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Testo

Algebra

di Gaber - Luporini


1973 © P. A.




[Campanello che suona]
[Gaber]:
Ecco, è arrivato il Cotinelli. (1)
“Come va?”
(Saluto cordiale ma un po’ anonimo: non mi espongo).

[Ospite]:
(Mi ha chiesto come va. Avrà un significato? Meglio tenersi sulle generali).
“Insomma… così. E tu?”

[Gaber]:
“Sto abbastanza bene, grazie”.
(Voglio vedere in base a questa mia affermazione come si comporta lui. Anzi, aggiungo):
“Non mi posso lamentare, io”

[Ospite]:
(Hai visto? Ha messo l’”io” in fondo. Non è casuale, eh? “Non mi posso lamentare, io”. Che potrebbe anche voler dire “E tu, invece?” Bisogna che mi difenda. Risposta gentile ma ambigua nell’intonazione):
“Sono molto contento, contentissimo!”.

[Gaber]:
(Ahi, mi frega. Però potrebbe anche essere contento, non lo so. Comunque posso sapere di avere questa esperienza di lui che si articola su due punti: quando io ho detto che sto bene, lui ha pensato che io ho detto che io sto bene perché sto bene veramente - chiamiamolo “caso a” - oppure - chiamiamolo “caso b” - lui ha pensato che io sto malino, ma ho detto che sto bene. D’altra parte lui ha detto “sono contentissimo”. Devo dirgli qualcosa di stravolgente).
“Anch’io!”
(Sa che non sono così banale. Chissà cosa ci trova sotto, sono convinto che è in difficoltà. Vado a vedere).

[Ospite]:
(Senza alcun dubbio lui ha già preso in considerazione il caso a e il caso b. Comunque non posso correre il rischio di sopravvalutarlo. In questa ipotesi - che chiameremo per comodità “alfa” - avremo una serie di risposte elementari che per ora non tengo in considerazione. All’ipotesi più probabilistica di a e b devo aggiungere a2b2 e a3b3 per poter ricavare il valore della x che è la mia risposta).
“ab + a2b2 + a3b3 aperta la parentesi, alfa…”

[Gaber]:
“No, alfa non me lo dovevi dire, eh! La tua soluzione è arbitraria e semplicistica. Casomai x = b che moltiplica a2b2 che moltiplica a3b3 fratto alfa. Vuoi un caffè?”

[Ospite]:
“No! Perché a2+b2, a2+ab+b2 fratto x che procede da a2+b2+x al quadrato, uguale a radice di a2+b2-ab che moltiplica alfa… vero? È chiaro…”.

L’irreparabile è già accaduto. Non ci resta che dedicarci con rinnovato coraggio alla nostra salvezza personale.





Note: (1) Il Cotinelli è citato nella canzone che precede il monologo (“La comune”).

Trascrizione da: Disco



Spettacoli in cui è presente il testo:
  • Far finta di essere sani (1973)
  • Due Retrospettive (Retrospettiva 1) (1980)


  • Dischi in cui è presente il testo:
  • Far finta di essere sani (registrazione dello spettacolo live, 1973) (2002)


  • Testo pubblicato previa autorizzazione dell'editore e degli autori.


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