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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Gaber in TV



- VARIE TESTATE - 1968


GIOCHIAMO AGLI ANNI 30 (ottobre-novembre 1968)

di AUTORI VARI

Varietà televisivo - Autori Leo Chiosso e Umberto Simonetta, presentano Giorgio Gaber e Ombretta Colli.
 

Radiocorriere, 3 ottobre 1968
GIOCHIAMO AGLI ANNI TRENTA

Ombretta Colli e Giorgio Gaber “giocheranno agli anni Trenta” a partire da stasera, per sei settimane. Sull’onda di una voga che ha attecchito soprattutto nel mondo del cinema, della canzone e della moda, questo spettacolo, scritto da Leo Chiosso e Umberto Simonetta, rievocherà in chiave satirica e musicale gli anni “ruggenti” di Jean Harlow e di Greta Garbo, del charleston e dello shimmy, di De Sica e di Martha Eggerth. Ospiti fissi del programma, oltre ala coppia Gaber-Colli, sono il cantautore Lino Toffolo, nei panni di un veneto un po’ troppo amico del vino, e il complesso diretto da Mario Pezzotta. Numerosi e tutti molto popolari anche gli ospiti d’onore. Nella puntata iniziale Marina Malfatti e Warner Bentivegna faranno il verso ad una celebre coppia dello schermo: Greta Garbo-John Gilbert. Ci sarà anche Milva interprete di una nota canzone tedesca dal titolo Ich bin die fesche Lola, mentre Fausto Cigliano riproporrà un brano che non poteva mancare in uno show ispirato agli anni Trenta: La ballata di Bonnie e Clyde. Ospite anche “il signore di mezza età”, Marcello Marchesi, che farà alcune considerazioni umoristiche sul ritorno agli anni ruggenti. Interverranno inoltre: Vanna Brosio, interprete di Non sei bello ma sei simpatico, i Roll’s 33 in un brano dal titolo L’amica di Marlene, e il clarinettista Hengel Gualdi che si esibirà col complesso di Pezzotta in After you have gone. Giorgio Gaber canterà un suo recente successo, La Torpedo blu, e l’intramontabile Parlami d’amore Mariù; la Colli eseguirà dal canto suo Riccioli a cavatappo. Infine, a conclusione di programma, riproporranno insieme un pot-pourri di canzoni italiane degli anni Trenta.
(articolo non firmato)


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l’Unità, 4 ottobre 1968
TELERADIO – A VIDEO SPENTO
ANNI TRENTA

Giochiamo agli anni trenta, di Chiosso e Simonetta, si presenta, a giudicare dal debutto di ieri sera, come uno spettacolo-colloquio impostato sulla misura di uno studio televisivo volutamente addobbato a somiglianza di un cabaret. Impostazione e misura (che testimoniano, forse, di un giusto senso del limite, ma anche della volontà di puntare sulle idee piuttosto che sullo sfarzo o sulle evasioni formalistiche) comuni anche ad altri spettacoli firmati da Simonetta. La formula dello spettacolo-colloquio, proprio perché tende a instaurare un rapporto discorsivo con il pubblico, e si basa su una costruzione per quanto possibile organica, che non adopera personaggi e canzoni come elementi staccati o puri pretesti spettacolari, a noi sembra la più adatta al video: e, infatti, nel complesso, questa prima puntata, ininterrottamente percorsa da una vena sommessamente ironica, era gradevole. Certo, talune idee – come quella del processo, o la breve apparizione di Nino Besozzi, o anche l’interpretazione di Lola da parte di una Milva idealmente a confronto con la Marlene Dietrich dell’Angelo azzurro – non hanno fruttato tutto quel che avrebbero potuto, si sono dimostrate di fiato corto; altre invece, e particolarmente il duetto di Warner Bentivegna e Marina Malfatti e il monologo di Lino Toffolo, hanno “reso” abbastanza. A vivacizzare lo spettacolo son serviti anche alcuni accenni di cronaca che, anzi, avremmo voluto più numerosi, proprio in rapporto alla chiave di costume che sembra essere stata adottata dagli autori per questa rievocazione musicale degli anni trenta.
Rimane da vedere se la formula reggerà attraverso le settimane, dal momento che essa si impernia soprattutto sulla coppia Gaber-Colli, che ieri sera ci è sembrata piuttosto incerta nel portare avanti il colloquio con il pubblico. Giorgio Gaber, più abituato al “genere”, se l’è cavata meglio, ma, ci è parso, meno bene che altre volte. Ombretta Colli, che nel processo ci ha dato l’impressione di ispirarsi ai modi recitativi di Franca Rame, ha stentato parecchio e non è riuscita a colmare le falle con la sua gradevole presenza fisica: ne ha sofferto, nel complesso, la fluidità dello spettacolo. Comunque, i prossimi appuntamenti ci permetteranno di giudicare meglio anche i due protagonisti.
g.c.


