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Il signor G

«Quanti fiori colorati, sono nato in una serra, quanti volti emozionati, quanta gente che mi afferra.

Che fortuna ho tanti amici e son qui tutti felici, tra sorrisi e complimenti prendo i primi sacramenti.

Ma che nome mi daranno, forse G. come mio nonno… io mi giocherei la vita che quei tipi lì lo fanno.

(Prima ricorrenza: il signor G nasce)

 

manifesto

«Il signor G» è il primo approccio al teatro. Si tratta di un personaggio che cerca a fatica di togliersi di dosso certe inclinazioni o abitudini della sua formazione piccolo-borghese. C'è in lui il desiderio di rinnovarsi senza però la velleità di cambiare immediatamente pelle. I temi non sono ancora politici, ma c'è un impegno nel raccontare alcuni brani della sua vita quotidiana da cui emergono una grande quantità di dubbi sulla natura del proprio essere e la persistenza di certi valori tradizionali.

Giorgio Gaber e Sandro Luporini - Brano tratto dal nuovo catalogo di "Gaber a teatro"

 

Stagioni teatrali:

 

1970-1971 e 1971-1972

Debutto:
21/10/1970 - Seregno (MI)

 

Scheda dello spettacolo

Autori: Gaber-Luporini
Produzione: Piccolo Teatro di Milano
Altri autori dei testi: Tarozzi - Simonetta - Brel - Pagani - Terzoli - Vaime - Valdi - De Vita
Con:
Giorgio Gaber
Regia:
a cura di Giuseppe Recchia
Direzione musicale: Giorgio Casellato
Musicisti: Giancarlo Messaggi (contrabbasso) - Ivo Meletti (chitarra) - Giancarlo Ratti (batteria)
Tecnici: suono Gianluigi Pezzera

 

 

 

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Disco:

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