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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Gaber in TV



- TESTATE VARIE - 1964


QUESTO & QUELLO (settembre-ottobre-novembre 1964)

di AUTORI VARI

Punti di vista musicali esposti da Giorgio Gaber - Orchestra diretta da Iller Pattacini - Regia di Carla Ragionieri
 

Settimana Radio TV 13/19-9-1964
La “Gang” di Gaber parte all’assalto

Circa cinquanta cantanti si alterneranno nelle sei puntate di “Questo o quello”, il nuovo “show” televisivo che avrà inizio giovedì 17: sarà uno scontro fra melodici e urlatori.

“Presto, presto, fate presto per favore: non so che cosa fare. Catherine è qui ma mi mancano i ragazzi e a quest’ora non so dove pescarli!” – Sudato e tutto eccitato, Giorgio Gaber l’altra domenica era disperato. Alla conclusione del suo nuovo, rigurgitante show mancava solo un nome: quello di Catherine Spaak. La francesina, tutta aggraziata e immusonita, se ne stava in un angolino, in attesa di cantare “L’esercito del surf”. Tutti i più grossi nomi della canzone era riuscito ad assicurarseli, Gaber, meno quello della impegnatissima Catherine. Informato della sua presenza nel pomeriggio a Milano, il cantautore era piombato all’albergo della cantante e l’aveva accompagnata in Corso Sempione per registrare la sua esibizione. Arrivato negli studi, aveva pregato il maestro Pattacini, Luciano Giacotto, Simonetta e Beppe Cardile di fare una “retata” di ragazzini per le vie del centro. Quando questi ultimi erano giunti sudati ma vocianti, la Spaak era sparita. Nuova caccia e finalmente l’ultimo atto di “Questo o quello” poteva dirsi compiuto.
Ora che il lavoro è finito, Gaber sorride soddisfatto: – Peccato che ci sia venuto a mancare solo qualche grosso nome ma in compenso ci sono tutti i più forti cantanti italiani e altri internazionali. Che fatica, però!
Qual è stata la cosa più difficile per lei?
– Sentire Paoli che cantava “Fenesta ca lucive...” – scherza Gaber. Poi riattacca:
– Scherzi a parte, è stata una faticaccia da non credere. Telefona a Donaggio, avverti Foster se può venire venerdì, Celentano non c’è mai e lo si può trovare solo in convento: insomma una cosa da far diventare matti...
E la Spaak?
– Ah, meglio non parlarne: anche lei ci voleva. Non era mai libera; mi piomba una domenica pomeriggio a Milano, mi telefona, dicendomi che ha due ore di tempo, poi sparisce. Ma basta, per carità, tutto è fatto e ora posso tirare un sospiro di sollievo!
In realtà, realizzare questo nuovo show è stato davvero laborioso per il cantautore milanese che tuttavia non è alla sua prima esperienza televisiva. “Canzoniere minimo” e “Milano cantata”, però, non avevano richiesto a Gaber tanto tempo; inoltre questa nuova serie di sei trasmissioni darà modo ai telespettatori di poter ammirare il meglio di quanto offre il mondo della musica leggera..
La meccanica di ognuna di queste puntate è semplicissima: Gaber, raffinato presentatore oltre che interprete garbato, passerà da un austero e serio salotto, nel quale saranno ammesse soltanto le canzoni romantiche e delicate, ad un palcoscenico brulicante di fans, tutti ragazzotti e ragazzine vocianti, in mezzo ai quali il cantante di turno dovrà esibirsi in uno sfrenato twist o in un hully-gully. Un cantante via l’altro insomma, in una interminabile passerella.
Di personaggi interessanti ve ne sono parecchi: i big devono essere all’altezza della situazione per non perdere colpi al cospetto dei giovani, molti dei quali si affacciano per la prima volta alla ribalta televisiva e per giunta in una sagra musicale, come questa che non è altro che un autentico festival. Così, in ogni puntata, è venuto a crearsi il motivo piccante o d’interesse: nella prima, Gino Paoli si cimenterà con un classico della canzone napoletana, “Fenesta ca lucive” (di autore anonimo ma che alcuni studiosi, dopo lunghe e laboriose ricerche, attribuiscono nientemeno che a Bellini) e “In un caffè”. L’altro cantautore presente, Pino Donaggio, si presenterà con “Capirai”, lanciata nell’ultimo Cantagiro. Per la Hardy e Bobby Solo sarà l’occasione buona per rifarsi dai clamorosi “fiaschi” di questi ultimi tempi.
Fra tutte le altre puntate, la seconda è senz’altro la più interessante. Si troveranno di fronte Gilbert Bécaud e Celentano che canteranno due motivi ciascuno, lo scatenato Fausto Leali, Ombretta Colli, la misteriosa fidanzata-moglie dello stesso Gaber, Gino Santercole (uno del Clan) e Beppe Cardile, cantautore di sicura classe, certamente uno dei più preparati di questi ultimi anni.
Motivi di richiamo vi sono comunque anche nelle altre trasmissioni: la Cinquetti, che finalmente potrà uscire con un ragazzo, canterà “Quando passo il ponte con te”; il milanesissimo Jannacci racconterà la storia di “Armando”; Michele riproporrà l’ultimo suo grosso successo, “Ti ringrazio perché”; Luigi Tenco farà la sua rentrée televisiva con una sua composizione dal titolo “Non solo io” e Gianni Morandi, il beniamino di oggi, griderà “In ginocchio da te”. E via di questo passo, sarà una scorpacciata di canzoni, tutte scelte con cura, però, e che hanno già incontrato, chi più chi meno, un largo favore presso gli appassionati. Ve ne saranno, insomma, per tutti i gusti, anche se Giorgio Gaber, spirito pratico di milanese, tra i tanti titoli che gli sono balenati per questa sua nuova seria di trasmissioni, ha scelto il più essenziale e logico, mettendo tutti sull’alternativa: questo o quello?
Mario Guarino