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Il Giorno, 4 ottobre 1968
TELEring
Tornano e hanno sempre fascino
(C.S.)

È perlomeno curioso annotare come da noi, e non soltanto da noi per la verità, basti un film per influenzare una moda, una corrente. Da “Gangster story”, infatti, sono derivati in questi ultimi tempi mille spunti, teatrali e non, aventi come soggetto gli anni ruggenti e come protagonisti finte-Bonnie e finti-Clyde. Poteva mancare a questo appuntamento la televisione? Manco per sogno.
Ed ecco sul piccolo schermo (secondo canale, prima serata) “Giochiamo agli anni Trenta”, spettacolo musicale di Leo Chiosso e Umberto Simonetta, per le facce e le ugole di Giorgio Gaber e moglie, Ombretta Colli.
Naturalmente siamo in pieno ripescaggio. Sfumature dilatate. Argomenti presi a prestito. Ma bisogna aggiungere che un certo gusto prende in consegna le immagini, rovesciando loro addosso un pizzico di fascino.
Musicalmente, poi, l’operazione può dirsi abbastanza riuscita; ci riconsegna, ammorbidita, un’epoca. Gaber – artista già portato a storicizzare tutto con le note – si trova nel suo ambiente. Ogni passo gli riesce facile, ha persino la faccia giusta.
Ombretta Colli, da buona moglie, segue il marito: nel senso che cerca di apprendere da lui, con qualche lusinghiero risultato, il mestiere del saper porgere. In più, naturalmente, ci mette quel che Giorgio non ha: il fisico.


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Radiocorriere, 10 ottobre 1968
GIOCHIAMO AGLI ANNI TRENTA

Seconda carrellata musicale retrospettiva sugli anni ’30, quelli dello yò-yò (rievocato in un’omonima canzone da Ombretta Colli), di Mary Pickford e Douglas Fairbanks, una celebre coppia cui faranno il verso Lauretta Masiero e Gianni Brezza. L’attore comico ospite dello show è Gino Bramieri che, tra l’altro, canterà la celebre Hello Dolly. Interverranno inoltre: Minnie Minoprio, interprete di Helène, Sergio Leonardi che riproporrà Non ti scordar di me e il complesso dei Bertas, dai quali ascolteremo Felicità. Figurano inoltre in programma il consueto monologo di Lino Toffolo (cui dedichiamo un servizio a pagina 30) e un’esibizione del complesso di Mario Pezzotta in When the Saints go marchin’ in. Il “padrone di casa” dello show, Giorgio Gaber, canterà a sua volta Goganga, Anna e, insieme a Ombretta Colli, una fantasia finale comprendente vecchie canzoni italiane (Bombolo, Tulipan e Capitan c’è un uomo in mezzo al mar).
(articolo non firmato)


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Il Giorno, 11 ottobre 1968
TELEring

