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Dettaglio pubblicazione

Categoria: Testi teatrali



Re Nudo - n.17 (pag.10) - 1998
http://www.renudo.it


Che bella gente

di Gaber/Luporini




Dal nuovo spettacolo di Giorgio Gaber

Che bella gente al tempo della liberazione
gente che torna a voler bene
volti provati dal dolore
ma solidali e sinceri
o anche avversari con dentro il cuore
tutta un’Italia da ricostruire.
Che bella gente con l’entusiasmo di chi rinasce
e insieme cresce con le miserie e le canzonette
coi nonni ladri di biciclette
e il pensionato e il mendicante.
Che bella gente.
Che bella gente che ha immortalato gli anni ‘60
gente che ride e balla e canta
le notti allegre a luna piena
e il frigorifero in cucina
e quel sorriso incerto e un po’ paterno
del leggendario Mike Bongiorno.
Che bella gente con le ragazze piene di ardore
con certe cosce e un sederino che fa impazzire
che dopo tutto del mendicante
non te ne importa quasi niente.
Che bella gente.
Che bella gente che ha rinnovato tutto il costume
con una gran rivoluzione
capelli lunghi nel maschietto
daI proletario al baronetto
e poi esplode la minigonna
che è anche l’inizio della nuova donna.
Che bella gente col proprio ego sempre più vivo
dal nuovo divo al milionario al grande artista
che vanno tutti da un analista
più interessato che interessante.
Che bella gente.
Che bella gente che ha inaugurato gli anni ‘70
con una sfida non violenta
fatta di fiori nei cannoni
e di buonissime intenzioni
gente che arriva al proprio orgasmo
tra un tiro d’erba e un po’ di femminismo.
Che bella gente col desiderio di cose nuove
che insieme vive il grande sogno con qualche eccesso
e c’era anche Frank Zappa al cesso
che sconvolgeva il benpensante.
Che bella gente.
Che bella gente che brulicava in ogni piazza
come fosse un’altra razza
con il coraggio di un progetto
per ribaltare proprio tutto
sia nel sociale sia nel sesso,
con Che Guevara e il fazzoletto rosso.
Che bella gente negli anni tragici del terrore
gente che muore e fa morire senza ragione
e nelle case tutto un paese
nella tensione più agghiacciante.
Che bella gente.
Che bella gente che pascolava negli anni ‘80
senza lasciare mai un’impronta
con l’ottimismo dell’italiano che ci ha portato
così lontano
un paradiso dove quasi tutti
avevan gli occhi dei ricchi.
Che bella gente che scopre l’arte del rubacchiare
col disinvolto trionfare di qualche genio
che al suo confronto il grande Arsenio
è diventato un dilettante.
Che bella gente
Che bella gente quella di ora coi suoi modelli
i gran tatuaggi e i vari anelli
un po’ abbruttiti fuori e dentro
con la pretesa di essere contro
a imitazione dei rocchettari
che sanno tutti che sono miliardari.
Che bella gente che ogni giorno c’ho di fronte
con quell’aspetto quasi innocuo e indifferente
con dei problemi così meschini
che ti potrebbero fregare
o per invidia o per vanità o per poche lire.
Che bella gente che ogni sera c’ho di fronte
ipnotizzato da uno schermo fluorescente
con quei giochini tra i più cretini
col conduttore così allegro e così commosso
che più è imbecille, più è schifoso, più ha successo.
Che bella gente che io incontro raramente
per caso, in qualche mostra, in un teatro o al ristorante
sono capaci di cose atroci
son così bravi a non scoprirsi e a lasciar tracce
ma è tutto scritto nei loro gesti e nelle loro facce.
Che bella gente che son costretto ad ascoltare
voglio dire: gli intoccabili maestri del potere
che mi raccontano con orgoglio
che grazie a loro l’Italia va sempre meglio
proprio loro così invischiati
con dentro un’anima repellente
e con in testa niente.
Che bella gente
Che bella gente
Che bella gente!
Che bella gente con le miserie del mondo intero
che sta vivendo il suo futuro
con le speranze e l’ideale
di un incantesimo virtuale
assaporando la poesia
di un nuovo mondo pieno di idiozia.
E se fuggite in una casa in cima a un monte
scegliete un posto che sia davvero disinfestante
che per errore potrebbe entrare
un po’ d’odore del presente.
Che bella gente
Che bella gente
Che bella gente...


Ringraziamo “Re Nudo” per averci autorizzato a pubblicare il pezzo che riportiamo.

 


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