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Radiocorriere TV 13/19-10-1964
Giorgio Gaber, “Questo & quello”
Piccola guerra musicale fra ieri e oggi in un nuovo spettacolo alla televisione.

Ritorna Giorgio Gaber, e ritorna con una trasmissione nuova, che tiene conto dell'esperienza positiva di “Canzoniere minimo”, ma la sviluppa e la rende più vivace, in certi momenti perfino polemica. La rubrica si intitola “Questo & quello”. Già nel titolo, c’è una indicazione del contenuto, che presenta, su piani diversi, ma sotto un comune denominatore, due esperienze musicali contrastanti: “questo”, cioè lo stile nuovissimo, di moda fra i giovanissimi, il cosiddetto ‘yè-yè’; e “quello”, cioè lo stile rigoroso, riservato, aristocratico, che qualcuno chiama “intellettuale”, e qualcun altro, più vicino alla realtà, definisce “salottiero”. Sala e salotto, quindi, saranno di fronte. Per sala, dice Gaber, si intende la canzone nuova, la canzone che vive nella realtà, quella che si può cantare in una balera di periferia, o addirittura (come si usa in America) in pista, dinanzi a un pubblico partecipe, vociante, pieno di entusiasmo: i giovani arrabbiati, appunto, quelli che non vogliono più il chiaro di luna ma i fatti, le storie di ogni giorno, la disperazione per un amore perduto, la protesta contro chi non vuole capirli e un poco anche seguirli.
Salotto, invece, è un termine un po’ più complicato. Non è, no, il ‘salotto buono’ cantato da Guido Gozzano, con i fiori sotto la campana di vetro, il busto di Napoleone, ‘le buone cose di pessimo gusto’. È un salotto più moderno, più sofisticato, dove le ‘signore della canzone’ si presentano per raccontarci storie amare o patetiche, sentimentali o provocanti, anch’esse affondate nella realtà, ma tutt’altro che urlate: ‘dette’, anzi, sommessamente, con eleganza, con tenerezza.
Basterà un nome per indicare un genere: Ornella Vanoni. Non la si può immaginare alle prese con una canzone urlata; non si riesce a vederla in una interpretazione che non sia sofferta. Ornella Vanoni è il tipo esemplare della donna-spettacolo, che riesce in ogni genere perché vi porta, sempre, l’impronta della sua personalità, che è prepotente. Acclamata in prosa (Idiote) e in rivista (Rugantino) sembra tornata ora al suo genere preferito, cioè la canzone. Gaber l’ha scelta come esponente del genere-salotto. Ornella ha accettato con entusiasmo, lieta di potere presentare, attraverso questa vetrina di successo, il suo nuovissimo repertorio.
Accanto a lei, nello stesso ‘settore’ (chiamiamolo così, per semplificare) vedremo sfilare altri nomi della canzone ‘impegnata’: Maria Monti, Laura Betti, Paolo Poli, Renata Mauro, Luigi Tenco, Gilbert Bécaud, Enzo Jannacci. Quest’ultimo cantautore arriva proprio al momento giusto, cioè in coincidenza col clamoroso successo delle sue ultime canzoni, che parlano di barboni romantici, di sogni troppo belli, di improvvisi e strazianti agguati della morte.

