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Dove l'ho messa

di Gaber - Luporini


1974 © Edizioni Curci Srl - Milano

Versione 1


[parlato:] Adesso, no adesso voi magari vi aspettereste che trovassero i colpevoli eh?
Avete visto troppi film gialli!
Anch’io l’altra sera esco dal cinema… Dov’è la macchina? Ah già l’ho messa lì. Chiavi, BRUMMM, parte subito, perfetta.
Arrivo, via Londonio… non c’è più la casa. Ho sbagliato strada, fammi vedere: 24, 26… maledizione manca il 28! Non c’è più la casa, ho perso la casa. Dove l’ho messa?
Vediamo un po’: sono andato al cinema, un bidone tra l’altro… in macchina no, non posso averla persa, la lascio sempre lì. Dove l’ho messa?

Io sono sempre stato un po’ disordinato
ma la mia casa non è mica un orecchino
a questo punto sono molto preoccupato
un uomo senza casa è un po’ un casino.

[parlato:] Me lo dice sempre la mia mamma che sono disordinato, ha ragione, ha ragione la mamma… a proposito la mamma… dove l’ho messa?
Ho perso anche la mamma, possibile? Devo far la denuncia eh. Sì tanto i carabinieri le mamme non le trovano mai. Non era neanche assicurata, però la chiudo sempre eh! Peccato. No, non tanto per il valore, è che era un ricordo!

E poi la mamma non è mica un accendino
che lasci al bar e te lo fregano gli amici
io non vorrei che lei giocasse a nascondino
un uomo senza mamma è un po’ De Amicis.

[parlato:] Bisogna che la ritrovi la mia mamma e anche la mia casa, tutto, e se non loro qualcosa di solido, qualcosa che gli assomigli, qualcosa per sentirti bene, per sentirti giusto, per sentirti sicuro in questa nostra bella Terra, in questa nostra bella Italia. Italia… dove l’ho messa?
Ho perso anche l’Italia, possibile? L’Italia di Mazzini, di Cavour, dei nostri martiri, degli invalidi senza gambe senza braccia, l’Inno di Mameli, il tricolore che sventola.
È duro rendersi conto che si sia dissolta così al vento… ‘PUM’ come una scoreggia!
Sì, si capiva che era una situazione che da un momento all’altro… voglio dire in un certo senso ce lo aspettavamo…

Però al momento ti fa sempre un certo effetto
per molta gente è stato un colpo troppo duro.
Siamo rimasti proprio orfani di tutto
un uomo senza Italia…
un uomo senza casa…
senza mamma, senza famiglia, senza storia, senza ideologia, senza capi, senza esercito, senza chiesa, senza clero, uh…
un uomo senza niente è più leggero!





Note: Una seconda versione aggiornata del brano è inserita nello spettacolo "Storie del signor G", 1991.

Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Anche per oggi non si vola (1974)
  • Due Retrospettive (Retrospettiva 1) (1980)
  • Giorgio Gaber - Recital (1975)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Anche per oggi non si vola (1974)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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