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Testo

La realtà è un uccello

di Gaber - Luporini


1995 © Edizioni Curci Srl - Milano

Versione 3


Da quando è nato l'uomo è un cacciatore
affascinato da prede sempre nuove
alla ricerca di qualcosa da inventare
un cacciatore che insegue il mondo che si muove.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.
La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

È un uccello strano che mi gira intorno
è da tanto tempo che gli do la caccia
ma non ha abitudini questa bestiaccia
non conosce regole, né fedeltà.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Sono affascinato da un uccello strano
che non è mai uguale, che non ha passato
devo anticiparlo, devo inseguirlo
altrimenti muoio di normalità.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Va la mia realtà
come una storia che va avanti
e quando credi di afferrarla è già più in là.
È proprio vero che la vita è permalosa
se mi fermo lei si offende, si nasconde
e non è più la mia realtà.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

È un uccello strano che mi gira intorno
non conosce regole né fedeltà.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

[parlato:] La realtà, che passione, eh! Ma che cos'è questa cosa che l'uomo insegue disperatamente come un cacciatore? Sì, si, lo so, tutto è realtà. Voglio dire, che ne so, se per strada mi cade un vaso di fiori sulla testa, certo che è reale! Ma non è importante. Oddio, la botta in testa, insomma... Ma voglio dire, la realtà è quel vaso lì? No, quella è una disgrazia che è capitata a me. Non conta. E non so, se per esempio un amico ti racconta che la moglie è scappata con l'idraulico. Molto caro e neanche bravo. Il mio amico è rimasto sconvolto per mesi; poi ha trovato un altro idraulico. Molto caro e neanche bravo. Il mio amico è rimasto sconvolto, per mesi… poi ha trovato un altro idraulico. Ma, voglio dire, la realtà è la donna del mio amico? No, quella è una disgrazia che è capitata a lui. Non conta. Conta solo quello che riguarda tutti, quello che riguarda il mondo. Ah, ma allora la realtà è la politica! No, quella è una disgrazia che è capitata a tutti.
E non se ne esce, eh! È più facile smettere di fumare che smettere di leggere i giornali. Anche ridurre gradualmente è difficilissimo; io da dieci quotidiani al giorno ero passato a sette. Stavo già meglio. Poi una sera, una cena, una discussione, gli amici... il giorno dopo: quindici. Anche l'Osservatore Romano. È così, è così, se perdi un telegiornale sei rovinato.
"Il decreto: è passato, non è passato, o ci hanno ripensato?"
"Ma, non lo so, sono rimasto indietro di un giorno, è cambiato tutto!”
Ecco, lo sapevo, basta distrarsi un attimo che sei tagliato fuori. No, no, io i telegiornali me li guardo tutti. Comincio alle 19 con Emilio Fede che mi mette subito di buon umore, anche troppo. Per fortuna, dall’altra parte, c’è già il TG3 che è un bel mattone… e un po’ di qua e un po’ di là, vado pari. Alle 19,30, Liguori, bello acido e velenoso, costituisce un’ottima preparazione per lo ‘spigliato’ TG2… e, finalmente, alle otto: il classico, l’ufficiale, l’immortale… PA-PA-PA PA-PA-PA… il TG1! È chiaro, a questo punto le notizie le so a memoria. Ma la Gruber, come si fa a perderla!
Devo dire che però c’ho un dolorino. Eh, sì, perché alla stessa ora, dall’altra parte c’è Mentana. Più moderno, il più scattante… praticamente un disc-jockey! E lì mi viene in aiuto la tecnologia: me lo registro. A dir la verità, io i telegiornali me li sono registrati tutti. Ogni tanto me li ripasso. Me li sono registrati tutti dal giorno in cui Di Pietro ha arrestato Chiesa. Adesso ho saputo che sta per uscire quello in cui Chiesa arresta Di pietro… lo aspetto con ansia. È inutile, oramai io la politica ce l’ho nel sangue, non ne posso fare a meno. Ho provato a distrarmi, a fare altre cose: sono andato al cinema, alla partita… non c’è niente da fare: sono via con la testa, non sto attento. Ho provato ad andare a teatro: gli attori… Pannella: altra classe! Le ho provate tutte. Ho provato anche a scopare. Mi viene in mente la Pivetti!
È così. Putroppo più sai, più ti accorgi di non sapere. Perché io lo so che c’è chi ne sa più di me. Maledizione, sanno tutto! C'è che conosce a memoria tutte le possibili formazioni di governo e te le snocciola lì, come niente: Berlusconi, Pivetti, Scognamiglio. Fini sulla fascia destra. Pannella libero. Mica tanto. Dini stopper, D'Alema sulla sinistra, tornante su Prodi che svaria al centro. Dietro le punte Buttiglione: piedi buoni, testa meno. Avanti c’è Bertinotti, molto avanti, troppo avanti, spesso finisce in fuorigioco. Arbitro: Oscar Luigi Scalfaro. Bossi fuori. Di testa.
Che tifo! Che passione! La gente sente che deve partecipare, non può mancare a un appuntamento così importante. Ci mette dentro tutto il suo vigore, la sua energia, il suo impegno. Perché sente che qui si tratta delle sorti del Paese, del nostro futuro. La gente litiga, si insulta, si accapiglia. Perché qui si tratta della nostra vita, della nostra realtà.
La realtà, che parola, eh... Così semplice e così piena di sfaccettature e di ambiguità che spesso si rischia di non capire bene di che cosa ci stiamo occupando. Più si va avanti e più si ha la sensazione che la politica non abbia niente a che vedere con la sfera della morale. Non ci sono buoni e cattivi nella politica. È sempre stata e sarà sempre una questione di rapporti di forza, un volgarissimo gioco di potere, che quasi mai c’entra con la vita.
Ma è possibile che la nostra visione del mondo non vada oltre a queste miserie, a queste opinioni interessate, a questo chiacchiericcio inutile, a questi bisticci isterici e senza senso. Forse tutto quello che ci circonda è soltanto una specie di grande confusione deviante, dove ogni soggetto, ogni aggregazione, ogni cultura, oramai non riesce più a pensare, né a vedere, né a parlare, se non col linguaggio di quella confusione deviante, che non ci permetterà mai di capire il vero valore delle cose e che noi, abusivamente, continuiamo a chiamare realtà…

La realtà è, un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

È un uccello strano fuori dagli schemi
che non è sensibile ai miei richiami
il suo volo è pieno di contraddizioni
e non ha problemi di moralità.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Io mi nutro solo di un uccello strano
è da tanto tempo che gli do la caccia
vivo per colpire quella bestiaccia
altrimenti muoio di inutilità.

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.

Va la mia realtà
come la vita che mi sfugge
ed io mi aggrappo come un naufrago qua e là.
Il mio destino è questo affanno
questa corsa verso il vero per scoprire
quel mistero che da sempre è la realtà.

Noi crediamo ancora ai grandi ideali, ai grandi schieramenti…
La realtà è più avanti!
Noi crediamo ancora alla gente onesta, agli uomini efficienti…
La realtà è più avanti!
Noi crediamo ancora alle facce nuove, ai partiti giusti…
Siamo di destra, siamo di sinistra
siamo democratici, siamo progressisti…
La realtà è più avanti!
Siamo sempre indietro.
La realtà è più avanti!
Siamo sempre indietro…

La realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va.





Note: canzone-prosa

Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1995)
  • Gaber 96/97 (1996)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • E pensare che c'era il pensiero (1995)
  • Gaber 96-97 (1997)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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