Dall’altra parte della barricata, rivolti al pubblico del genere che abbiamo chiamato yè-yè, troveremo — e facciamo solo alcuni nomi, ovviamente — cantanti dell’autorità di Adriano Celentano, o della freschezza di Gigliola Cinquetti: ma anche Little Tony, Piero Focaccia, Catherine Spaak. L’attrice, che è quasi una diva del cinema è già apparsa altre volta in televisione. Accetta sempre questo invito perché tiene moltissimo a presentarsi come cantante: e quando canta dimentica la carica aggressiva, un po’ perversa, che caratterizza, nei film, il suo personaggio di adolescente. Nessun turbamento, sugli schermi della TV, ma solo una straordinaria, riposante dolcezza. La Catherine che canta d’amore è tutta diversa dall’altra. E Gaber? Ci siamo, forse, dimenticati un po’ di lui, nel presentare gli ospiti della trasmissione, i suoi invitati. Chi ha già visto “Canzoniere minimo” (che era firmato da Umberto Simonetta) sa però che il cantante triestino è un perfetto padrone di casa, e che tende sempre a mantenere in secondo piano la sua personalità, per valorizzare quella degli altri. Tuttavia, essendo il protagonista di “Questo & quello”, Gaber è chiamato a legare l’intera trasmissione ed anche... a cantare (che è, in fondo, la sua professione).
Vogliamo dire che Giorgio Gaber non si limiterà a presentare gli ospiti, sia di “questo” che di “quello”, ma si esibirà anche come cantante, senza mostrare preferenze per un genere o per l’altro, anzi interpretando salomonicamente canzoni da sala e canzoni da salotto. Inoltre, egli farà da “moderatore” nei piccoli dibattiti che, ogni settimana, si terranno. Questi dibattiti, naturalmente, avranno contenuto... allegro, una specie di “tribuna musicale”, in cui esponenti dell’una e dell’altra tendenza manifesteranno i loro pareri sulle condizioni della musica leggera nel mondo di oggi. Non saranno tutte rose. Sulla base di un illustre precedente — “Il mattatore” di Gassman — la regista di questa trasmissione, Carla Ragionieri, ha voluto lasciare assolutamente liberi i “contendenti”, per dare a tutti la possibilità di esprimersi come meglio credono. È risaputo, del resto, che la genuinità giova moltissimo a questo genere di discussioni; quindi se una conversazione sarà più animata, più vivace, o addirittura più incandescente delle solite, tanto di guadagnato.
Un “tema” atta settimana (ripetiamo, saranno tutti temi che riguardano la canzone, o almeno i cantanti... con piena libertà di critica). Esempio: perché molta gente, nel mondo musicale, guarda con sufficienza ai minorenni della canzone? E, di riflesso, perché i minorenni della canzone guardano con sufficienza, e chiamano addirittura “senatori”, i cantanti che hanno più di trent’anni? Argomenti di estrema, scottante attualità, come si vede. Non c’è dubbio che essi interesseranno i milioni di patiti della canzone che affollano il nostro Paese.
Uno spettacolo nello spettacolo sarà costituito dalla platea del Teatro televisivo in cui si svolgeranno le sei puntate di “Questo & quello”. Per la prima volta nella storia delle trasmissioni musicali, infatti, sarà vietato l’ingresso... ai maggiori di vent’anni. Facile, quindi, immaginare le reazioni di spettatori così giovani e così entusiasti, specialmente quando, fedeli al modello americano, Giorgio Gaber ed i suoi ospiti scenderanno in “pista” (una vera e propria pista, costruita secondo i modelli di Los Angeles e di San Francisco) per cantare proprio in mezzo al pubblico.
In ogni puntata, inoltre sarà improvvisata “a caldo”, una autentica ‘jam-session’. E poi le interviste. Intervistatore Giorgio Gaber, al quale sono consentite domande di tutti i generi. A bruciapelo, ma con garbo, egli domanderà a questo o quel cantante: “È vero, come si va dicendo, che tu imiti Elvis Presley?”. O, peggio: “È vero che l’ultima tua canzone non ha avuto successo?”. Naturalmente, trattandosi di domandine non proprio facili e non proprio piacevoli, non possiamo giurarvi che le risposte degli intervistati saranno sincere.
Per “Questo & quello” è stata composta appositamente una canzone che farà da sigla musicale. La musica è di Giorgio Gaber, le parole sono di Umberto Simonetta (che di Gaber è il più valido e qualificato collaboratore). La canzone si intitola: “Giro per la città”.
Il tema è quello, carissimo ai due autori, della gente che si muove, che passa, che rende viva una metropoli di cemento: una specie di “ballata” insomma, che non si limita a un solo personaggio, sia pure affascinante, come il Cerutti Gino: ma spazia per le strade della città, descrivendone episodi di tutti i giorni: la lite, per esempio, tra il conduttore del tram 24 e il proprietario di una vecchia 1100; l’uscita dei ragazzi dalla scuola (è giornata di compito in classe, hanno tutti il vocabolario); un cane in contemplazione del monumento a Dante Alighieri… e tante altre ‘tranches de vie’.
Ciò conferma il carattere popolare di “Questo & quello”: una trasmissione che interessa tutti, che parla di tutti, bonariamente, col sorriso sulle labbra, tra una canzone e l’altra, senza grinta, senza solennità. Forse qualcuno, a questo punto, si porrà la domanda: “Ma tra questo e quello, che cosa dobbiamo scegliere?”. La risposta, sostiene Gaber, è già nel titolo: tutti e due.
Ignazio Mormino

