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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Attualità



La Repubblica - - 01/03/2005


Alla festa per Gaber anche Adriano Sofri

di Ilaria Ciuti

Detenuti del carcere di Pisa in permesso premio al teatro Verdi In scena Dario Fo, Staino e Luporini con Daria Bignardi
 


PISA - «La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone». Sono tutti sul palcoscenico a cantare "La libertà" di Giorgio Gaber. Gli artisti, il premio Nobel Dario Fo, il regista della serata Sergio Staino, l´aiuto regista Alice Guadagni, i volontari del carcere Don Bosco di Pisa. Daria Bignardi, la conduttrice, grida grazie a tutti, a chi ha organizzato lo spettacolo di ieri, al teatro Verdi di Pisa con i posti in piedi. È il finale di L´illogica allegria. Per Gaber pensa Gaber, lo spettacolo nato per ricordare il cantante e raccogliere fondi per il carcere di Pisa dove da nove anni è detenuto Adriano Sofri. Un «puzzle», come dice Staino, «affollato di artisti come non mai».
Diciannove artisti insieme per tre ore a ricordare l´amico Gaber. E altrettanti detenuti in platea, nelle prime file del teatro. Tra loro anche Sofri che sia pure dietro le quinte partecipa a un´occasione pubblica fuori dal carcere e, insieme a Staino e a Sandro Luporini, il pittore autore di trent´anni di canzone di Gaber, uno degli ideatori della serata.
Stretto tra Maurizio e Stefano che, come l´ex leader di Lotta continua e gli altri, sono in permesso premio, mai tanti permessi dati tutti insieme al Don Bosco. D´altra parte la serata, per cui si è impegnato anche il sindaco Fontanelli, l´hanno voluta i volontari del Don Bosco per raccogliere fondi che andranno al carcere. Sono trentamila euro: tutti recitano gratis.
Sofri visita prima la mostra, sempre in teatro, di Sandro Luporini. «Venne a trovarmi in carcere nel 2001» ricorda a proposito di Gaber «mi fece l´impressione di un albatros, il cuore che volava ancora, il fisico che non ce la faceva più». L´allusione è a un lungo monologo del cantante: «Che allora era comunista, ora è come un gabbiano con le ali rattrappite». Lì incontra uno studente che prende a pretesto l´argomento don Giussani per parlare dei buoni o cattivi maestri. «Il buon maestro è quello che non produce cloni», dice Sofri.
Poi evita i riflettori: «Non sono io il protagonista della serata». Sono i volontari del Don Bosco, Gaber, i tanti artisti sul palco. Ginevra Di Marco e Alessandro Benvenuti che canta "Shampoo" di Gaber mentre sullo schermo scorrono i capelli di Berlusconi, i vecchi e i nuovi, disegnati da Staino. Mauro Pagani che canta "Non arrossire", Paolo Hendel con le sue battute, Dario Fo e Franca Rame, la Bandabardò, Paolo Rossi, Davide Riondino e gli altri "gaberisti", primo fra tutti lo stesso Luporini.
I detenuti ad ascoltare, il sindaco a strappare i biglietti, tutti pagati, neanche uno gratis.


Un ringraziamento a Davide Guadagni per la raccolta e l'invio dell'articolo


 


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