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Il signor G sul ponte

di Tarozzi - Gaber


1970 © Edizioni Curci Srl - Milano




L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
tira un gran vento e piove un po'
è notte fonda, c'è qualche lume
sto sopra il ponte e guardo il fiume.

A cosa pensi, mio signor G?
Pensi alla vita a ciò che finì
a ciò che hai detto, a ciò che hai fatto
al tuo coraggio, al tuo passato, che è già passato!

L'acqua che passa, l'acqua che scorre
dentro quel buio, oltre quel buio
fa molto freddo, è quasi inverno
sto sopra il ponte in un inferno.

In un inferno, mio signor G
via, non diciamo frasi così
"tutto s'aggiusta" questo è il tuo motto
non lo ricordi, hai sempre avuto quello che hai dato.

L'acqua che passa, l'acqua che scorre
come una nenia che non finisce
io che la guardo come assopito
ci farei un tuffo tutto vestito.

Tutto vestito, mio signor G
ma lascia stare va via di lì
ritorna a casa tra le tue mura
tra i tuoi parenti, se hai strane voglie pensa a tua moglie.

L'acqua che passa, l'acqua che scorre
che non riflette neppure una stella
passa una coppia, vive qualcuno
e su quel punte non c'è più nessuno...



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Il signor G (1970)
  • Storie vecchie e nuove del signor G (1971)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Il signor G (1970)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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