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Dettaglio articolo/intervista

Categoria: Gaber in TV



- VARIE TESTATE - 1962


CANZONI DA MEZZA SERA (giugno-luglio 1962)

di VARI AUTORI

Programma musicale - Orchestra diretta da Marcello De Martino
 

Radiocorriere, 9/16-6-1962
“Fuori scena” – Le vacanze di Giorgio Gaber

La luce entra aggirando la tenda blu del ballatoio ed è bianca e fredda e sa di nebbia e di asfalto anche se siamo di giugno. E dal basso salgono i rumori della strada: i clacson, le brusche frenate, le portiere sbattute. Sicché nel suo simpatico salotto borghese, con i quadri moderni ed il divano di gommapiuma mescolati ai mobili vecchiotti, Giorgio Gaber è sempre contornato da quella atmosfera frenetica, rumorosa, cittadina, che è l’unica che gli si addica. Si siede nella penombra; è allampanato, pallido, patetico, nei suoi abiti scuri, sempre un po’ tristi. Il suo sorriso è sempre a metà strada tra l’ironia e la mestizia: un vero sorriso da clown. Ora ai rumori della strada si mescolano melanconiche note di chitarra. E Gaber si ascolta, un po’ vergognoso. Non è lui che suona, in questo momento: è una sua registrazione. Di tante chitarre, in casa non ne ha nemmeno una: sono sparse qua e là, a Roma e a Milano, dagli amici da cui va a comporre le sue stravaganti e poetiche canzoni. Una è giù in macchina, e l’altra è dalla Maria, ossia Maria Monti. Dopo due anni di quasi-fidanzamento si sono lasciati, e ora la sua chitarra è rimasta lì.
Ascoltiamo Strade di notte. Le suggestioni della città sono tutte racchiuse lì dentro: l’asfalto, la solitudine, i fanali, la nebbia, un amore all’altro capo della città. È il cantante di Milano, e ammette che le sue canzoni nascono proprio da questa atmosfera frenetica e fuligginosa. “Ho inciso due nuove canzoni, mi piacciono molto”. Me le fa ascoltare. Piacciono anche a me. Specie quella che si chiama Trani a gogò. È melanconica, triste, anche quando le strofe sono scanzonate: “Si passa la sera scolando barbera – c’è il gruppo affiatato che intona stonato – ‘mi sont alpin’ – nel trani a gogò”. “Ma capiranno a Roma cosa vuol dire trani? Penso di no…o almeno, sono incerto”.
Parlando dei programmi estivi, Gaber non smette il suo tono svagato. Quando entra sua madre portando il caffè, ha l’aria del simpatico ragazzo borghese con cui si preparano volentieri le lezioni, e poi, tra una cosa e l’altra, si suona qualche disco. Solo che per lui le canzoni sono il lavoro: il tavolo rotondo è pieno di fogli riempiti di note.
“Lo sa che ora faccio anche il presentatore?” mi dice improvvisamente. Si direbbe che la nuova parte lo diverta. “Racconta delle barzellette?”. “Mica tante. Spero di non essere noioso. Ad ogni modo, canto anche, dal momento che si tratta di una trasmissione musicale, intitolata “Canzoni da mezza sera”. Così fino al 15 luglio farò la spola tra Milano e Roma, certe volte andrò in aereo, altre volte in treno, e poi anche in macchina, si capisce, ma ha mai fatto la Cassia dopo Firenze? È tutta curve, una cosa spaventosa”.
E il resto dell’estate? “Girerò, farò qualche serata. Ho un mio complesso musicale, si chiama ‘I Giullari’ ed è composto da gente simpaticissima. Vedesse che tipi: il mio batterista è impiegato di banca, un altro è laureato in biologia e lavora in un grande complesso chimico-farmaceutico e mi fa veramente impressione pensare che durante il giorno lui debba studiare i microbi. Poi c’è anche un farmacista ed un disegnatore meccanico. Ma non creda che siano dei dilettanti: sono veramente straordinari ed è meraviglioso girare con loro”.
E all’estero? “Bè, l’estero è un altro discorso. Io sono un cantante milanese, è già tanto se riesco a farmi comprendere in tutta Italia, difatti i miei successi arrivano a Napoli con un anno di ritardo. All’estero non mi conoscono; per ottenere qualcosa dovrei ricominciare daccapo, e francamente non me la sento. Tutto sommato, dal lato finanziario, queste tournées in altri paesi non rendono. E poi sì, canticchio in altre lingue, ma sono convinto che se il mio inglese fa un grande effetto a Vigevano, non ne farebbe altrettanto a Londra”.
E le vacanze? “Non mi capita spesso di prendere vere vacanze, essendo sempre impegnato a far divertire gli altri. Eppure per quest’estate un desiderio ce l’ho. Mi piacerebbe finalmente fare il turista. Ho girato mezza Italia senza vedere altro che una stazione, un teatro, un albergo, di nuovo una stazione, un locale notturno, un altro albergo, e così via. Il rimpianto maggiore per tante bellezze sfiorate e non viste ce l’ho per la Sicilia: ci sono stato parecchio, ma sempre di furia, impegnato a spostarmi ogni giorno da un posto all’altro, senza un attimo di respiro. Quest’estate, se posso, voglio tornarci con tutta calma, finalmente da turista”.
(articolo non firmato)

