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Dettaglio pubblicazione

Categoria: Racconti



Re Nudo - n.8 (pag.22) - 1997
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La cultura deve essere segreta

di Gaber/Luporini




Il professor G e il suo giovane allievo. Lezione n.2


— Ragazzo, oggi ti voglio dare un’indicazione preziosa: nell’era della “trans-cultura”...
— Un momento, professore. Forse sarebbe meglio saperlo subito...
— Se mi interrompi come fai a sapere? Questa volta, mio caro, si tratta di un’illuminazione di una portata rivoluzionaria tale che cambierà completamente la storia. Anzi, la farà ripartire dal punto zero.
— Ha forse individuato il punto Canetti, professore?
— Mi sfugge il punto Canetti, ma certamente anche questo signore, come tutti, avrà commesso l’errore di rendere pubblici i suoi punti. Perché d’ora in poi la cultura... Sssss!... te lo dico in un orecchio... Ssss!... non va divulgata.
— Non capisco.
— Non capisci perché ho parlato piano o perché sei scemo? Ma è questa la rivelazione! La cultura deve essere segreta.
— Ma io scrivo sui giornali… voglio dire, è il mio mestiere... studio, seleziono, divulgo; insomma, informo le masse.
— Mascalzone!
— Come sarebbe a dire?
— Non c’è più un minimo di rispetto. Con tutti i sacrifici che si fanno, poi quando sono grandi informano le masse. Senti questa, mascalzone: la cultura è una Luce che quando si espande troppo perde luminosità. Il frastuono della divulgazione la affievolisce. Solo il silenzio ne salva la densità.
— Permette che me la scriva? Non ho ancora capito bene, ma questo dev’essere importante.
— Non ne azzecchi una! Non solo non lo devi scrivere, ma non lo devi neanche dire a nessuno... Sssss!... E se proprio non ne puoi più, dillo soltanto a qualche amico fidatissimo. Deve restare tutto tra noi, mi raccomando, bisogna faticare per avere le cose, e soprattutto volerle veramente, capisci? La cultura è anche permalosa, ci resta male se non c’è urgente bisogno. E allora: sette segrete, segretissime, non deve uscire niente. E attenti alle spie, perché qualsiasi idea buona spalmata sui rotocalchi fa malissimo. È peggio della nutella.
— Ma ci sono anche settimanali qualificati!
— Nutella, nutella... Sai cos’è la “escrementazione circolare”?
— Un’altra delle sue intuizioni?
— No, un altro esempio per i più cretini: ecco, tu butti un pezzo di carne, di quella buona, un’idea geniale, stimolante... I cagnacci le corrono dietro, l’annusano, la biascicano, se la passano tra loro, la rimasticano... e quando te la riportano indietro è talmente una schifezza che neanche tu sai più se avevi buttato un pezzo di carne o un pezzo di... Capisci? L’escrementazione circolare!
— Ingegnoso. Ma mi consenta di dissentire. L’informazione è un dovere civile. Poi la gente ne fa l’uso che crede. Se mi permette, il suo è egoismo puro.
— Non solo sei deficiente, ma anche altruista. Ottime qualità per rovinare la gente. Ascolta: quella che ti dico ora è una verità intuitiva, ma dato che è anche una verità statistica sarà ovvia anche per te che sei un contabile. Se ti guardi in giro e li conti ti accorgi subito che i più informati sono i più cretini.
— Io veramente, professore, ho letto tutto: da Platone a Borges.
— Appunto! Ci sei cascato. L’unico modo per diventare colti è scegliere un libro e leggere sempre quello. Tutta la vita. È anche più comodo. Dopo un po’ ti accorgi che basta tenerlo sotto il cuscino e far viaggiare il pensiero. Bella anche questa, eh? Perché vedi, nell’era della “trans-cultura”...
— Basta con la “trans-cultura”, la prego, si spieghi...
— Va bene, visto che non hai finezza di vocabolario sarò un po’ più grossolano, così capisci anche tu. È semplicissimo. Aveva ragione mio nonno quando diceva: “Il troppo stroppia”. Capisci, ora?
— Non esattamente.
— Ma certo, l’escrescenza, come te lo devo dire... il sorpasso: quando una cosa ha sorpassato il proprio “reale”!... Bellino questo: il sorpasso del proprio reale, che intuizione! Ecco, ci siamo già nell’era del “troppo stroppia”. E la cultura è quella che ha stroppiato di più. La cultura è una catastrofe, un incubo. È il terrore del bambino e dell’anziano. È l’ossessione del tempo libero dell’oncologo e del metalmeccanico. La cultura è un uragano dovunque. Ormai non la ferma più nessuno. Renato Zero ha avuto un calo pazzesco, Emanuele Severino sta andando fortissimo. E se tornasse Emanuele Kant farebbe l’esaurito in prevendita al Palazzo dello Sport, come Bruce Springsteen. È la fine, è la fine!...
— Ha ragione, professore, è la fine. Non se ne può più. Bisognerebbe smettere di fare qualsiasi cosa. È uno schifo. Ci vuole coerenza e rigore. Costi quello che costi, io domani non scrivo più.
— Allora abbocchi proprio come un luccio! Quello che mi intenerisce in certi giovani è la paura verginale dell’incoerenza. Basta saperlo che bisogna smettere di scrivere, poi uno continua. lo ho scritto dei volumi per dimostrare che era tempo di silenzio!


Ringraziamo “Re Nudo” per averci autorizzato a pubblicare il pezzo che riportiamo.

 


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