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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Attualità



Corriere della Sera - Cronaca di Milano (pag. 45) - 03/08/2003


L'omaggio a Gaber firmato dal Piccolo

di Maurizio Porro

Dopo l’omaggio romano, anche Milano si prepara a celebrare l’anniversario della scomparsa di Gaber. Per ricordarlo il Piccolo produrrà il monologo «Il Grigio» che verrà portato nei teatri di tutt’Italia, affidato al giovane Fausto Russo Alesi. Ci saranno anche cicli di conversazioni nelle scuole, mentre Paolo Dal Bon, insieme alla moglie Ombretta e alla figlia Dalia, progetta una grande mostra itinerante.
 

Dopo l’omaggio di Roma, anche Milano si prepara a celebrare l’anniversario della scomparsa dell’artista
Per non dimenticare il signor G
Mercoledì, sul Corriere Gianni Puglisi, rettore dello Iulm, lamentava la scarsa memoria di Milano su Giorgio Gaber, scomparso l’1 gennaio. Ma concludeva: i poeti non muoiono, resistono al tempo. Si potrebbe aggiungere che anche un genio del teatro come Giorgio Strehler, morto la notte di Natale del ’97, non è ricordato come meriterebbe, a parte la puntuale ripresa dell’Arlecchino: il teatro è un’arte che si affida alla tradizione orale, anzi all’affabulazione, al racconto di chi c’era e tramanda. Nei riguardi di Gaber, artista popolare che 20.000 milanesi orfani inconsolabili, compresi Bertinotti e Cofferati, hanno salutato nella camera ardente allestita al Piccolo Teatro, che era la sua «casa» artistica, c’è anche il «disonore», per l’antico campanilismo, di essersi fatti superare da Roma. Che, per volere del sindaco Veltroni e dell’assessore alla Cultura Gianni Borgna, ha subito realizzato e poi presentato all’Auditorium, d’accordo con la famiglia, un video di 100 minuti per ricordare il cantante del Cerutti Gino (parole di Umberto Simonetta, altro milanese doc scomparso, la lista è lunga).
Il Piccolo però non ci sta. E risponde. Che Gaber non è stato affatto dimenticato e che dal 4 al 23 maggio 2004 va in scena al Piccolo una nuova edizione di un suo monologo, «Il Grigio», affidato a un giovane, pregiatissimo e premiatissimo attore, Fausto Russo Alesi. Il copione un po’ kafkiano scritto con Luporini nell’88 e recitato per due stagioni è tra quelli che più si prestano a un travaso di personalità, ha una statura drammaturgica autonoma rispetto al signor G. Nel «Grigio» un 45enne disgustato dalla volgarità del mondo si ritira in campagna ed inizia, come un cartoon, una comica, metaforica lotta con un topo.
«Poco dopo la morte di Giorgio - racconta Dolores Redaelli, anima storica del Piccolo e personale amica e complice di Gaber - ci siamo riuniti, alcuni amici, e ci è venuta spontanea l’idea di riprendere "Il Grigio" proprio nella sala di via Rovello dove, chiamato da Paolo Grassi, iniziò la nuova strada del Teatro Canzone». Il bello è che sia Sergio Escobar sia Luca Ronconi, rispettivamente sovrintendente e direttore artistico del teatro, si sono dichiarati entusiasti dell’idea di produrre lo spettacolo.
«È un modo per ricordare Gaber come merita, con i fatti del suo miglior teatro ed è un passaggio ideale di consegne, senza clonazioni», dice Escobar. «La scommessa è provocare un giovane talento a confrontarsi con una sensibilità nuova facendo rivivere un testo che è parte del nostro teatro», aggiunge Ronconi.
La ciliegina sulla torta è la grande richiesta che fin da oggi lo spettacolo ha provocato da ogni parte d’Italia.
«Ma non finisce qui - dice ancora la Redaelli - vogliamo organizzare grandi cose per l’anniversario della scomparsa sia di Strehler sia di Gaber, due artisti che si conoscevano e si stimavano. Ed inoltre effettueremo cicli di conversazioni nelle scuole medie superiori sullo spettacolo e la sua sintassi, prendendo spunto soprattutto da Gaber».
Però Milano, la sua città, latita. Si parlava di intitolare a Gaber il rinnovato teatro Lirico, dove egli spesso aveva recitato: ma chissà quando e come, i tempi saranno biblici. «Ci siamo rivolti all’assessore Carrubba - dice Paolo Dal Bon, collaboratore storico di Gaber ed ora presidente di un’associazione intestata all’artista -. Il Piccolo lavora, ma il Comune si sente poco. Dopo alcuni mesi di silenzio, abbiamo ricevuto come risposta un vago appuntamento dopo l’estate. Non per polemizzare, ma è vero che in questa occasione Roma è stata più veloce e generosa».
«Noi comunque - prosegue - con la moglie Ombretta e la figlia Dalia, e spero anche con il Comune, organizzeremo una grande mostra sull’artista, che oltre Milano girerà tutti i teatri d’Italia, anche in provincia, Giorgio non saltava nessuno. Ci saranno testi, foto, locandine, il video con oltre cento ore di filmato e molte registrazioni radio, testimonianza di uno straordinario percorso e di una metamorfosi artistica. Abbiamo in mente un tavolo comune con Regione e Provincia per un grande archivio. Perché Milano, pur con ampia facoltà di critica, era la città di Giorgio, amato da tutta Italia, tanto che ogni suo spettacolo per soddisfare tutti stava in scena tre anni».
Intanto, ci sono altri che si danno da fare, fuori Milano. C’è l’iniziativa parlamentare che Carlo Carli, deputato diessino della Versilia (dove Gaber viveva parte dell’anno) sta promuovendo per una fondazione pubblica e un festival del Teatro Canzone, sigla stilistica creata dall’artista ma che ha figliato molti eredi. C’è Torino che vuole allestire serate particolari con letture, c’è la Warner Home Video che vorrebbe il business delle cassette. «L’importante - dice Dal Bon - è non perdere tempo, guardarsi negli occhi e decidere».

