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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Gaber in TV



- VARIE TESTATE - 1970


...E NOI QUI (15 agosto-3 ottobre 1970)

di AUTORI VARI

Varietà televisivo - Autori Simonetta, Terzoli e Vaime, con Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Rosanna Fratello, regia di Giuseppe Recchia
 

Radiocorriere, 9/15 agosto 1970
Allegramente per sette settimane
di Carlo Maria Pensa

Milano, agosto

Tanto per cominciare, la cosa più importante nel nuovo varietà televisivo del sabato sera sono i tre puntini di sospensione del titolo: …E noi qui. In quei tre puntini ci siamo dentro tutti (o quasi), tutti noi che abbiamo allegramente bruciato o ci stiamo godendo o ci accingiamo ad affrontare le sacrosante ferie ad onta delle acque inquinate o dei nubifragi d’alta montagna. I “noi” del titolo, invece, sono loro: cioè Giorgio Gaber, Ombretta Colli, Rosanna Fratello, Gino Bramieri e tutti quelli che in una trasmissione televisiva non si vedono o si vedono meno. Il senso è questo: “Voi a spassarvela, e noi qui”. Non si può fare a meno di osservare che, cominciando proprio la sera di Ferragosto e arrivando, nell’arco delle previste sette settimane, fino ad ottobre, “qui” finiremo con l’esserci tutti: noi con loro o, se preferite, loro con noi. Ma non è il caso di sottilizzare con i pronomi e con il calendario, anche perchè, tutto sommato, le vacanze c’entrano poco o niente con la trasmissione: sia come argomento sia come livello, almeno se dobbiamo prestar fede alle intenzioni degli autori, Simonetta-Terzoli-Vaime, l’ultimo (in ordine alfabetico) dei quali mi ha addirittura confessato che, così com’è nata, …E noi qui “rischia perfino di andar bene”. “Dal canto nostro”, aggiunge Vaime, “abbiamo cercato di dare, se non il meglio, il così così di noi”. A questo punto, un’avvertenza indispensabile: quando parlano, Simonetta e Vaime, bisogna saperli interpretare attraverso il prisma del paradosso. Lo stesso dicasi di Terzoli, con la differenza che Tersoli non parla mai: sorride. Esempio: “Il gaio di professione non è la mia massima aspirazione”, dichiara Umberto Simonetta. “Non sono un umorista perché per umoristi, in Italia, si intende quelli che raccontano barzellette. Io non racconto barzellette. Sono piuttosto sul tragico”. Il che legittimerebbe il sospetto di sette malinconici sabati sera di fine estate. Ma non bisogna dargli retta. Enrico Vaime sostiene che Umberto Simonetta è in crisi perché la gente spesso lo confonde con Enrico Simonetti, e la crisi peggiora quando il Simonetta tenta di rettificare: “No, io non sono Enrico…”, e la gente non lo lascia nemmeno finire: “Già, è vero. Enrico è Vaime”.

