Sei in: Archivio » Testi » Testo

Testo

A mezzogiorno

di Gaber - Luporini


1971 © Edizioni Curci Srl - Milano




A mezzogiorno suona la sirena
e lei come ogni giorno è lì che aspetta lui.
Tra qualche attimo son tutti fuori già,
tre quarti d’ora e si riprenderà.
Suona una radio lì vicino,
qualcuno chiama un ragazzino
la strada è vuota, c’è un po’ di sole
tutto si ferma per un po’...

"Sei qui da molto?"
"No, sono appena arrivata."
"Sei così bella."
"Ma dài! Sono così conciata!"
"Cos’hai portato?"
"Cos’ho portato non si sa!
“Hai proprio fame, vieni mettiamoci più in là."

A mezzogiorno suona la sirena
e lei come ogni giorno siede accanto a lui.
Lui la accarezza e poi la stringe forte a sé
apre la borsa e guarda cosa c’è.
Insieme mangiano sul prato
quello che lei gli ha preparato.
Poco lontano un aeroplano
lascia una striscia e se ne va...

"Come mi piaci, sai cosa mi viene in mente…"
"Ma dai stai buono, non vedi che c’è gente?"
"Ma non capisci che se ne infischiano di noi."
"Ti aspetto a casa, ma torna subito se puoi."

Ancora un attimo, un bacio e se ne andrà
e la sirena ancora suonerà.
Alcuni giocano a pallone
mangiando l’ultimo boccone.
Sul prato verde qualche giornale
che ora il vento muove un po’.



Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Storie vecchie e nuove del signor G (1971)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • I borghesi (1971)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


    « Torna alla pagina precedente

    Segui il sito su: Facebook