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Testo

La nave

di Gaber - Luporini


1991 © Edizioni Curci Srl - Milano

Versione 3


[parlato:] Una nave. Una nave grande, enorme. Una nave che va, non si sa dove va. Non si sa da dove è partita.
E sopra molti, praticamente tutti. La nave è la vita.

La nave è come una nave
ed essendo una nave è abbastanza normale che vada in mare.
Il mare, com’è naturale
immobile e piatto è quasi perfetto
sta lì sempre uguale.
La nave ha anche un motore
ed avendo un motore non sa dove va
ma continua ad andare.

Avanti, avanti, avanti
si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.

La nave, e sopra la nave
a parte le masse son tutti presenti
gli amici e i parenti…
[parlato:] Manca solo il nonno, povero nonno…

Per tutti c’è un buon trattamento
ognuno ha il suo posto nel proprio recinto
mi sembra anche giusto.

[parlato:] Prima classe, seconda classe, terza classe e poi li disoccupati, gli extracomunitari, gli albanesi, gli slavi… anche gli slavi, eh già!

La nave è una nave di classe
il legno del ponte è dipinto di bianco è molto elegante.
[parlato:] "Oh, buongiorno”, “salve”, “arrivederci”, “come va”, “buona giornata”… “ciao, ciao”…

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.

Sul mare la nave biancheggia
ha un fascino strano, così suggestiva anche quando beccheggia.
[parlato:] È un fascino che di dentro… mi sento poco bene, eh! Va be’…

Ma basta distrarsi la mente
usare il cervello, pensare un istante a qualcosa di bello.

[parlato:] Sì devo pensare a qualche cosa di bello, che mi distraggo, che mi passa il mal di stomaco…
Vediamo un po’ a cosa posso pensare… alla mia ragazza, certo alla mia ragazza.
Ecco mi vedo, la mia mano scivola sui capelli, bello, va giù sulle spalle, bello, va giù sui seni, bello, va giù, ancora più giù, ancora più giù… mi torna tutto su…

Il mare, com’è strano il mare
non è che non senta la sua poesia ma mi fa vomitare.

[parlato:] Devo pensare a qualche cosa di più convincente… a una tragedia, a un dolore, al nonno, al povero nonno… sì, il nonno ha sempre funzionato.
Mio nonno morì tragicamente nel ’36 come Gozzano. Gli ero così affezionato, era massone, alto, bel portamento, coi baffi, col fiocco. Aveva sposato la zia di una biscugina, sì la Elvira, la ricordi?
Che vita povero nonno! Ogni tanto spariva… bevitore eh, gran bevitore, a un certo punto il fegato… a pezzi, spappolato, putrefatto… sto male, mi torna il vomito, devo resistere, non posso essere il primo, devo resistere. No, no!

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.

La nave è un po’ troppo vitale
la gente si sbianca ma fa resistenza non vuole star male.
[parlato:] Pensate al nonno!

Sul ponte che è fatto a tre piani
in terza e in seconda e anche in prima si sentono rantoli strani…
[parlato:] No, da quelli di prima non me lo aspettavo…

Il mare diventa più grosso
dai piani di sopra su quelli di sotto si vomita addosso.

[parlato:] Una battaglia, una battaglia che cresce: quelli di prima vomitano su quelli di seconda, quelli di seconda su quelli di terza. Lo scontro è sfrenato, violento, la gente rimanda, reagisce, boccheggia, un prete esorta a volersi bene… poi si inginocchia e vomita anche l’anima. Un carabiniere mi tiene allora mi puntello cerco di vomitare verso l’alto ma non ci arrivo. Quelli di sopra hanno la meglio, si sporgono per vomitare, una vera cascata, una violenza, uno scroscio di conati, un rovescio di filamenti, la nave è tutta piena, tutta piena di vomito… tutto un vomito… dài, dài!

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su
insieme nella vita a testa in su
insieme nella vita a testa in su.



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Il Teatro Canzone (1991)
  • Il Teatro Canzone '93 (1992)
  • Storie del signor G (1991)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Il Teatro Canzone (1992)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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