Divagazioni. Divagazioni che, come le vacanze, non c’entrano con la trasmissione. In effetti sono pochissime le cose che c’entrano con …E noi qui. I cantanti, per citare un caso. Non ci saranno cantanti ospiti, e quindi non saremo costretti ad ascoltare le loro confidenze. “Ed ecco a voi il Tal dei Tali. Carissimo, che cosa hai fatto? E che farai? Come si intitola il tuo prossimo film?”. Niente di tutto questo. Il Vaime dice: “Siamo riusciti a ottenere che non venga Frank Sinatra; e anche con Tom Jones abbiamo dovuto essere inesorabili: spiacenti, signor Jones, sarà per un’altra volta. Nessun cantante verrà a parlarci della sua prossima tournée in Giappone. Avete notato che tutti i cantanti stanno sempre per andare in Giappone? Pensate che nella nostra trasmissione non ci sarà nemmeno Celentano: peraltro difficilissimo da intervistare perché non conosce l’uso dei congiuntivi e dei condizionali. Avete notato che le interviste di Celentano sono sempre le stesse dal 1952 ad oggi?”
…E noi qui minaccia di essere una trasmissione sconvolgente. Non udremo nessun intervistatore domandare a un cantante: “Ed ora che cosa ci farai sentire?”, proprio come se la cosa fosse improvvisata lì per lì. Né vedremo cantanti muovere le labbra sull’onda del famigerato play-back. “Ci sono cantanti così abituati al play-back”, commenta il Vaime, “che ormai anche nella vita parlano in play-back”.
Tuttavia, siamo franchi, tra tante cose che non ci sono in …E noi qui una ce n’è che non è stato possibile evitare: il gioco. A un certo momento della trasmissione apparirà – come si dice – “un noto personaggio del video” e farà un giochino con il pubblico. Nella prima puntata il turno toccherà a Corrado; poi, di settimana in settimana, sempre uno diverso. È ancora il Vaime che parla, mentre Terzoli sorride e Simonetta insegue silenziosamente i fantasmi della sua malinconia: “C’è il gioco, e di conseguenza ci sarà anche quella tipica atmosfera di cordialità pomeridiana che tuttavia speriamo non inquinerà totalmente la trasmissione. D’altronde il Gaber è un cordiale vero: non di quelli che fingono e che il pubblico, fingendo a sua volta di ammirare, aspetta solo di vedere invischiati in una papera colossale”.
Dunque, Gaber. La trasmissione gli è nata addosso, fatta su misura per lui. Ed + anche la prima volta che gli capita uno spettacolo tutto suo di prima serata e, per giunta, di sabato. Ombretta Colli è un corollario naturale. Sarà più bionda del solito: non per alchimistici interventi di coiffeur, ma perché si farà “contrastare” dalla brunissima Rosanna Fratello. La quale, oltre che cantare, reciterà. Reciterà? “Sì”, risponde il Vaime. “La Fratello emette anche dei fonemi. È molto spaventata, e noi più di lei. Ma, ragazzi, non dimentichiamoci che in televisione ha parlato perfino Romina Power. Penso che Rosanna potrebbe, a dir poco, recitare Shalespeare”.
Tranquillizziamo subito il lettore: Rosanna Fratello non reciterà Shakespeare. Un po’ più modestamente reciterà Simonetta-Terzoli-Vaime. I “classici” sono riservati a Gino Bramieri, intendendo per “classici” alcuni dei più divertenti sketches della sua carriera, nei quali gli sarà partner Ettore Conti. Bramieri torna in televisione dopo la trionfale annata teatrale di Angeli in bandiera, marchio di fabbrica Garinei e Giovannini; Conti s’è fatto apprezzare nei teatri di mezza Italia come interprete di Brecht.

Niente cantanti extra, dicevamo. E nemmeno corpo di ballo. Ecco una altra assenza che val la pena di segnalare. Non si è invece potuto fare a meno di un’orchestra, che sarà diretta dal maestro Casellato; di uno scenografo, che è Gianni Villa; e di un regista, il quale si chiama Giuseppe Recchia, giovane ma espertissimo in materia di programmi culturali ed ora sbalzato, con molte chances, nelle ostiche regioni della rivista.
A conti fatti …E noi qui ha tutto quello che può avere una trasmissione di successo e manca di tutto ciò di cui molti di noi hanno spesso invocato la mancanza. Ciononostante, qualsiasi previsione è impossibile. Le trasmissioni televisive, specificatamente quelle di varietà, sono sempre una specie di avventura, qualcosa come una corsa nei “tunnel del mistero” al luna park.
Di più non siamo in grado di dire. Al massimo, e sapendo di fare un grosso dispetto agli autori, possiamo rubare una battuta dal copione. Una battuta alla maniera dei “prossimamente” cinematografici: “Uno spettacolo eccezionale unanimemente definito dalla critica: estivo. Una ridda di trovate, una fantasmagoria di frizzi …E noi qui! Un sabato talmente sabato da sembrare quasi una domenica! L’unico programma televisivo senza la partecipazione di Paolo Villaggio! …E noi qui! Non raccontate il finale ai vostri amici. Vedetelo fin dall’inizio e alla fine direte: ah…”.
L’ondata delle ferie volge al termine. Nelle pensioni tutto compreso, al mare e ai monti, i prezzi calano vertiginosamente. Le case, in città, si riempiono di gente disfatta dai viaggi e dalle spese sostenute. I televisori, dopo i tours de force notturni per i campionati del mondo di calcio, timidamente si riaccendono. E sui piccoli schermi Giorgio Gaber, Ombretta Colli, Rosanna Fratello e Gino Bramieri, che hanno tanto sudato nelle prove mentre voi vi godevate la brezza dell’Adriatico o le nevi dello Stelvio, appariranno a parafrasare la celeberrima battuta finale dell’Enrico IV di Pirandello: “Ora sì…per forza…anche voi…qui insieme, qui insieme…e per sette settimane!”