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Radiocorriere TV 17-9-1964
La nuova trasmissione di Giorgio Gaber
Questo & quello
Nazionale: ore 21,40

Per la prima puntata di questa nuova trasmissione, cara a chi conserva un buon ricordo di “Canzoniere minimo”, e che presentiamo alle pagine 14 e 15, Giorgio Gaber ha mobilitato alcuni grossi nomi della musica leggera italiana, e la “vedette” francese Françoise Hardy, idolo del pubblico dei giovanissimi, ossia dello stile che ormai si chiama “yè-yè”. La Hardy canterà uno dei suoi successi più recenti: “Il saluto del mattino”; e canterà, naturalmente, in “sala” (visto che, come riferiamo in altra parte del giornale, c’è anche un “ salotto”).
Nella stessa sede, si esibiranno anche Remo Germani, con “La testa nel sacco”; Pino Donaggio, con “Capirai”; Bobby Solo con “Credi a me”. Non si pensi però ad una semplice e banale successione di motivi. Prima di farli cantare, il padrone di casa intervisterà tutti i suoi ospiti, con una certa malizia. Seguite, questa sera, l’intervista fatta a Bobby Solo, e vi persuaderete che, tra colleghi, non sempre ci si fanno complimenti. In compenso, questa spontaneità, questa spregiudicatezza, conferiscono ritmo e vivacità alla trasmissione, diretta da Carla Ragionieri.
Parliamo ora del “salotto”, che ospiterà questa sera il raffinatissimo Paolo Poli e il crepuscolare Gino Paoli. Poli, che è un attento studioso del vecchio repertorio musicale italiano, ha rispolverato dal ricco armadio dell’Ottocento un motivo “nero” (ma fino a un certo punto), in cui la criminologia si sposa al sentimento: “Bell’assassino”. Canterà inoltre alcuni motivi popolari francesi. Gino Paoli, invece, si cimenterà col repertorio napoletano: “Fenesta ca lucive”, un classico.
E Gaber? Per non far torto a nessuno, il cantante-presentatore riserverà al pubblico della “sala” una canzone americana di quelle “ruggenti”, e al pubblico del “salotto” una ballata malinconica, un po’ triste e un po’ comica, che si intitola “La mamma del Gino”. Il Gino lo avrete capito, è sempre il Cerutti, quello del Giambellino. Questa volta, è dentro. Sua madre si dispera, non riesce a capire perché lo hanno arrestato, perché gliel’hanno portato via. Gli hanno trovato il grimaldello in casa, è vero, ma che vuoI dire?... Queste povere mamme!
I. ra.

