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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Articoli '90



Il Mucchio Selvaggio - - 1999


Breve storia di Giorgio Gaber

di Andrea Scanzi


 

PRIMA DEL SIGNOR G - 1939/1969
Giorgio Gaberscik è nato il 25 Gennaio 1939 a Milano. Si è diplomato in ragioneria nel 1958. Ha suonato con Celentano, i Rocky Mountains, Jannacci (I due corsari). Ha scritto la prima canzone nel 1958 (Ciao ti dirò) con Luigi Tenco. Notato da Mogol – che voleva mutare il suo nome in Joe Cavallo, Jimmy Nuvola o Red Corda… – ha inciso molte canzoni popolari: tra queste, Trani a go-go, Porta Romana, Non arrossire, Torpedo Blu, Bambolina, Genevieve, Il Riccardo, Barbera e Champagne. Negli anni ’60 era un volto quasi fisso della RAI, al punto che per il grande pubblico Gaber è ancora quello della Torpedo Blu che fa “popi-popi”. La migliore trasmissione a cui ha partecipato è stata Canzoniere Minimo (1961) con Umberto Simonetta; per essa scrisse Le nostre serate (poi confluita in Il Signor G) che la Ricordi giudicò troppo “nichilista” (il testo diceva “il solito bar…televisione…Io penso alle nostre serate stupide e vuote”). Nel 1962 è arrivato secondo con ‘A Pizza al Festival di Napoli in coppia con Aurelio Fierro; ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1961 (Benzina e cerini), 1964 (Così felice), 1966 (Mai mai mai Valentina) e 1967 (E allora dai). La sua prima esperienza teatrale si è svolta al Gerolamo di Milano, dove nel 1961 ha recitato Il Giorgio e la Maria con Maria Monti. Tra il 1969 ed il 1970, ha fatto da sparring partner a Mina durante la sua tournée teatrale.

DISCOGRAFIA 1970-1999 – GABER OBBLIGATORIO
1970 Il Signor G (*)
1971 I borghesi
1972 Dialogo tra un impegnato e un non so (*)
1973 Far finta di essere sani (=)
1974 Anche per oggi non si vola (*) (&)
1976 Libertà obbligatoria (*) (&)
1978 Polli di allevamento (*)
1980 Pressione bassa
1980 Io se fossi Dio (%)
1981 Anni Affollati
1982 Il Teatro di Giorgio Gaber - Anni affollati (*)
1984 Gaber
1985 Io se fossi Gaber (*)
1987 Parlami d’amore Mariù (*)
1987 Piccoli spostamenti del cuore (/)
1989 Il grigio (*)
1992 Il Teatro canzone di Giorgio Gaber (*)
1994 Io come persona
1995 E pensare che c’era il pensiero (*)
1997 Gaber 96/97 (*) (-)
1998 Un’idiozia conquistata a fatica 97/98 (*) (-)
1999 Un’idiozia conquistata a fatica 98/99 (*) (-)
ANEDDOTICA E PRECISAZIONI
I dischi contrassegnati da (*) sono le registrazioni integrali live degli spettacoli (monologhi e canzoni) mentre (=), pur essendo uno spettacolo, è stato inciso in studio (anche dal vivo, in Far finta di essere sani 1973/74 Gaber si fece accompagnare da basi preregistrate). Giova però dire che Gaber ha sempre aggiunto e/o tolto brani dalla scaletta originaria: questa caratteristica, assieme alla tendenza a modificare strofe di canzoni già edite, fa sì che i dischi non siano mai la riproduzione fedele di ciò che Giorgio ha effettivamente proposto nei teatri. Sono poi innumerevoli i brani mai incisi in studio da Gaber. Tutte le opere fanno parte del catalogo Carosello, a parte (/) che è fuori catalogo, (%) e gli autoprodotti (-) venduti solo a teatro in occasione della rappresentazione degli spettacoli. (%) è introvabile e richiestissimo dai collezionisti (la versione live del brano è comunque presente in Anni affollati). In (&) alla batteria e percussioni c’è Tullio De Piscopo. Gaber, che ha anche provato l’esperienza cinematografica (Rossini! Rossini! di Mario Monicelli, 1991); [“IL MINESTRONE” DI SERGIO CITTI, 1981; NELLA STAGIONE 81-82 È STATO REGISTA E AUTORE INSIEME A GUCCINI E ALLOISIO DELLO SPETTACOLO TEATRALE “GLI ULTIMI VIAGGI DI GULLIVER” (N.D.C.)] è stato a cavallo tra gli ‘80 ed i ’90 Direttore Artistico del Teatro Goldoni di Venezia. Nel 1982/83 ha interpretato Il caso di Alessandro e Maria con Mariangela Melato. Dal 1989 al 1991, parallelamente a Il Grigio (spettacolo quasi interamente in prosa) ha portato in scena Aspettando Godot di Samuel Beckett con Jannacci: sempre con l’amico Enzo, nel 1983 ha riproposto il repertorio de I due corsari incidendo Ja-Ga Brothers. Nel 1993 ha scritto ed interpretato – in un breve tour mai pubblicato – Il Dio Bambino. Soprattutto da Il Teatro Canzone in poi, Gaber ha firmato spettacoli che mescolano composizioni vecchie e nuove (nell’ultimo rispolvera addirittura Il pelo, presente in Dialogo tra un impegnato e un non so). Nel 1991, la Polygram Video ha pubblicato un box di 4 videocassette dedicato a Gaber, Storie del Signor G. La sua collaborazione con Sandro Luporini, iniziata a metà anni '60 e resasi stabile da Il Signor G, non si è mai interrotta. Oltre che a Milano, Gaber ha da tempo una casa in Versilia, rifugio estivo e luogo di lavoro a fianco di Luporini. Dal 1970 non è più comparso in televisione – salvo rarissime eccezioni – e da più di venti anni ha smesso di votare. Concede interviste raramente.