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Settimana RadioTV, 17/23-6-1962
“Visti alla televisione” – Canzoni da mezza sera

È accaduto come per quei dolci fatti in casa che magari, come estetica, lasciano a desiderare ma alla fine la bontà degli ingredienti li rende accettabili. Come sorpresa, il dolce di "Canzoni da mezza sera" inalberava una ciliegina in forma di Giorgio Gaber, l’esangue e smunto cantautore che ha per argomenti preferiti le squallide atmosfere della periferia milanese. Schivo per natura di ogni esibizionismo, fedele solo alla sua chitarra, Gaber è entrato nell’arengo surriscaldato dei presentatori come Daniele nella fossa dei leoni e, con modestia e misura, ha condotto in porto la navicella della trasmissione dimostrando come si possano, in questo campo, ottenere risultati sodisfacenti anche senza far vibrare i toni alti. Il suo registro sommesso ha creato subito una atmosfera intima, cui ha fatto da contrappunto l’arguto intervento di Croccolo, che ha affinato le proprie capacità. I cantanti hanno fatto il loro dovere.

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Radiocorriere TV 30-6-1962
22.35 Canzoni da mezza sera
Programma musicale con l’orchestra diretta da Marcello De Martino
Presenta Giorgio Gaber
secondo: ore 22,35

L’ospite di turno questa sera nel cosiddetto “Angolino del cantautore” è Gino Paoli, che interpreterà due suoi successi, “Senza fine” e “Grazie”, e una bella canzone lanciata da Jacques Brel dal titolo “Ne me quitte pas”. Ad aprire questo quarto numero di “Canzoni da mezza sera” sarà però Jenny Luna con “Zoo-be, zoo-be, zoo”, cui farà seguito il giovane cantante abruzzese Tony Del Monaco che interpreterà un motivo intitolato “Se tu vuoi ritornare”. Nel programma figura inoltre una divertente interpretazione del complesso de “I Cousins” dal titolo “When the cousins twistin’ in” che riecheggia, naturalmente a tempo di twist, la classica “When the saints go marchin’ in”. Sarà quindi la volta dello sketch di Carlo Croccolo, che ha per tema ‘Canzoni e gelosia’. Il comico napoletano sembra essersi in questi ultimi tempi particolarmente affezionato a caratterizzazioni in dialetto siciliano e anche stavolta, poiché è tirata in ballo la gelosia, reciterà in quella che il nostro cinema (da I soliti ignoti a Divorzio all’italiana) sembra aver consacrata come la lingua ufficiale dei gelosi: il siciliano appunto. Nello sketch di questa sera Croccolo, con la solita, foltissima zazzera, appare infatti nei panni di un marito geloso persino delle canzoni.
Gli occhi, naturalmente quelli di una bella ragazza, forniscono quindi l’argomento alle due canzoni che seguono: “I tuoi occhi” e “Pretty eyed baby” (letteralmente “Bambina dagli occhi belli”). La prima cantata da Johnny Dorelli, la seconda dal giovanissimo, e brunissimo, cantante italo-americano Dick Caruso (un “oriundo” che vanta nella sua parentela una discendenza illustre, nientemeno che da Enrico Caruso). Chiude infine il programma della serata il consueto “assolo” dell’orchestra diretta dal maestro Marcello De Martino in uno speciale arrangiamento di “Hernando’s Hide-away”.
g.t.

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Radiocorriere TV 14-7-1962
Ospiti di “Canzoni da mezza sera”
Tony Renis e Marino Barreto
secondo: ore 22,35

