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L'ultimo uomo

di Gaber - Luporini


1981 © P. A.




Purtroppo non spero più in una terza guerra mondiale.
Anche i giovani fanno le marce per la pace. Stronzi!
Sono diventati tutti ragionevoli, hai capito.
Io non penso mai. Io odio e amo. Sono passionale e violento come gli uomini veri... diobono. E quando come ora senti vicino il fragore della battaglia... macché… niente... Stronzi!
E pensare che i popoli sotto sotto c'avrebbero voglia di... La nuova America è con me. La Russia lo è sempre stata. I libici se mi conoscessero canterebbero per me in metri nordafricani. Gli Svizzeri… no. Stronzi! Quando dico che la Svizzera è il solo paese che può essere democratico viene scambiato per un complimento. Sarebbe come dire ad un uomo che solo lui può essere gobbo ed eunuco. Solo un paese vile e insignificante può essere democratico. Lei mi dirà che lo sono tutti, eh? E io le dirò: "Appunto!".
L'umanità degrada di generazione in generazione. E la mollezza è il prezzo che si paga quando una pace diventa troppo duratura.
I giovani, che schifo! I giovani sono giovani solo nel senso dei foruncoli. I giovani sono stupidi per definizione, si sa, non si può pretendere. Ma almeno un po' di slancio, dico io, un po' di passione, no? Li vedo tutti i giorni per la strada, che si accarezzano, si "tocchignano" dolcemente, sensibili sai? Sì, anche i giovinotti sensibili sì. Le spalle sottili, le mani un po' bianchicce, i gesti dolcissimi, gli occhi languidi… ma i coglioni?
E le bambine, piccole margherite appena dischiuse, i seni quasi impercettibili, i "culini" stretti e piatti, certo, non faranno i figli per la patria... ma si innamorano sai, sì, si innamorano tutti, e si baciano, si baciano, montagne d’effusioni, scopatine, scopatine deliziose, affettuosi, dolciastri, con lo zucchero nel cuore, gli zuccheri nelle vene... il diabete generale!
E tutti che ci riflettono, sì, li prendono sul serio: "I giovani, i giovani…", "I giovani incontrano l'Europa", "I giovani e l'amicizia", "I giovani e i sentimenti"... Ci vorrebbero i calci nel culo, altro che convegni!
Adesso lei mi dirà che io sono un vecchio reazionario, eh? A lei non piace che io sia così poco permissivo, che io dica che i giovani sono senza coglioni e le donne senza bacino. Cretino!
A voi vi hanno rovinato le donne. Vi hanno completamente rincoglioniti, ce l'hanno fatta. Non siete riusciti ad arginare l'elemento femminile che porta sempre nelle cose serie il segno incorreggibile della sua frivolezza. La donna è stupida per definizione, si sa, non si può pretendere.
Una volta almeno si poteva fare l'elogio della fertilità, eh? C'avevano fianchi larghi da fattrici, abbondanti, prosperose, sane, eh?... C'avevano dei culi stupendi... enormi!
Ora non fanno più i figli, non c'hanno più neanche il culo… non sono più niente. E senza quegli amori, quegli slanci, quelle passioni, senza quelle patrie, quegli ideali, senza… senza quei culi appunto...
Un uomo oggi, cos'è un uomo?



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Anni affollati (1981)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Il teatro di Giorgio Gaber "Anni affollati" (1982)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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