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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Articoli '80



Il Messaggero - - 1981


Gaber si fa cuocere nel "Minestrone"

di Silvio Sereni

Il deluso dal cinema. Gaber si fa cuocere nel "Minestrone"
 

L’ATTORE e cantautore Giorgio Gaber ha esordito nel cinema col film "Il Minestrone" di Sergio Citti, presentato nei giorni scorsi in anteprima mondiale a Saint Vincent, e che domani verrà proiettato, in concorso al festival cinematografico di Berlino. Sui motivi che lo hanno deciso ad accettare per la prima volta di partecipare ad un film, nonostante le numerose offerte avute nel passato, Gaber ha detto: "È stato un incontro felice con Citti, che mi ha fatto comprendere come nonostante la brevità della parte il mio personaggio era particolarmente interessante in quanto il personaggio del ‘profeta’ ha una funzione determinante nella vicenda... ".
Giorgio Gaber così spiega i motivi per i quali non aveva mai accettato finora offerte cinematografiche. "Non avevo mai fatto cinema – dice – perché non mi ero mai trovato bene nei panni dell’attore cinematografico che ha un ruolo preciso; è lo strumento del regista. Non sempre piace farsi usare in situazioni che non interessano, ed è per questo che sinora avevo evitato di fare cose che non avevano niente a che vedere con la mia personalità. Ogni volta che ho tentato di avvicinarmi al cinema con una mia storia ho trovato mille difficoltà, forse perché i soggetti che ho proposto erano un po’ troppo particolari, ragione per la quale credo che non diventerò mai un attore cinematografico…". "L’esperienza fatta nel film di Franco Citti — ha proseguito l’attore — è stata molto simpatica, anche perché il film è curioso e strano, interessante e diverso dagli altri. Nel ‘Minestrone’ vi è una tensione continua, un’aria misteriosa ed affascinante che, partendo da una situazione di individui che hanno fame, si sviluppa come un racconto a varie letture e la fame, oltre ad essere il motivo conduttore, diventa una grande metafora che conduce a una serie di profonde considerazioni. Nella metafora io credo di rappresentare la figura di Sergio Citti che, dopo aver inventato la storia e portato i suoi interpreti verso un lieto fine, si ferma perché la vicenda potrebbe continuare all’infinito e si rivolge al pubblico dicendo: ‘Non so dove portarvi, so che questa è la vita, ma non so dove si vada a finire’...".
Dopo un anno e mezzo di assenza dal teatro, Giorgio Gaber tornerà alle scene nella prossima stagione per la quale ha due progetti: il primo come interprete ed autore di un recital; il secondo come e autore e regista de “Gli ultimi viaggi di Gulliver”, uno spettacolo che sta attualmente preparando con Alloisio e Canepa e con Francesco Guccini, che ha scritto alcune musiche. Conoscendolo, Giorgio Gaber farà una e l’altra cosa. Lavorare è il suo mestiere, soprattutto quando è egli stesso il creatore — o uno dei creatori di quanto in scena viene rappresentato. Attendiamo dunque questo recital e prepariamoci anche ad assistere agli “Ultimi viaggi di Gulliver” certi che, anche dal suo amico Guccini, verranno interessanti proposte, non soltanto sul piano musicale.



 


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