“Quando, quando, quando”, il “best seller” dell’ultimo festival di Sanremo, sta a Tony Renis (ospite questa sera dell’”Angolino del cantautore”) come “Volare” a Modugno, “Arrivederci” a Bindi o “Nessuno” a Mina. Con questa composizione, che sarà presentata nell’odierna puntata di “Canzoni da mezza sera”, il 23enne cantautore milanese (è nato a Porta Ticinese il 13 maggio 1939) assaporò infatti nello scorso febbraio la gioia del successo esploso di colpo ed in modo del tutto inaspettato (come si ricorderà la canzone era stata esclusa in un primo tempo e riuscì ad entrare per il rotto della cuffia solo all’ultimo momento insieme a quella, meno fortunata, di Gianni Meccia). Oggi, ad appena quattro mesi di distanza dall’exploit sanremese, il bilancio del successo può dirsi senz’altro positivo per Renis, che questa sera ci farà ascoltare anche due sue recenti composizioni: “Blu” e “Un tango per favore” (lanciato nella penultima puntata del ‘Signore delle 21’).
Nel programma, che Jenny Luna apre con “Everybody loves a lover”, figura Piero Litaliano (*) che canterà “Lungo treno del Sud”. Litaliano (questo pseudonimo che manca di rispetto all’ortografia) è nato a Livorno nel 1934 ed ha girato mezzo mondo prima di farsi conoscere in patria; all’estero infatti la gente lo chiamava semplicemente “L’italiano”, un nomignolo che poi, senza apostrofo, doveva divenire il suo nome d’arte. Tra le sue canzoni più note sono: “Fino all’ultimo minuto”, “Autunno a Milano”, “Qualcuno tornerà” e “Non siamo tutti eroi” (definita una “canzone messaggio”).
Ascolteremo inoltre questa sera: Aura D’Angelo, una cantante in progressiva ascesa, che interpreterà “Nulla rimpiangerò”, Johhny Dorelli in una delle sue canzoni preferite, “Montecarlo” e, infine don Marino Barreto junior che, in un ritorno sempre gradito, eseguirà un brano dal titolo (forse un po’ troppo suggestivo) “Un’anima tra le mani”. Non mancherà il solito sketch di Carlo Croccolo nel mezzo del programma e, a chiusura, per sola orchestra il celebre brano di Gershwin “The man I love”.
g.t.

[(*) si trattava di Piero Ciampi - N.d.T.]

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Radiocorriere TV 28-7-1962
Canzoni da mezza sera
La trasmissione d’addio
secondo: ore 22,20

“Canzoni da mezza sera”, questa “confidenziale” rubrica musicale impaginata in seconda parte di serata (come usa dire in gergo programmatico), è giunta alla sua ultima trasmissione. Ed era logico che fosse proprio il suo presentatore, Giorgio Gaber, a fare da “mattatore” nella puntata d’addio, presentandosi ne “L’angolino del cantautore” e chiudendo alla fine il programma con la sua ormai celebre “Ballata del Cerutti”.
Il bravo cantautore milanese si sentiva in verità piuttosto imbarazzato al momento di prendere il via, circa due mesi fa: temeva di non farcela, di non “reggere” alla lunga nel suo inedito ruolo di presentatore e persino di alienarsi le simpatie del pubblico. Invece, sia il pubblico che la critica, hanno dimostrato che i suoi timori erano in effetti infondati ed ora si può tranquillamente affermare che il bilancio di “Canzoni da mezza sera” è stato per lui senz’altro positivo. Nell’odierna puntata Gaber ci farà ascoltare due brani già conosciuti del suo repertorio (“Strade di notte” e “Non arrossire”) ed una terza composizione nuova dal titolo leggermente polemico nei confronti dei “patiti del whisky”: “Trani a go-go” (come dire: “vino nostrano a garganella”).
Diamo ora uno sguardo alla “locandina” di quest’ultimo numero.

Apre il programma, con “Plain the field”, Dick Caruso, il giovane cantante oriundo italo-americano e nipote, ex-ore suo, del grande tenore omonimo: un ragazzo che sa il fatto suo e che è, con buone ragioni, uno degli idoli delle teen-agers d’America. Lo segue, in “Tentazione mia”, Wilma De Angelis e, dopo Gaber, Nunzio Gallo che presenterà uno dei suoi best-seller discografici affermatosi nella scorsa edizione di Canzonissima, la nota “Sedici anni”. Sarà poi la volta della consueta scenetta che ha come protagonista fisso Carlo Croccolo e quindi della canzone più richiesta nei nights e più gettonata nei juke-boxes da una decina di mesi a questa parte: “Let’s twist again”, il motivo che sta al twist come l’”Around the clock” al rock’n’roll, “La cumparsita” al tango e “Lola” al charleston. La ascolteremo (ed è questa una notizia golosa per tutti gli appassionati della nuova danza) nella interpretazione “originale”, par lui même, di Chubby Checker, il cosiddetto “pontefice massimo del twist”.
Gloria Christian canterà infine “La continentale”, un classico dell’epoca in cui furoreggiava Fred Astaire e Ginger Rogers. Prima della chiusura di Gaber, l’orchestra diretta dal maestro Marcello De Martino eseguirà poi la nota “There is a small hotel”.
(articolo non firmato)

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Raccolta di articoli/recensione per uno studio su CANZONI DA MEZZA SERA - SECONDO CANALE (seconda serata) giu/lug 1962 (articoli-recensioni dalle testate: Radiocorriere TV e Settimana Radio TV) in ordine cronologico -------------- Un ringraziamento a Mauro De Mario per averci inviato il materiale riportato in questa pagina


 


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