Si tratta di una conferma. Il secondo capitolo di “Giochiamo agli anni Trenta”, di Chiosso e Simonetta, in onda ieri sera sul canale minore, ha ribadito la buona impressione suscitata dal primo. La rubrica è snella, veloce. Evita gli impantanamenti, dice pane al pane e vino al vino con la semplicità che, guarda caso, si ritrova nei modi di dire.
Offre i suoi spunti e le sue canzoni sempre con estremo garbo; e siccome nelle rievocazioni è proprio il garbo che conta, ecco che ci siamo. Ieri sera, a dar man forte ai protagonisti, Giorgio Gaber e Ombretta Colli, distinti e disinvolti padroni di casa, sono intervenuti Lauretta Masiero e Gianni Brezza, nella pelle, per l’occasione, di Mary Pikford e Douglas Fairbanks senior. E Gino Bramieri, che ha dato voce, “movimiento” e sapore a “Hello Dolly”. Più un paio di cantanti. E, naturalmente, Lino Toffolo, autentica forza dell’umorismo cabarettistico, parlatore delizioso, inimitabile (nel suo genere) costruttore di sorrisi.
(C.S.)


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Radiocorriere, 17 ottobre 1968
GIOCHIAMO AGLI ANNI TRENTA

Terza puntata dello show presentato da Giorgio Gaber e Ombretta Colli. Questa sera Antonella Steni e Renzo Palmer faranno il verso ad una celebre coppia degli anni ’30, quella composta da Michèle Morgan e Jean Gabin. Ospiti musicali del programma sono i quattro Cetra che si esibiranno in due canzoni (Il Visconte di Castel Fombrone e Cinderella Rockefella). Interverranno inoltre la cantante Manila (Mai ti pregherò), Nini Rosso (Canto per non piangere), il complesso di Mario Pezzotta (Alexander Ragtime Band) e Lino Toffolo nel suo consueto monologo. Farà una breve apparizione anche Gino Bartali. Ombretta Colli canterà Lei di qua, lui di là, Giorgio Gaber L’abito blu; insieme i due “padroni di casa” si esibiranno in una fantasia finale di canzoni italiane degli anni ’30 (Non dimenticar le mie parole, Adagio Biagio, Maramao perché sei morto).
(articolo non firmato)


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l’Unità, 18 ottobre 1968
TELERADIO – A VIDEO SPENTO
UN NUOVO PERSONAGGIO

In Lino Toffolo, finto ubriaco che discorre col pubblico in Giochiamo agli anni trenta, la TV ha trovato un nuovo personaggio che promette di lasciare il segno sul video. Con i monologhi di Toffolo, infatti, siamo finalmente sulle soglie della satira, quella autentica, quella che stimola attraverso il riso la riflessione, quella che prende di mira la realtà di tutti i giorni e scherzando ne rivela l’amaro. Sono ancora soltanto frecciate che scoccano improvvise tra le pieghe di un discorso apparentemente bislacco e innocentemente divertente: ma sono frecciate piuttosto precise, piuttosto inconsuete per il video. Come quelle sulla vita “moderna” dell’America anni trenta che è poi la vita “moderna” di cui siamo protagonisti anche noi, oggi, qui. Toffolo è bravo e i suoi testi sono fecondi: vorremmo augurare a questo nuovo personaggio lunga vita in TV, nella speranza di entrare compiutamente con lui nell’inedito regno della satira televisiva. Ma, francamente, non osiamo farlo, perché temiamo che anche per Toffolo la consuetudine con le telecamere e il mondo della TV possano significare non un progresso, ma la riduzione a personaggio “di consumo”. Ci limitiamo, dunque, ad auspicare che, almeno in questa serie, egli vada avanti per la sua strada senza “ammorbidirsi”, ma anzi irrobustendo e intensificando le sue frecciate alimentate dalla sbronza.
Anche ieri sera, ci è parso, la formula di Giochiamo agli anni trenta nel complesso ha retto, sia pure con alcuni netti scompensi. Questa volta, ad esempio, la parodia della coppia celebre – Michèle Morgan e Jean Gabin – era di una vacuità totale: non c’era nemmeno un briciolo di idea a sostenerla e non bastava a salvarla la simpatica ribalderia di Renzo Palmer. Deve averne avuto coscienza anche l’autore, che ha cercato di condire la scenetta con qualche battuta volgare, nella speranza – quanto illusoria! – di far ridere almeno per questo verso. L’incontro con Bartali è stato certo più vivace, ma neanche esso è uscito dai limiti di un umorismo di maniera. La cosa migliore della scena era la introduzione “intellettuale” di Gaber, il quale, dobbiamo dire, sembra aver ritrovato la sua vena, dopo l’avvio un po’ incerto delle scorse settimane. Ci fa piacere, perché questo cantante-presentatore è ancora tra i pochissimi personaggi del “varietà” televisivo capaci di discorrere dinanzi alle telecamere con spirito e misura. Se gli fosse concesso, e lo ha dimostrato, saprebbe anche sfruttare gli spunti di cronaca nel giusto tono: ma, l’abbiamo già scritto, anche in questo spettacolo, che pure è programmaticamente in chiave di costume, gli spunti e riferimenti di cronaca sono assai avari. Ieri sera, ad esempio, l’accenno iniziale a un’antologia dell’umorismo italiano degli anni trenta ci aveva fatto sperare in una graffiante rievocazione di un certo clima: ma tutto, invece, s’è risolto in due battute.
g.c.


