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Mi fa male il mondo (Iª parte)

di Gaber - Luporini


1994 © Edizioni Curci Srl - Milano




Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.

Mi fa male più che altro credere
che sia un destino oppure una condanna
che non esista il segno di un rimedio in un solo individuo
che sia uomo o donna.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.

Mi fa male più che altro ammettere
che siamo tutti uomini normali
con l'illusione di partecipare senza mai capire
quanto siamo soli.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.

È un malessere che abbiamo dentro
è l'origine dei nostri disagi
un dolore di cui non si muore
che piano piano ci rende più tristi e malvagi.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa male, mi fa male, mi fa male...

Mi fa bene comunque credere
che la fiducia non sia mai scomparsa
e che d'un tratto ci svegli un bel sogno e rinasca il bisogno
di una vita diversa.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.

Mi fa bene comunque illudermi
che la risposta sia un rifiuto vero
che lo sfogo dell’intolleranza prenda consistenza
e ridiventi un coro.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.

Ma la rabbia che portiamo addosso
è la prova che non siamo annientati
da un destino così disumano
che non possiamo lasciare ai figli e ai nipoti.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.
Mi fa male, mi fa male, mi fa male…



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1995)
  • E pensare che c'era il pensiero (1994)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1995)
  • E pensare che c'era il pensiero (1994)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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