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Radiocorriere TV 24-9-1964
Il varietà musicale di Giorgio Gaber
“Questo & quello”
Nazionale: ore 22

Il meccanismo di “Questo & quello” resta quello chiarito nella prima puntata: una contrapposizione di due generi musicali, una suddIvisIone dei cantanti di due équipes, quella salottiera quella più rumorosa, il tutto senza arrivare alla competizione. La regista. Carla Ragionieri, tiene a sottolineare che non si tratta di un duello né di una gara; semplicemente vi sono cantanti e canzoni che abbisognano di un ambiente più raccolto, di ascoltatori più tranquilli, come il Gaber di certe arie quasi medievali, come Bécaud. Un Celentano senza i suoi fans sarebbe inimmaginabile, ed è per questo secondo genere di cantanti che è stata messa insieme la scenografia della sala. Gaber avrebbe preferito una “balera” autentica, ma siccome la televisione non è cinema, e lo schermo piccolo avrebbe finito col falsare il carattere della “balera”, rendendola più povera o meno autentica in ogni caso, tanto valeva falsare tutto. Ed ecco la scenografia di Muratori, messa insieme con poche gigantografie sfruttando abilmente l’effetto ottico della prospettiva, e semplici panche su cui ammucchiare i ragazzi, e tubi di plastica dall’effetto sorprendente. Poi la semplice pedana luminosa, che per ogni puntata è stata spostata per dar modo di non ripetersi troppo con le telecamere.
Il diverso genere della sala e del salotto viene sottolineato anche da diversi sistemi di ripresa. Nel salotto tutto è tranquillo, la telecamera si avvicina come farebbe l’occhio di una persona qualunque che entrasse in quel momento. La sala invece vuol essere spettacolo, si vale dell’effetto corale di centoventi ragazzi ripresi nelle loro reazioni più spontanee ed immediate, con telecamere messe anche sul pavimento, il lutto senza prove, per non togliere la spontaneità.
Ma veniamo al programma di questa sera. Gaber canterà “Grazie tante”, “In un giardino” e altre canzoni. La sua fidanzata Ombretta Colli canterà “Che senso ha”, Gilbert Bécaud, ospite d’onore, dopo una chiacchierata con Gaber canterà il suo successo “Tu vieni da lontano”. Poi ci sarà Catherine Spaak, con “L’esercito del surf”, quindi Leali e Santercole. Celentano canterà “Il problema più importante”, e poi, assieme a Gaber e Santercole, si produrrà in un trio alla chitarra, per finire con “Angelo Custode”, una composizione che fa parte dei suo nuovo “periodo mistico”.
e. I. k.

