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Questi nostri tempi

di Gaber - Luporini


1995 © P. A.




In uno dei miei rari momenti di lucidità, mi sono guardato allo specchio e mio sono accorto che il mio pensiero aveva bisogno di un lifting. Al momento ho attribuito questa mia defaiance a un mio precoce rincretinimento senile. Poi mi sono guardato intorno e… non è che mi sia sentito intelligente, però mi sono consolato.
Ecco, ho capito che un uomo oggi meno esprime il suo pensiero meglio è. Tutt'al più può esprimere un parere. Ma i pareri, si sa, son come i coglioni: ognuno c'ha i suoi.
E così, a poco a poco, in me è maturata l'idea che il mondo occidentale europeo, antica culla della civiltà, avrebbe proprio bisogno di un nuovo pensatore, fresco e pieno di vigore.
No, per carità, non intendo candidarmi. Non sono né fresco né pieno di vigore e soprattutto non sono un pensatore.
Ho soltanto la sensazione che in questi nostri tempi pensare voglia dire vivere in un cimitero.
Eh, sì, bisognerebbe ridar vita alla filosofia, che è morta, poverina. Certo, una nuova filosofia che sappia illuminare la mente e riscaldare il cuore dell'uomo del Duemila.
Solo che filosofare oggi, così ridotti come siamo, è come in una gelida giornata d'inverno farsi addosso una pisciatina per sentire un po' di teporino…



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1995)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1995)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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