Carlo Maria Pensa

…E noi qui va in onda sabato 15 agosto alle ore 21 sul Programma Nazionale televisivo


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Il Giorno, 22 agosto 1970

Gino Bramieri, Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Rosanna Fratello sono gli animatori fissi del nuovo show del sabato sera. Bramieri darà vita, insieme con Ettore Conti e Ombretta Colli, a una scenetta in cui appare nelle vesti di un italiano trapiantato in Inghilterra, mentre Giorgio Gaber, oltre a un monologo ambientato in un bar, interpreterà tre sue canzoni: Le strade di notte, A mezzogiorno e Come è bella la città. Nello spettacolo figura anche un giochetto musicale con il pubblico: la scorsa settimana lo ha condotto Corrado, questa sera sarà la volta del duo Cochi e Renato. Ombretta Colli, dal canto suo, canterà Gocce di pioggia.
(articolo non firmato)


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Corriere della Sera, 23 agosto 1970
Trattenimento di fine estate

Rivista proprio estiva, anche nei temi toccati. …E noi qui, di Simonetta, Terzoli e Vaime, con Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Rosanna Fratello, regia di Giuseppe Recchia (ieri sera la seconda puntata sul nazionale), si trova fatalmente condotta a servirsi di luoghi comuni: le pensioni familiari, i soliti discorsi delle vacanze, gli ultimi riflessi della polemica calcistica post-messicana etc.. È vero che non si propone come uno show di novità, ma come un modesto intrattenimento del sabato. E tuttavia bisognerà registrare almeno due caratteri a suo vantaggio: la gestione a tratti elegante e “culta” di un materiale piuttosto frusto (e qui crediamo di vedere la mano di uno scrittore come Umberto Simonetta); la simpatia irradiata da Giorgio Gaber che oltretutto se la cava bene come animatore. Ombretta Colli è una gradevole presenza. A Bramieri (con Ettore Conti) era affidato lo sketch comico, già visto a teatro e per la verità non molto felice. Il piccolo quiz inserito nello spettacolo era condotto da Cochi e Renato. La regia corretta, con qualche belluria di primissimi piani e di inquadrature sbieche.
G.


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Il Giorno, 28 agosto 1970
Con sincerità da Gaber e amici
Un’oasi di freschezza nella calda estate
di CARLO SILVA

L’estate televisiva, intesa come “produzione”, cerca di camminare rasente i muri, per non dare nell’occhio, per passare inosservata. Per contro, bisogna riconoscere che anche il pubblico non fa certo pazzie, tra giugno e settembre, per la televisione, occupato com’è a correre, nei luoghi di villeggiatura, da un night all’altro o, più economicamente, da un tavolino di caffè all’altro. Siamo dunque sul piano del pari e patta. E poi c’è la faccenda della riorganizzazione, del tempo-logico che occorre a chiunque per mettere insieme le cose del futuro. E l’estate, per la tivù, è la stagione della semina. Quindi, si può capire e perdonare il periodo di morta.

