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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Gaber in TV



- VARIE TESTATE - 1964


ALLA RIBALTA: MILANO CANTATA (III puntata - 9 maggio 1964)

di AUTORI VARI

Programma musicale - Autore Umberto Simonetta, presentatore Giorgio Gaber.
 

Settimana Radio TV
9 maggio 1964
Alla ribalta – III: Milano Cantata

A differenza delle prime due trasmissioni, che hanno portato sulla scena Celentano e Mina, il terzo numero di “Alla ribalta” non è dedicato a un personaggio della canzone, ma addirittura a una città. “Milano cantata” vuol essere infatti una breve storia della canzone popolare milanese, presentata da Giorgio Gaber su testi di Umberto Simonetta. La storia, pur non partendo proprio dalle origini, traccia un quadro il più fedele possibile dei rapporti fra Milano e la canzone, attraverso le ballate, le arie folcloristiche, gli stornelli.
La trasmissione si apre con una presentazione di Giorgio Gaber e proseguirà con Enzo Jannacci che canta Varda Gjulai, con lo stesso Gaber che interpreta Dove te vet o Marietina e con Milly in El gatt. Gianni Santuccio dirà poi una poesia dedicata da Umberto Saba a Milano, quindi Piero Mazzarella canterà El biscela de Porta Cines, seguito da Milly che presenterà due canzoni: La gagarella del Biffi Scala e Lassa pur che el mond el disa. Il programma prosegue con il maestro Giovanni D’Anzi che accompagna al pianoforte Alberto Rabagliati, interprete di un pout-pourri di note canzoni di un tempo; con il Quartetto Radar che esegue due tipiche e note canzoni meneghine, Teresina ven de bass e Crapapelada; con Wanda Osiris che canta Quelli dello sci-sci; con Gino Negri interprete de La mia nebbia. Altri ospiti della trasmissione sono Liliana Feldmann, Angelo Corsi, Liliana Zoboli.
a.d.m.


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l’Unità, 10 maggio 1964
Controcanale
Milano canta e piace

Una puntata in alto con lo spettacolo di Celentano, una puntata in basso con lo spettacolo di Mina, e, ieri sera, addirittura un salto con Milano cantata: abbiamo ormai capito che questa serie Alla ribalta aveva solo il compito di riempire l’intervallo di tre settimana che ci separa dal Cantatutto, in programma da sabato prossimo.
Ma non ce ne dorremo eccessivamente, dal momento che, proprio grazie a questa serie “In libertà” abbiamo potuto assisterre allo spettacolo di ieri sera e cogliere così una delle rare occasioni televisive in cui attorno alla canzone si è saputo costruire una trasmissione intelligente e interessante oltre che piacevole. Autore Simonetta, presentatore Gaber, Milano cantata si richiamava alla formula del Canzoniere minimo; e siamo lieti che, forse ammaestrati dall’esperienza, i programmisti non abbiano avuto questa volta timore di scegliere per lo spettacolo l’ora di ascolto più favorevole. Milioni di telespettatori hanno potuto godersi, in questo modo, alcune deliziose canzoncine come quelle d’amore di un secolo fa o quelle politiche contro la moglie di Cecco Beppe e hanno potuto riascoltare la drammatica Ma mi nella vigorosa interpretazione di Tino Carraro. Del resto, nella cornice di questo spettacolo anche i motivi più noti, come quelli di Bracchi e Danzi, hanno acquistato nuovo sapore: una conferma del fatto che le canzoni scelte con intelligenza e inquadrate in un discorso critico o di costume “rendono” sempre di più.
Su questa strada, l’abbiamo detto più volte, si può far molto. Tutto sommato si poteva fare di più anche ieri sera. A momenti, infatti, Milano cantata ha avuto qualche abbassamento di tono, una certa discontinuità di ritmo e, soprattutto, è apparso “legato” quasi che, non avendo a che fare con i soliti motivi di successo, e con i soliti divi del disco, il video avvertisse un certo disagio.
Si notava, ad esempio, una certa povertà di idee registiche, tese a valorizzare testi e interpreti, e dare un taglio più vivace a tutta la materia. Facciamo un esempio: felice ci è sembrata la riunione di Bracchi, D’Anzi, Gaber, Liliana Feldman, Rabagliati attorno al pianoforte, una scena che ricreava assai bene l’atmosfera degli anni andati e contava sulla partecipazione genuina dei protagonisti (basti pensare all’azzeccata misura dell’intervento di Rabagliati, che non aveva più nulla della riesumazione), adattandosi perfettamente alle possiblità del video.
E molto efficace, anche, il trio della Bella Gigogin e i due momenti di Milly. Invece, quando un certo tipo di canzone popolare avrebbe permesso un ritmo più trascinante, più allegramente popolare, si è mantenuta una eccessiva discrezione. Gli stessi inserti poetici avevano il solito tono solenne e ieratico, volto apparentemente soltanto a tenere a distanza il telespettatore.
Il fatto è che, a nostro parere, la TV non riesce ancora a credere completamente alla potenzialità di spettacoli come questo: ne è prova ultima il fatto che non si pensa nemmeno a trovare un modo di mettere tutti i telespettatori, a qualunque regione appartengano, in grado di capire i testi dialettali.
Salvo poi, magari, farsi portatori delle proteste di chi, inevitabilmente, si è sentito defraudato di qualcosa.
g.c.


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IL GIORNO, 10 maggio 1964
Ugole lombarde

(c.s.). Non giuriamo sulla gente extra lombarda; ma quelli dentro i cento chilometri, quelli che Milano l’hanno a portata di ferrovia, o di autobus, avranno senz’altro gradito, commuovendosi anche, la “Milano cantata” presentata, ieri sera, sul Nazionale, da Giorgio Gaber. Una piccola storia della canzone milanese messa insieme, con buona conoscenza del tema, e sarebbe forse il caso di aggiungere “con passione”, da Umberto Simonetta, e interpretata, con altrettanta passione, dalle migliori ugole lombarde, ma celebri anche oltre i Navigli, rispondenti ai nomi – Gaber a parte, di Enzo Jannacci, Maria Monti, Liliana Feldmann, Liliana Zoboli, Sandra Mantovani, Piero Mazzarella, Alberto Rabagliati, il Quartetto Radar. Più, togliamoci un attimo il cappello, Milly e Tino Carraro. Dalle “bosinade” (traduciamo: strofette) di qualche secolo fa, alle ultimissime creazioni di Fiorenzo Carpi (“Ma mi”, per citarne una) e di Gaber, attraverso un momento di quasi-jazz (“Teresina vegn de bass”): tutto raccontato per benino, quietamente, senza troppi ghirigori, quasi alla buona, proprio per non rompere quella giusta atmosfera.

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Raccolta di articoli/recensione per uno studio su ALLA RIBALTA: MILANO CANTATA - PRIMO CANALE (RAI) 9/5/1964 (articoli-recensioni dalle testate: Settimana Radio TV, Il Giorno, l’Unità) in ordine cronologico -------------- Un ringraziamento a Mauro De Mario per averci inviato il materiale riportato in questa pagina


 


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