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Radiocorriere TV 1-10-1964
Il varietà musicale con Giorgio Gaber
Questo & quello
Nazionale: ore 22

Un cantautore che si muove sul filone del folclore è Otello Ermanno Profazio, che dedica le sue ricerche e la conseguente ispirazione alla nativa terra: la Calabria. La tradizione del cantastorie, i ritmi antichi delle tarantelle degli stornelli calabresi gli servono per esprimere sentimenti, colori, episodi e anche fatti popolari come la storia del “Brigante Musolino”. Accompagna le sue canzoni sempre con la chitarra, ha molti ammiratori; la sua vena autentica lo fa paragonare a un Modugno più giovane, anche se la sua creazione si avvale di altre basi. Profazio, infatti, oltre che su una ispirazione genuina può contare anche su una solida preparazione culturale, si è laureato in lettere a Roma, e le sue composizioni sono dovute inizialmente all’interesse di una ricerca culturale. I telespettatori lo hanno già visto nell’esecuzIone del suo successo “U Ciucciu”; stasera, nella terza puntata di “Questo & quello”, con Gaber, lo ascolteremo in “La baronessa di Carini”.
Accanto a Profazio è ospite d’onore un altro cantautore, nato però dall’altra parte dell’Italia: Toffolo, un artigiano di Murano che ama le forme ed il colore. Di professione decoratore di vetri, si è dilettato anche di pittura, finché non ha scoperto l’estro di musicista. La sue canzoni, in dialetto veneto, sono delicatissime, quasi timide, ma sempre originali, e assomigliano in tutto a lui, che gli amici definiscono “un tipo curioso”. L’odierna puntata di “Questo & quello”, dopo l’introduzione di Gaber e la sigla, prevede un’esecuzione dell’orchestra Pataccini: Twist and Sax. Si presenta quindi Gigliola Cinquetti, tappa d’obbligo in una antologia musicale, e mentre lei canta “Quando passo il ponte”, le fa da coro la sala. C’è poi una delle canzoni più struggenti di Gaber: “Le strade di notte” che lo stesso Gaber canterà insieme alla Cinquetti. Quindi Giorgio Gaber da solo eseguirà “What I say”. Trasferimento in salotto, per ascoltare Enzo Jannacci in “Armando”, che precede appunto gli ospiti d’onore, Profazio e Toffolo (Toffolo eseguirà “I chierichetti”). Petula Clark con “Quelli che hanno un cuore” ci riporta al pubblico più vasto della sala. Arrivano poi il movimentatissimo Don Baky ed i suoi Fuggiaschi con “Io che giro il mondo”. Ritorno al salotto per ascoltare Silverio Pisu in “Canzone romana”, Gaber “In Per piacere” e il coretto “Addio Lugano”. L’ultima parola viene lasciata alla sala, di nuovo con Gaber (Ciao ti dirò), Michele (Ti ringrazio perché). Poi Gaber e Michele canteranno insieme “Hellò Marilù”, che chiude la trasmissione.
e. l. k.

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l’Unità 2-10-1964
Controcanale

Sul Primo canale, “Questo e quello” ha confermato di essere, malgrado i suoi limiti, un “varietà” di livello non consueto per la TV. Sulla formula dello spettacolo, così com’è stata realizzata, non si possono evitare le riserve: la contrapposizione tra canzoni “di successo” e canzoni “da salotto” appare piuttosto meccanica, tale da non riuscire a dar vita a un tutto organico, né tanto meno a un discorso di costume.
Gaber, d’altra parte, non ha il fiato per superare questi limiti nelle sue conversazioni con i cantanti. Rimangono le canzoni, scelte con gusto, e la cornice del confronto: in essa, ci pare che, malgrado gli applausi riservati esclusivamente alle canzoni “di successo”, i motivi popolari o anticonformisti risultino vittoriosi. Ricordiamo, di ieri sera, le canzoni di Toffolo, Profazio, le sarcastiche strofe di Jannacci e il bel coro di “Addio Lugano bella”.
g. c.