Nel quale, comunque, qualcosa succede. Per esempio: “E noi qui”. Lo show più frequentato e più sbirciato del caldo 1970.
Oh, tenendo in conto la premessa (l’estate, il mezzo impegno, eccetera eccetera), non si può fare a meno di annotare che la rivista di Simonetta-Vaime-Terzoli, pur nel rispetto della tradizione, che vorremmo definire “morbida”, qualcosa di accettabile offre. Una sincera umiltà, per esempio, una “faccia” acqua e sapone, un abito non di gran taglio ma sufficientemente elegante. E gli interpreti. Sui quali intendiamo soffermarci per uno sveltissimo schizzo.
Giorgio Gaber. Che il Cirano triestino (o giù di lì), divenuto per misteriose influenze climatiche uno dei più autorevoli cantastorie lombardi, avesse dentro, oltre al cantante, lo showman, lo avevamo capito da un pezzo. Ma in “E noi qui” la sua seconda qualità è esplosa senza equivoci e in maniera davvero ragguardevole. Basta voltarsi indietro e ricordare. Un tempo, l’amico, aveva dei singulti nel mestiere del “conduttore” (così si chiama, adesso, “l’uomo-filo” di uno show, e poco importa che il termine sappia più di tranviere che di spettacolo), e lo humour, molto spesso, gli rimaneva attaccato alle labbra, con dolore suo e degli altri.
Ora non più. La parlantina s’è fatta sciolta e ben condita e la faccia va appresso alle parole “dicendo”, a volte, più delle parole stesse. C’è collaborazione, insomma, fra espressione e battuta, e questo è il più bel segno di maturazione artistica.
In più, il nostro uomo (che, fra parentesi, avrebbe potuto far da modello a Toulouse-Lautrec per quel “Disossato” che tutti conosciamo), sa rimanere “nei tempi”, come si dice in gergo. In altri termini, si tiene lontano dalle frasi-ingorgo che tanto nuocciono al ritmo di una trasmissione: tanto spazio qui debbo riempire e tanto ne riempio, è la sua massima. Ed ecco l’equilibrio. L’orecchio, il senso della misura.
Per farla breve, Giorgio Gaber, in “…E noi qui”, sta dando una piccola lezione di savoir-faire a molti colleghi, che pur vantano nella rivista, o nel varietà, un’esperienza più lunga della sua. Canzoni a parte! E non ci sembra poco.
Ombretta Colli. Moglie di Gaber, anche nella maturazione artistica. Come s’è smaliziata, la figliola! Tanto per cominciare ha scaraventato al di là del muretto quella sofisticheria organizzata che la rendeva fredda e, se così possiamo dire, trasparente. Poi ha messo le mani sulla qualità che in teatro è fondamentale: la naturalezza. Ora non forza più i toni, tiene la parola in eccellente considerazione e anche quando canta “discorre”. È proprio vero che istinto e volontà, quando s’accoppiano bene, prolificano. Insomma, la soubrette è finalmente uscita dal bozzolo.
Rosanna Fratello. In quanto donna-spettacolo non può essere ancora giudicata. La cantante c’è, e non da oggi. Per il resto…No, niente carro davanti ai buoi. Il tempo deciderà.
Resta il Gino Bramieri. Che non ha certo bisogno di una radiografia. Ormai è Gino Bramieri, punto e basta. Il soldato l’ha fatto da un pezzo e sul campo (dello spettacolo) stato giustamente promosso capitano. Occorre, forse, aggiungere altro?


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Radiocorriere, 29 agosto 1970
…E NOI QUI
ore 21 nazionale

[La prima parte della scaletta della serata è dedicata a Gino Bramieri - Nota del trascrittore]
…Gaber, dal canto suo, si trasforma stasera, per il monologo, in un giocatore di flipper e propone quindi una fantasia di canzoni di cui è autore: Valentina, Ritratto di Anna, Un certo numero di donne, Il Signor G. e l’amore.
[Segue presentazione dell’intervento di Rosanna Fratello - Nota del trascrittore]
Ombretta Colli canta Il piccolino e un altro brano.
(articolo non firmato)


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Il Giorno, 29 agosto 1970
Vi segnaliamo: “…E NOI QUI”

Giorgio Albertazzi condurrà il gioco della terza puntata di “E noi qui”, lo spettacolo musicale con Gino Bramieri, Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Rosanna Fratello. Gino Bramieri darà vita a una scenetta con Ettore Conti e canterà “Il belée”. Ombretta Colli interpreterà “Il piccolino”, Rosanna Fratello “Il mio sguardo è uno specchio” e “Ninna nanna dell’autostoppista”, mentre Giorgio Gaber presenterà “Valentina”, “Ritratto di Anna”, “Un certo numero di donne” e “Il signor G. e l’amore”. I testi della trasmissione sono di Umberto Simonetta, Italo Terzoli e Enrico Vaime. L’orchestra è diretta da Giorgio Casellato. La regia di Giuseppe Recchia.
(articolo non firmato)