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Cronaca di Milano

«Incarno un uomo maturo, ma ci sono abituato»
Palermitano, 29 anni, attore allenato ai testi contemporanei, Fausto Russo Alesi fa il conto alla rovescia: nella nuova stagione del Piccolo sarà lui a riportare sulla scena il monologo grottesco e sentimentale di Giorgio Gaber, «Il Grigio», un pezzo d’autore sull’amore («La Cosa») e la solitudine di un uomo «quasi» maturo. «Ronconi mi ha scelto, Gaber è stato una mia passione - racconta l’attore - anche se non ho visto "Il Grigio". E non lo vorrei neppure. Mi basta leggerlo. È una cavalcata nella vita di un uomo che, non più giovane, vorrebbe scappare dal mondo. Ma a forza di dubbi su tutto, si rende conto di fare il primo passo per affrontarlo con consapevolezza».
A 29 anni Russo Alesi dice di essere «un vecchio della scena» perché i suoi lo portavano al Teatro Greco di Siracusa ancora bambino. «Ero affascinato da quel che accadeva in scena e soprattutto tra la gente. A 18 anni volai a Milano all’Accademia "Paolo Grassi", nel ’96 feci "Natura morta in un fosso" di Paravidino. Poi, l’incontro con Nekrosius per Il gabbiano, a Venezia e a San Pietroburgo». (cla. p.)


SERGIO ESCOBAR sovrintendente
Sono entusiasta dell’idea di produrre il monologo «Il Grigio», riproponendolo proprio nella sala di via Rovello dove Gaber iniziò la nuova strada del Teatro Canzone. È un modo per ricordare Gaber come merita, con i fatti del suo miglior teatro ed è un passaggio ideale di consegne, senza clonazioni.



 


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