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Frammenti di un discorso... per una biografia

«Io G. G. sono nato e vivo a Milano...


La storia di Giorgio Gaberscik, in arte Gaber, inizia il 25 gennaio 1939 in via Londonio 28, a Milano.

– La strada è stata molto importante per me. Sono un vero cittadino, come direbbe Céline. Da bambino giocavo a calcio, facevo il portiere e mi tuffavo sull'asfalto. La prima volta in un campetto, con tutta quell'erba ero quasi a disagio (...). [Fabio Poletti, "Giorgio Gaber: i miei cattivi pensieri", Specchio 21/4/2001]

– (...) Sono cresciuto in una famiglia piccolo-borghese, in una piccola casa, con le abitudini e il tenore di vita di allora (...) si aveva un paio di scarpe sole e quando queste finivano se ne compravano delle altre, il che era certo un buon segno. Sacrifici, sicuro, ma all'insegna di un'essenzialità che oggi in qualche modo potremmo anche rimpiangere. Mio padre era impiegato (...) mia madre era casalinga, e mio fratello Marcello, più grande di me di sette anni, si era diplomato geometra e suonava la chitarra. Mio padre suonava un po' la fisarmonica, quindi un minimo di musica in casa c'era. Io poi, che avevo avuto un'infanzia piena di malattie e di rotture di coglioni tra cui un infortunio a una mano, usai la chitarra anche come sostegno e recupero del mio inserimento. (...) Io direi che tutta la mia carriera nasce da questa malattia, la quale ha fatto sì che abbia voluto reagire ad essa con la chitarra, portandomi così a fare questo lungo percorso nella musica. [Guido Harari, "Giorgio Gaber", Rockstar - gennaio 1993]

 

(segue) Gli anni sessanta »


A cura di Micaela Bonavia.

Riferimenti bibliografici: le fonti da cui sono tratte le citazioni sono in gran parte presenti nelle sezioni "Rassegna stampa" e "Bibliografia" del sito. Cfr. anche «Giorgio Gaber. Frammenti di un discorso...» (a cura di Micaela Bonavia).

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