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Corriere della Sera, 30 agosto 1970
Gli “eroi” di Gaber

…E noi qui, lo spettacolo di Simonetta, Terzoli e Vaime, con Giorgio Gaber, Ombretta Colli, Rosanna Fratello e la partecipazione di Gino Bramieri, continua sul suo binario tranquillo: non ha una comicità dirompente (anche le scenette con Bramieri ricalcano volentieri schemi collaudati e, ovviamente, usurati: vedi la caricatura, fatta ieri sera, dell’uomo d’affari milanese) ma non pretende neanche ad ambizioni eccessive; mantiene un ritmo blando e un approccio discreto; in certo senso si uniforma alla personalità di Giorgio Gaber, più elegante che clamorosa, più ironica che perentoria; nel monologo ad apertura di trasmissione, il cantante-presentatore sembra continuare la vena amabilmente satirica di alcune sue canzoni, fra “balordi”, sbarbati, frequentatori di baretti, giocatori di flipper.
Anche la puntata di ieri sera non si è staccata dalla traccia consueta: esibizioni di Ombretta Colli e Rosanna Fratello (e naturalmente dello stesso Gaber); gioco condotto da Giorgio Albertazzi che mangiava terribilmente le battute (questa del gioco è la parte più debole della trasmissione): sketch di Bramieri e di Ettore Conti. Ripetiamo: niente d’eccezionale (è sempre difficile conciliare l’humour più mordente con la TV), ma insomma il senso della misura è pur sempre una qualità.
G.


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L’Unità, 30 agosto 1970
Controcanale
FINE DI UNA SPERANZA?

La prima serata (e forse ancor più la seconda) di “…E noi qui” aveva suscitato una certa speranza: sembrava che Giorgio Gaber sarebbe stato in grado di portare qualche elemento di autenticità nei logori “show” musicali televisivi. Soprattutto i suoi monologhi, infatti, davano la sensazione di potersi sganciare dalla più banale “routine” per affacciarsi sul mondo della satira di costume; e perfino con qualche audacia. L’ultima trasmissione, tuttavia, sembra voler smentire in pieno queste illusioni, riportando precipitosamente la trasmissione nei consueti limiti del genere. Sia le canzoni che il monologo di Gaber sono apparsi infatti come una stanca esibizione, alla quale è stato smussato ogni angolo capace di colpire il telespettatore con aggressiva vivacità.
vice


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Radiocorriere, 5 settembre 1970
…E NOI QUI
ore 21 nazionale

Alla fine di settembre, quando il ciclo di questo varietà estivo sarà concluso, due dei protagonisti torneranno al teatro: Gino Bramieri riprenderà con Milva la tournée di Angeli in bandiera, fermandosi in Liguria, in Sicilia, in Sardegna e in Puglia; e Giorgio Gaber debutterà al “Piccolo” di Milano con uno spettacolo che s’intitolerà quasi certamente Il signor G. Una piccola anticipazione delle canzoni che intende inserire nel suo show teatrale il cantautore l’ha data ai telespettatori la settimana scorsa con il motivo intitolato Il signor G. e l’amore. Stasera invece nel suo “tour de chante” figurano soprattutto canzoni “automobilistiche”: La balilla, La Torpedo blu, La corsa, Le nostre serate (quest’ultima richiama il titolo di una trasmissione TV che Gaber animò con vivo successo negli anni scorsi). Il monologo poi, col quale solitamente Gaber esordisce, è dedicato al gioco delle monetine, che gli consentirà di riferirsi con qualche battuta agli avvenimenti di attualità. La ninna-nanna settimanale di Rosanna Fratello è dedicata stasera al bagnino; la stessa cantante ripropone poi un brano che le ha portato fortuna nell’edizione di Canzonissima dello scorso anno, La vita in rosa. Ombretta Colli, dal canto suo, interpreta un brano che ha per titolo La moto, mentre Bramieri è protagonista di uno sketch di ambiente siculo. Presentano il quiz con il pubblico Ric e Gian, i comici diventati popolari con gli spettacoli TV di varietà della domenica.
(articolo non firmato)


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Il Giorno, 6 settembre 1970
TELEring
“E NOI QUI” SENZA SORPRESE
Un po’ di scintille e un po’ di noia