LIBRI CONSIGLIATI
Segnaliamo Il Signor Gaber di Michele L. Straniero (Gammalibri, 1979), Giorgio Gaber – La canzone a teatro di Michele Serra (Il Saggiatore, 1982), Gaber in prosa – Il teatro d’evocazione di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (Bompiani) ed i booklet di ogni spettacolo.
Sandro Luporini:
Il pittore di Viareggio ha rivelato che i metodi seguiti per la nascita di una canzone sono sostanzialmente tre:
1) Dopo aver focalizzato insieme gli argomenti da analizzare, Luporini scrive un “tema” di 5 o 6 pagine, che diventerà poi il testo della canzone dopo varie riduzioni. Gaber firma la musica. È il metodo più frequente, citato tra l’altro da Giorgio nell’intervista
2) Uno dei due scrive una frase oppure una sequenza di parole, attorno alla quale nasce la canzone. Così sono nate la maggioranza dei testi ironici, tra cui Lo shampoo
3) Gaber scrive prima la musica e poi nasce il testo. È il metodo che ha dato meno frutti (esempi: Si può, L’ultima bestia)

30 CANZONI DA CONOSCERE ASSOLUTAMENTE
Io mi chiamo G (1970), Lo shampoo (1972), La libertà (1972), Un’idea (1972), È sabato (1972), Chiedo scusa se parlo di Maria (1973), Quello che perde i pezzi (1973), La nave (1973), L’odore (1974), C’è solo la strada (1974), Le elezioni (1976), L’America (1976), Si può (1976), Il cancro (1976), La paura (1978), Dopo l’amore (1978), Il suicidio (1978), Quando è moda, è moda (1978), Pressione bassa (1980), L’illogica allegria (1980), Il dilemma (1980), Io se fossi Dio (1980), Gildo (1981), Al termine del mondo (1981), Il sosia (1982), L’insolito commiato del Sig. Augusto (1987), Qualcuno era comunista (1992), C’è un’aria (1994), Io come persona (1994), Sogno in due tempi (1995).

P.S. Molti di questi brani sono compresi in “Il Teatro Canzone di Giorgio Gaber”.

Retrospettiva a cura di Andrea Scanzi



 


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