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Radiocorriere TV 8-10-1964
Quarta serata di "Questo & quello"
Nazionale ore 21,50

Per la quarta serata di “Questo & quello”, Giorgio Gaber, dopo il consueto discorsetto d’apertura, introduce in sala due ragazzi irruenti e sicuri di sé, nonostante siano al debutto, come cantanti: Lando e Luca, due gemelli decisi a sfondare. Dapprima cantano assieme a Gaber la canzone “Bye bye love”, e poi una composizione che è quasi una dichiarazione d’amore: “L’amo più di te”.
Entra in salotto Margot, una cantante che preferisce, seguendo l’esempio di Mina e di Milva, il solo nome di battesimo.
Si è messa in luce in “Canzoniere minimo” e si è specializzata in canti popolari e della Resistenza, secondo quella ricerca storico-culturale oggi molto diffusa. Stasera Margot canta due canzoni: “I muri della città” e “La pigna”.
Luigi Tenco è quel bravo ragazzo genovese che si è messo a cantare molto incoraggiato da Gino Paoli, suo amico, ma che poi per strada ha cambiato vocazione: ora, più che cantare ama recitare, ed infatti ha avuto una parte abbastanza importante e soprattutto a lui congeniale in un film d’indagine di costume. Le sue esibizioni di questa sera: “Non sono io” e “La mia valle”.
Un ospite poco canterino è Ugo Gregoretti, il bravo regista che s’è affermato con riuscitissimi documentari televisivi, tra cui molti ricorderanno quello sul “Gattopardo”, girato nei luoghi dove visse Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Giorgio Gaber presenta poi Gianni Morandi, il vincitore del ‘Cantagiro’, che canterà “In ginocchio da te”, seguito da Ricky Gianco con “Jum Jum”.
“Il coscritto” è una divertente canzoncina scritta da Simonetta e musicata e cantata da Gaber. Altri ospiti della serata sono Iva Zanicchi (Come ti vorrei) e lo scatenato Little Tony che si produrrà in “Be bop a lula”.
e. l. k.

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l’Unità 9-10-1964
Controcanale

A Tribuna politica ha fatto seguito “Questo e quello”, che è riuscita ieri sera a esprimere momenti di particolare qualità, almeno sul piano spettacolare. Sia nel “salotto” che sulla “pista” abbiamo avuto sequenze in cui regista, cantanti e giovani “fans” sono riusciti a creare una atmosfera: ci riferiamo, ad esempio, alla bella “Le nostre serate” cantata da Gaber nel “salotto” e al duetto tra lo stesso Gaber e Little Tony sulla “pista”.
Anche come presentatore, ieri sera, Gaber ci è sembrato più sciolto e mordente che nelle scorse settimane. Diremmo che, tutto sommato, pur nei suoi limiti, questa trasmissione può fornire spunti e indicazioni sulle quali varrà ritornare.
g. c.

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Settima Radio TV 18/24-10-1964
Visti alla televisione
Questo e quello

Che bella trasmissione è “Questo e quello”. È una formula, va bene ma come efficace! Gli amanti del genere “sala” e quelli del genere “salotto” sono accontentati di pari misura, al punto che non si sa proprio a quale dei due vada la preferenza dei compilatori della rubrica. Politica estremamente saggia perché se è vero che bisogna accontentare i giovani, c’è d’altra parte una grossa aliquota di appassionati di quelle melodie da caminetto o di quelle canzoni che non è più giusto chiamare intellettualistiche, solo perché si discostano da un modulo frusto e lontano dalla realtà odierna. La presenza del regista Ugo Gregoretti ha dato un carattere ancor più pungente alla trasmissione. Egli stesso è del parere che i due generi possano coesistere. Fra tanti episodi di intolleranza, questa coesistenza canzonifera è confortante.
F. R.

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l’Unità 23-10-1964
Controcanale

Sul Nazionale, la serata si era aperta con la nuova puntata di “Questo e quello”. Lo show di Giorgio Gaber che, dopo le iniziali incertezze, pare aver trovato, se non una sua originalità, perlomeno una certa chiarezza di idee e di intenti.
Ospite d’onore Gilbert Bécaud: un’occasione, questa, di scoprire, dietro il cantante-mito, il personaggio-uomo. Ma lo show di Gaber non ha fiducia, evidentemente, nell’intelligenza critica: è una trasmissione di canzoni, e quindi, allegri tutti, cantate che vi passa.
E se da soli non ve la sentite, ci sono le turbe di adolescenti, moderno “Coro”, a incitarvi. Così se arriva un Bécaud lo si prende unicamente per quello che vale il suo nome; e la sua voce, naturalmente.
vice

