preme contro l'incavatura della vita e la schiaffeggio più volte, senza fretta, con l'aria di punirla. Lei sa che ha bisogno di una punizione. Dopo le accarezzo con le mani il viso, e anche la bocca, ma siccome non si dimostra compiacente quanto voglio, la schiaffeggio ancora senza spiegazioni. Punita per la seconda volta mi bacia senza reticenza. Allora la faccio stendere servile, sottomessa, a pancia in giù. È la posizione che preferisco ... ferma, cara, indifesa. Le faccio risalire la camicia poi le spingo giù i pantaloni, dolcemente. Con la punta delle cinque dita sfioro la pelle nei punti dove è più delicata, non tanto per interessare la prigioniera...
Non tanto per interessare la prigioniera...
Questo pensiero rischia di farmi sfuggire l'immagine.
Non tanto per interessare la prigioniera...
Accendo la luce e guardo il cuscino... la prigioniera.
Ecco cosa c'è di bello nella masturbazione.
Non c'è alcun bisogno di preoccuparsi dell'altra persona.
Però guai a distrarsi, guai. I ragionamenti intermedi sono fallimentari. Fra la tensione del pensiero e il corpo non deve esistere niente. La masturbazione… credo proprio che sia la prima vera forma di interezza. E non solo quello. Nessuno ha mai parlato di questo modo di amare. Ma ti rendi conto? In due, sempre in due. L'amore in due... manca di intimità. Figuriamoci in tanti. Mamma mia che stronzata in tanti! L'amore in uno è il più perfetto. Non ha mai sfasature. È l'unico amore in cui una persona faccia veramente i conti con il proprio sesso. Purtroppo non lo puoi raccontare a nessuno, il tuo sesso. Quanto sia acuto, profondo, illimitatamente libero... si va fino in fondo, fino alle oasi più vergognose, che sono poi quelle più vere. Mi fanno ridere quelli che la chiamano disperata solitudine. Ah, ah, ah! La masturbazione è una scienza privata e universale. È il rilancio dell'individuo. Ti libera dall'untuosa ideologie del sociale. Ti libera dai sofismi della conservazione della specie e ti porta verso l'immagine pura. È il più alto dovere dei poeti. O la capisci o non la capisci. O ce l'hai o non ce l'hai. Non ci si può accedete con la logica. È una verità del cuore. Come la mamma, come la patria!
Mi sono esaltato.
Va be', passiamo oltre. Tu guarda che casino c'è in giro… cartacce, mozziconi, giornali da tutte le patti, il letto sfatto... Però è bello tornare a casa la sera da soli, infilarsi sotto le coperte... e sapere già come andrà a finire.
Quasi, quasi, questa sera resisto. Così domani è anche più bello. Dicono che faccia male. Anche quella lì non l'ho mai capita.
Ma chissà quante saranno quelle persone che da grandi continuano... Non lo saprò mai. E chi te lo racconta!
Non so se dormire o se tornare ai miei filmini.
Dunque, lei era prigioniera. Era prigioniera con le mani dietro la schiena... Non la vedo più. No, ecco la Lucianina non mi va più bene. Probabilmente il pensiero è diventato debole, e quando il pensiero si indebolisce.. si indebolisce tutto.
Ma chissà quanti sono quelli che da grandi... No, sarei curioso di sapere che tipo di tecnica... Secondo me esistono due tendenze: quella della donna astratta, stupenda, completamente inventata, piena di fianchi, di cosce, di tette... No, io sono realista, preferisco una donna che c'è... che ho già visto. Una di cui conosco la madre, il fratello, il cugino, il marito... ummm... le mogli degli amici... le faccio parlare proprio con la loro voce, sono precisissimo nell'immaginare i loro gesti. Ognuno il suo carattere. Mai, mai far fare cose che una non farebbe. Magari che non ha mai fatto... Ma che io so che farebbero. Con me le farebbero!
Guarda la Barbara... così dolce.. ispirata. Chi lo immaginerebbe che sotto quel viso di Madonna... quei fianchi morbidi, rotondi... Dice che è timida, dice che ha vergogna del suo corpo. Ha vergogna del suo corpo e mette su delle gonne che si incollano al culo... Altro che Madonna, è una troia! È che lei non lo sa di essere così. E allora perdo la concentrazione. Mi si indebolisce il pensiero. Mi svanisce il culo della Barbara, mi si intreccia con quello di qualcun altro... con quello del postino... No, il postino no, per carità! Con quello della Cornelia. Ecco, va già meglio. Anche se devo cambiare tutto perché… è tremenda la Cornelia, isterica, fredda come il ghiaccio, aristocratica, mai un gesto fuori di posto. Bisognerebbe smuoverla, lei, così seria, controllata, piena di dignità. Sarebbe bello vederla fondere, la tua dignità. Ti scavo nel cervello, Cornelia. Te lo tirannizzo. Ecco, così, così, così!...
Non è andata mica male. Con la Cornelia non c'ero mai riuscito. No, è brava... è riuscita a tenermi con lei fino alla fine. Il guaio è quando il postino viene fuori all'ultimo momento e tu non sei più in tempo a tornare indietro. Che fai? Ormai sei lì... lo ami!
C'è di buono che un attimo dopo, penso subito a qualcos'altro...
Pensare?... Più che pensare, c'è come una specie di disagio, di amarezza.
Non ho mai capito perché io per eccitarmi abbia bisogno di certe fantasie strane e contorte. probabilmente la nostra vita sessuale è irrimediabilmente corrotta. Spesso anche con una donna, è un amore tutto mentale. Si va avanti da soli. Si, è un amore "monosessuale"... Come la masturbazione.
Ma è possibile che nell'amore, come anche nella vita, si debba essere sempre così egocentrici e soli.
Mai, mai un gesto che sia veramente oltre noi stessi.
No, non è di altruismo che intendo parlare. I nostri atteggiamenti altruistici li conosco bene, e forse servono più che altro a garantirci un posto in paradiso.
Ma per un posto nella vita… ci vuole altro.
Bisognerebbe inventare il miracolo... sì, bisognerebbe arrivare al punto dove il nostro egoismo possa magicamente coincidere con la felicità degli altri.



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1994)
  • Storie del signor G (1991)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1994)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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