Non c’è davvero molto da aggiungere a quanto già detto in queste settimane. E poi, uno show del tipo di “E noi qui” non lascia certo spazio alle sorprese, essendo la sua “quadratura”, si fa per dire, quasi svizzera. Tante tavolette a formare un piccolo mosaico. Un gioco d’incastro tra i più semplici e per di più legato a una regola fissa: di qui l’impossibilità, o se volete la proibizione delle sorprese. Se si fa eccezione per l’ospite (sempre diverso) che conduce il quiz (ieri sera di scena Ric e Gian), il resto del minutaggio viene rigorosamente distribuito fra i quattro protagonisti – Giorgio Gaber, Gino Bramieri, Ombretta Colli e Rosanna Fratello – i quali, con altrettanta rigorosità, infilano i loro “numeri” che hanno un po’ il sapore del “seguito della puntata precedente”.
Naturalmente, tutto ciò è voluto: impaginazione e “seguito”. Fa parte, come si diceva, della quadratura. La quale, se da un lato conduce, col passar delle settimane, ad una certa monotonia, dall’altro non manca di proteggere – come dire? – la buona disciplina dello show.
E così, il dare e l’avere alla fine si compensano. E la partita si chiude senza danno per nessuno. A guardar bene, è già un bel risultato. In tempo di continui deficit, poi! Anche ieri sera, la regola è stata rispettata. Un po’ su, un po’ giù; cinque minuti di scintille, cinque minuti di nebbiolina; un’altalena, comunque, godibile, della durata di 70 minuti.
(C.S.)


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Radiocorriere, 12 settembre 1970
…E NOI QUI

Nell’odierna puntata, come al solito, Ombretta Colli e Rosanna Fratello daranno sfogo alle loro maldicenze, tutto sommato benevole, questa volta prendendo di mira certi personaggi tipici dei rotocalchi. Poi, le canzoni: Rosanna Fratello, Non sono Maddalena e Ninna nanna dell’autostoppista; Ombretta Colli, Sfiorisci bel fiore e Viva l’amore. Il numero uno dello spettacolo, cioè Giorgio Gaber, sarà naturalmente al centro della trasmissione con alcune sue interpretazioni. Puntuale all’appuntamento sarà anche Gino Bramieri, che dall’antologia dei suoi sketches ha tratto, per la puntata di oggi, un capitolo intitolato I vecchietti. L’ospite d’onore al quale sono affidate le sorti del gioco con il pubblico sarà Nanni Loy, il regista cinematografico di cui il pubblico televisivo ricorda certamente la sconcertante serie Specchio segreto.
(articolo non firmato)


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Il Giorno, 13 settembre 1970
TELEring
Non sbaglia un salto

“E noi qui” nel bel mezzo di settembre, cioè con l’estate ormai in pantofole, porta subito alla mente l’idea di un discorso più o meno superato. Ma la colpa, se di colpa si può parlare, risiede più nel titolo e in qualche vago riferimento ad una stagione che ci sta voltando le spalle, che nel resto. Un graffio nella superficie dello show, diciamo. Chè sotto la sostanza rimane quella che è: cioè un insieme di momenti accettabili.
Giorgio Gaber, ad esempio, continua ad impressionare per la poliedricità che mette in vetrina ogni sabato sera. Salta dalla canzone allo sketch, al monologo, al “privato intrattenimento” con l’abilità della famosa rana di Mark Twain, mai fallendo la misura.
E Ombretta? In barba al nome che sa un po’ di 1940, o giù di lì, la ragazza esprime un modernismo senza equivoci, dove trova posto, però, anche un pizzico di garbo che non guasta. La Fratello (ancora freddina), invece, è tutta rievocazione.
Bramieri si accontenti di un “Ginettone, va là che vai bene!”. Tanto, lui, è fuori concorso.
Ieri, poi, c’era anche Nanni Loi, ospite giocherellone, a dare una mano alla baracca.
E così, anche questa è andata, come diceva quel tale. Il punto è che “è andata piuttosto bene”.
(C.S.)