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Il Giorno, 18 ottobre 1968
TELEring
“Trenta” in scioltezza

Quando una rubrica parte col piede giusto e mantiene il passo disinvolto per tre settimane, si è autorizzati ad affermare che può guardare dritto negli occhi l’avvenire. È il caso di “Giochiamo agli anni Trenta” giunta ieri sera al terzo capitolo.
La scorrevolezza e il gusto sono le armi che Leo Chiosso e Umberto Simonetta usano con molta sapienza; e “toccano” sempre di fino, come vuole il fioretto. Il linguaggio è sbrigativo, essenziale. Un tempo esatto viene concesso, alternativamente, alle musiche e alle parole: il “plus” viene scacciato regolarmente dalle inquadrature. Ed è proprio questo equilibrio a rendere gradevole e accettabile il tutto.
Naturalmente, c’entrano anche gli interpreti. Chè una buona idea risulterebbe fatalmente storta senza il sostanziale apporto dei protagonisti. Giogio Gaber e Ombretta Colli modellano tutto ciò che c’è da modellare, con raffinata malizia. Lino Toffolo, poi, non lascia nulla di intentato. La sua comicità penetra, si fa per dire, nelle ossa: come un’influenza che non si può combattere. Insomma: l’ubriaco, ubriaca. A posto il “contorno”.
(C.S.)


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Radiocorriere, 24 ottobre 1968
GIOCHIAMO AGLI ANNI TRENTA

Ospiti canori della quarta puntata dello show presentato da Giorgio Gaber e Ombretta Colli, saranno Miranda Martino e Fred Bongusto. La prima riproporrà un motivo intramontabile, Violino Tzigano, mentre Bongusto torna sui teleschermi con un suo successo ispirato agli anni ’30, Spaghetti a Detroit. Isabella Biagini e Gianni Bortolotto, dal canto loro, faranno il verso ad una delle più celebri coppie hollywoodiane, Jean Harlow e Clark Gable. Interverranno inoltre Miriam Del Mare (Johnny), Mario Pezzotta e il suo complesso (I’m gettin’ sentimental over you, Trombonology), Luciano Fineschi e i suoi “Seniores”, il complesso de “Gli ambulanti”, e Lino Toffolo con il suo consueto monologo. Ombretta Colli canterà La sigaretta; infine i due “padroni di casa” si congederanno con una fantasia di vecchie canzoni italiane (Il pinguino innamorato, Un po’ di luna e Passeggiando per Milano).
(articolo non firmato)


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Radiocorriere, 31 ottobre 1968
GIOCHIAMO AGLI ANNI TRENTA

