Sei in: Archivio » Testi » Testo

Testo

Il presente

di Gaber - Luporini


1981 © P. A.




Credo sia giunto il momento di parlarvi del presente.
Per i filosofi il presente non esiste, si sa. E forse hanno ragione perché sicuramente c’è il passato e c’è il futuro. E il presente sarebbe fatto da un po’ di passato e da un po’ di futuro. Fatto sta che quando uno dice: "Ora"… è già dopo, o prima! Chiaro! Mica tanto, insomma.
Volevo dire ‘prima’ si stava male, ‘ora’ siamo messi mali.
Alcuni degli amici più cari sono un po’ scoppiati, altri si illanguidiscono in sane ginnastiche corporali. In Parlamento c’è n’è uno, tutti gli altri sono in galera!
E allora? Non c’è più l’interlocutore? No signori. Dimenticavo i più geniali, siamo qui, noi, i migliori. Intendo dire tutti coloro che sono riusciti a togliersi di dosso la pesantezza di qualcosa che ingombra per dedicarsi allo smitizzante.
Sì, perché di fronte all’idiozia dei vecchi moralisti preferisco vedere l’uomo di cultura che si fa fotografare nudo su un divano a fiori. Eh sì, per questa sua capacità di saper vivere il gioco. Sto parlando insomma di quelli veramente colti che con sottile ironia hanno riscoperto l’effimero.
Ecco che cos’è il presente: l’effimero. E devo dire che per della gente come noi che non crede più a niente è perfetto.
Basta lamentarsi! La cosa più intelligente da fare è quella di giocare d’astuzia con i segnali del tempo.
Ma attenzione, eh. Perché tra l’avere la sensazione che il mondo sia una cosa poco seria e il muovercisi dentro perfettamente a proprio agio esiste la stessa differenza che c’è tra l’avere il senso del comico e essere ridicoli.



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Anni affollati (1981)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Il teatro di Giorgio Gaber "Anni affollati" (1982)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


    « Torna alla pagina precedente

    Segui il sito su: Facebook