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Radiocorriere, 26 settembre 1970
…E NOI QUI
ore 21 nazionale

Penultima puntata dello spettacolo musicale presentato da Giorgio Gaber con Ombretta Colli e Rosanna Fratello. Nel suo consueto sketch Gino Bramieri apparirà nelle vesti di intervistatore televisivo, oltre che in quelle di cantante: si tratta di un brano recentemente inciso dal comico milanese dal titolo Le mani. Alla trasmissione prende parte questa sera anche Raffaele Pisu in qualità di ospite del gioco. Il “tour de chant" di Giorgio Gaber prevede tre canzoni : L’asse d’equilibrio, Un uomo che dal monte e Il Riccardo. Ombretta Colli canterà Quando, Rosanna Fratello Io canto per amore e una Ninna nanna all’arbitro.
(articolo non firmato)


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Il Giorno, 2 ottobre 1970
…e Gaber OK
di Carlo Silva

…Lo show di Simonetta-Terzoli-Vaime se ne va dopo sette settimane di sosta nella stazione di Milano. Qualcuno sventolerà i fazzoletti, affettuosamente; altri non faranno una piega, chiusi nella loro indifferenza. Non c’è, comunque, da meravigliarsi: succede sempre così. Anche perché, a voler ben considerare, quando “parte” un programma, solitamente non parte mai un parente stretto.
Eppure, “E noi qui” (dalla vita complessivamente dignitosa) a qualcosa è servito. Per esempio, a quadrare e a incorniciare la bravura di Giorgio Gaber. Non intendiamo urlare alla sorpresa, chè il triestino, in altre occasioni, già ci aveva detto, magari sottovoce, di che pasta era fatto; ma qui la pasta è lievitata, acquistando un sapore preciso e, quel che più conta, gradevolissimo. In altre parole: lo show-man è completamente sbocciato.

La periferia nel sangue

Uno show-man un po’ particolare, se vogliamo, con la periferia nel sangue, poco incline allo smoking, ma disinvolto nei maglioni. E con ciò? È giusto che ciascuno operi, dentro di sé, una scelta, e che si muova nel mondo che più gli piace, che più gli è congeniale. Se Gaber è innamorato dei bar del Lorenteggio, retrobottega compreso (ci capiamo, no?), fa benissimo a non frequentare i “grill” di Montenapoleone. Fra l’altro, ci si troverebbe a disagio.
Evviva il Giorgio-bar, dunque. E saluti a tutti.


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Radiocorriere, 3 ottobre 1970
…E NOI QUI
ore 21 nazionale

Congedo dai telespettatori dello spettacolo di Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Rosanna Fratello. Un congedo che fa un po’ di malinconia:…E noi qui era infatti lo show delle vacanze. L’autore della Ballata del Cerutti darà il via con il suo monologo: questa sera riguarderà un film che nei mesi recenti ha destato non poco interesse e parecchie discussioni, Zabriskie Point, di Michelangelo Antonioni. Naturalmente Gaber lo interpreterà a modo suo, con una punta di garbata ironia. Attaccano subito dopo la Fratello e la Colli; la prima cantando Fascination (un vecchio valzer lento famoso nell’interpretazione di Nat King Cole) e La ragazza del Sud, la seconda con una canzone-filastrocca e Il mio uomo. La consueta scenetta di Gino Bramieri, ospite fisso del varietà, avrà come tema i figli da adottare. Ancora Gaber alla ribalta, in una “carrellata” musicale che comprenderà motivi notissimi, come La città, Suona chitarra, Il suicida (*). Sorpresa finale con la partecipazione di Mina che canterà Insieme (il suo più recente successo discografico, terzo questa settimana nelle classifiche di Hit Parade) e che inoltre, in qualità d’entertainer, darà vita all’ormai popolare giochetto con il pubblico in sala.
(articolo non firmato)

[(*) si tratta, con ogni probabilità, di “Il signor G. sul ponte” - Nota del trascrittore]

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Raccolta di articoli/recensione per uno studio su ...E NOI QUI - PRIMO CANALE (RAI) ago/ott 1970 (articoli-recensioni dalle testate: Radiocorriere Tv, Il Giorno, l’Unità, Corriere della Sera) in ordine cronologico -------------- Un ringraziamento a Mauro De Mario per averci inviato il materiale riportato in questa pagina


 


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