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Anni affollati

«Io se fossi Dio, e io potrei anche esserlo sennò non vedo chi. Io se fossi Dio non mi farei fregare dai modi furbetti della gente, non sarei mica un dilettante, sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare o meglio ancora a criticare appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese, com’è noioso, non commette mai peccati grossi, non è mai intensamente peccaminoso. Del resto, poverino, è troppo misero e meschino e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda, lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.

(Io se fossi Dio)


manifesto In questo spettacolo si analizza ciò che rimane di tutto il fervore del decennio precedente. Anche se non mancano momenti di vita e di riflessione molto personali e introspettivi come "Gildo" o "L'illogica allegria" il linguaggio è spesso duro e polemico. Si parte dalla constatazione di un riflusso che, senza alcuno slancio utopistico, sfocia nel gusto dell'effimero ("1981") e si arriva a un punto di critica asperrima che ha il suo culmine nell'invettiva di "Io se fossi Dio".
Giorgio Gaber e Sandro Luporini - Brano tratto dal nuovo catalogo di "Gaber a teatro"

 

Stagione teatrale:

 

1981-1982

Debutto:

17/11/1981 - Cesena

 

Scheda dello spettacolo

Autori: Gaber-Luporini
Produzione: Teatro Carcano di Milano
Con:
Giorgio Gaber
Organizzazione: Rindi & Volpi
Direzione musicale:
Sergio Farina
Collaboratori:
Ambrogio Gatti - Valerio Geroldi - Renato Leardi - Bruno Muntoni
Musicisti: Sergio farina (chitarre) - Oscar Rocchi (tastiere) - Gigi Cappellotto (basso) - Walter Scebran (batteria)
Tecnico del suono: Guerrino Copetta
Mixer: Giorgio Casellato e Guerrino Copetta

 

 

 

Documenti in archivio

Disco: Il teatro di Giorgio Gaber
Libretto di scena: Libretto di scena
Testi:
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Video: ---
Manifesto: Archivio www.giorgiogaber.org

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