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Radiocorriere TV 29-10-1964
La quinta puntata del varietà di Gaber
Questo & quello
Nazionale: ore 21

Nella puntata di stasera di “Questo & quello” Maria Monti, la bella e simpatica protagonista di tanti recital milanesi si presenta in coppia con Gaber, per cantare un motivo, dolce e popolaresco: “Bell’uselin del bosch”. Siamo nel salotto, e la seguirà Renata Mauro, con una rapida puntatina al Sud: “Te vojo bene assaie”, alla quale farà subito riscontro Ornella Vanoni con una canzone milanese di Giorgio Strehler e Fiorenzo Carpi “Ma mi”, epopea di un partigiano che si rifiuta di dire i nomi dei suoi compagni.
Naturalmente ci sono anche canzoni meno impegnative, come “La maglietta”, cantata da Gaber subito dopo la sua introduzione, come l’estiva “Una rotonda sul mare”, di Fred Bongusto.
Ico Cerutti presenta “L’uomo del banjo”. Una giovanissima cantante è Donatella Moretti: la sentiremo nella “Legge dell’amore”. La seguirà Gaber con “Believe what you say”.
Ora si ritorna nel salotto, con Renata Mauro: “Sinnò me moro”; Maria Monti: “Stile”; Ornella Vanoni: “Per te”. Giorgio Gaber e Maria Monti riproporranno uno dei loro più gustosi successi: “La Balilla”. Un ritorno alla nostalgia dell’estate con Nico Fidenco: “Con te sulla spiaggia”. Quindi John Foster canterà “Amore scusami”, e per finire ci sarà un trio quasi Jazzistico, composto da Gaber, Foster e Cerutti, che si esibirà nella famosissima “When the saints go marchin’ in”.
e. l. k.

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l’Unità 6-11-1964
Controcanale
Arrivederci a Gaber

Sul Primo canale si è concluso, con una puntata felice, il ciclo di “Questo e quello”. Sia in sala che in salotto abbiamo ascoltato ieri sera alcuni buoni cantanti: anche se, a nostro parere, non è possibile far dei confronti tra cantanti come Mouloudji e Laura Betti, che interpretano le loro canzoni, e persone come Claudia Mori e Carmen Villani, che ci sembrano soprattutto legate a formule ben riuscite (che non a caso finiscono per ripetersi all’infinito).
Proprio a stimolare simili confronti, invece, era destinata la trasmissione: e in questa intenzione non possiamo non individuare una certa meccanicità che ha costituito, secondo noi, uno dei limiti del ciclo.
Un ciclo, che, peraltro, è riuscito nettamente a distinguersi nel panorama consueto delle trasmissioni televisive di musica leggera, non solo per la presenza del “salotto”, non solo per la non convenzionale partecipazione del pubblico giovanile, non solo per il ritmo sempre sostenuto e per la regia sempre ricca di trovate di Carla Ragionieri, ma soprattutto per quel tentativo di “umanizzazione” dei cantanti che è stato presente, da una puntata all’altra, nei colloqui di Gaber con i suoi ospiti. Le cui battute quasi sempre esulavano dal solito stile mondano-pubblicitario tipico di simili occasioni.
C’era qui un’indicazione sulla quale sarebbe utile che riflettessero i dirigenti di via del Babuino: un’indicazione che, a nostro parere, porta il segno di Umberto Simonetta, ringraziato ieri sera da Gaber per la sua collaborazione.
Anche questi colloqui, d’altra parte, hanno confermato le qualità di discrezione e insieme di comunicativa, le qualità sceniche insomma di Giorgio Gaber che, con uno sforzo di maturazione, potrebbe divenire davvero il più interessante presentatore televisivo non “professionista”.
g. c.

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Raccolta di articoli/recensione per uno studio su QUESTO & QUELLO - PRIMO CANALE (seconda serata) sett/ott/nov 1964 (articoli-recensioni dalle testate: l’Unità, Radiocorriere TV e Settimana Radio TV) in ordine cronologico -------------- Un ringraziamento a Mauro De Mario per averci inviato il materiale riportato in questa pagina


 


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