Ospiti della quinta puntata dello show presentato da Giorgio Gaber e Ombretta Colli sono Ingrid Schoeller (Al buio con te), Johnny Dorelli (Non è più vivere), Antoine (Mon pére se prenait pour Fred Astaire), Remo Germani (Il trombone) e, inoltre, il duo Ric e Gian che fa il verso a due celebri coppie del passato: Jerry Lewis-Dean Martin e Rizzo-Macario. Sono poi presentati filmati e diapositive con Stan Laurel-Oliver Hardy e Bob Hope-Bing Crosby. Interviene, come di consueto, Lino Toffolo con uno dei suoi monologhi. I “padroni di casa” Giorgio Gaber e Ombretta Colli cantano alcune canzoni ispirate agli anni ’30 (Zeppelin De Rossi, Sai com’è, no com’è e Scientificamente il brillante) e una fantasia di vecchie canzoni (A zonzo, La bambola rosa e Ohi Marì).
(articolo non firmato)


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l’Unità, 1 novembre 1968
TELERADIO - A VIDEO SPENTO
SATIRA E NO

Giochiamo agli anni trenta è scivolato seriamente ieri sera sul piano della pretesa satira di costume. La filastrocca di Gaber e Ombretta Colli sulla finta rievocazione degli anni sessanta, che avrebbe voluto forse essere una critica dell’allegro qualunquismo di tanti spettacoli “rievocativi” della TV, aveva un sapore quanto meno ambiguo, perché si svolgeva nell’ambito di uno spettacolo che non ha certo una impostazione radicalmente diversa dagli altri. Non l’ha nemmeno nelle sue parti che finora ci erano apparse le migliori, come il monologo di Toffolo. Le battute che Toffolo ha infilato sui “deficienti”, la scuola e gli infortuni sul lavoro, infatti, liquidavano in una chiave squisitamente reazionaria temi scottanti sui quali, vedi caso, l’amara satira degli studenti e degli operai si indirizza in un modo esattamente opposto. Anche i ragazzi di Barbiana, nel loro libro, fanno dell’ironia, ma delle battute di Toffolo non avrebbero riso davvero.
g.c.


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Radiocorriere, 7 novembre 1968
GIOCHIAMO AGLI ANNI TRENTA

Lo show di Giorgio Gaber e Ombretta Colli si conclude questa sera con la partecipazione di tre ospiti: Georgie Fame, l’interprete della Ballata di Bonnie and Clyde che canterà Kentucky, Jula De Palma che riproporrà Vecchio Dixieland e Lelio Luttazzi dal quale ascolteremo un suo recente successo, El can de Trieste. Interverranno inoltre, come di consueto, Lino Toffolo e il trombonista Mario Pezzotta. I “padroni di casa” Gaber-Colli faranno, tra l’altro, il verso ad una celebre coppia dello schermo, quella di Fred Astaire e Ginger Rogers e, a conclusione del programma, interpreteranno una fantasia di vecchie e popolari canzoni italiane (Ludovico, Sulla carrozzella e Ba ba baciami piccina).
(articolo non firmato)


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l’Unità, 8 novembre 1968
TELERADIO - A VIDEO SPENTO
ARRIVEDERCI

Gaber, Ombretta Colli e Lino Toffolo ci hanno salutato con l’ultima puntata di Giochiamo agli anni trenta, che non è stata né meglio né peggio delle altre. Nemmeno questo spettacolo ha mantenuto quel che ci aveva fatto sperare all’inizio, anche se la sua formula ci è parsa più gradevole di altre. Qui si puntava sui testi: ma se non si passa decisamente sul terreno della satira, cioè della polemica di parte (la satira “imparziale” è un controsenso), e non si informa di questo spirito tutto lo spettacolo, i margini di equivoco rimangono ancora troppo vasti, anche quando, come nelle battute iniziali di ieri sera, si azzeccano certi temi. Comunque, un arrivederci particolare a Toffolo, un personaggio che, al di là di certi scivoloni, ha dimostrato di avere parecchie carte da giocare ancora sul video. E che la TV gliela mandi buona.

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Raccolta di articoli/recensione per uno studio su GIOCHIAMO AGLI ANNI 30 - SECONDO CANALE (RAI) ott/nov 1968 (articoli-recensioni dalle testate: Radiocorriere Tv, Il Giorno, l’Unità) in ordine cronologico -------------- Un ringraziamento a Mauro De Mario per averci inviato il materiale riportato in questa pagina


 


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