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Dettaglio pubblicazione

Categoria: Volumi e testi estratti



SugarCo Edizioni - Rassegna dell'Istituto di Bioenergetica "W. Reich" - 1977


Pulsazione - Vol. 2

di Luigi De Marchi e Alberto Zucconi




Tra gli altri interventi: Gaber “La smorfia racconta come siamo” - (intervista di Luigi De Marchi)

Gaber: […] Insomma, per me e Luporini questo linguaggio del corpo è sempre stato un punto di partenza. Ma è stata ed è molto importante anche la ricerca delle cause di questa rigidità fisica, di questa contratta bruttezza, di questo cancro espressivo (e difatti una canzone di “Libertà obbligatoria” si intitola appunto "Il cancro”). Ne parlava anche Pasolini, quando diceva che certi giovani d’oggi, quando ti sorridono, non sai mai se stanno per salutarti o per darti una coltellata. Ebbene questo cancro dell’espressione è, per me, un’iniezione della produzione, che induce gesti omogenei o comunque non antagonistici alla produzione stessa, perché sono gesti già in partenza malati dalla logica della produzione. […] Di Marx, mi attrae questa possibilità di analizzare i vari passaggi (storici), di capire quanto sia peggiorata la condizione dell’uomo da quando ha perduto la chiara coscienza del suo corpo e dei suoi bisogni proprio per i nuovi modi di produzione. Certo, questa produzione ha anche attenuato il dolore e la sofferenza, ma in una condizione autentica la sofferenza e il dolore sono un fatto vitale e contribuiscono a dare a ogni gesto un significato e un senso preciso, che oggi è andato perduto, essendo ormai ogni gesto assuefatto e devoto e assimilato alla logica della produzione. Qui c’è, a mio parere, un passaggio piccolo ma importante da quello che è il discorso di Reich a quello che mi sembra essere, per esempio, il discorso della scuola di Francoforte. Così, mentre Reich parla di peste emozionale (con una formula e un concetto che mi piacciono moltissimo, se non altro per la loro incisività poetica), Adorno parla di massificazione, cioè di superamento del concetto di classe e della integrazione di ciascuno di noi nel sistema, per cui la nostra lotta diventa anche lotta contro noi stessi e si fa più difficile e contraddittoria.


(FUORI CATALOGO)

 


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