Sei in: Archivio » Bibliografia » Dettaglio pubblicazione

Dettaglio pubblicazione

Categoria: Libri-Monografie



Bastogi Editrice Italiana - Collana Musica/Gli Aironi - Febbraio 2003


Il teatro di Giorgio Gaber

di Francesco Cuccurullo




Da IL SIGNOR G a GABER 2000

Introduzione
"Gaber in due parole":

L’uomo Gaber. L’uomo dalle scelte ardite, con il vizio incurabile dalle posizioni impensabili e rischiose, ma che con l’asta dell’intelligenza in pugno riesce a cavarsela su qualsiasi asse d’equilibrio. Quando termina l’esercizio, dimostrando che ha ragione, vuol dire che è giunto il momento di portare in scena un altro spettacolo.
Gaber dalle quaranta sigarette al giorno, ma cinquanta è meglio.
Il Gaber politico. Un Gaber che in realtà non esiste e non è mai esistito. Anni fa ha bevuto qualche piccolo sorso alla fonte dell’ideologia, ma si è reso subito conto di come fosse inquinata. Solitario messaggero dell’isola di Utopia, non appena fiuta nell’aria l’odore acre della dottrina, volta il capo dall’altra parte. Incubo notturno della sinistra, corteggiato controvoglia dalla destra, ignorato da un centro ignorato, ha scelto l’inesistente partito dell’individualismo anarchico, definizione che spaventa i non addetti ai lavori; è un peccato che voglia dire soltanto essere uomo.
Il Gaber pessimista, perché essere ottimisti è troppo facile.
Il Gaber attore. Un attore che rifiuta le interviste è sicuramente un eretico, ma la sua scelta gli evita l’amarezza di essere frainteso: una simile attenzione significa massimo rispetto per il suo pubblico. Un attore che si produce da sé, in silenzio, puntando tutto sul raro dono della qualità, senza locandine affisse ai muri come un qualsiasi politico che elemosina un voto ai passanti. Un attore che sul palco si destreggia come pochi, evocando da trent’anni indelebili visioni apocalittiche o regalando momenti di tenera ilarità, soltanto con una sedia ed un microfono. Come e più di Grotowsky.
Gaber che da sempre si racconta e ci racconta: tutto questo è semplicemente Giorgio Gaber.


Il finale del saggio:

Gaber è un simbolo di quei lontani giorni di ideologia e di pensiero in cui, tra mille ragioni ed errori, si lottava per costruire un mondo migliore. I ricordi di quell’epoca sono custoditi dai reduci, che oggi hanno la loro pensione di guerra e raccontano ai plastificati nipotini di Seattle le loro battaglie ideologiche. Da artista, ha rifiutato i palcoscenici dorati per costruire, con fatica e sacrificio, una carriera libera e indipendente; da uomo, ha indagato nei punti più scomodi e oscuri per trovare un capo nel bandolo della matassa intricata della vita. I suoi sono i segnali di un solitario naufrago sulla zattera del buon senso, appena percepibili, sempre più lontani, anche attraverso un microfono. Il nostro compito è identificarli tra le quotidiane piogge di banalità, per trovare il coraggio intellettuale e morale di liberarsi dalle opinioni comuni. Godetevi lo spettacolo di Gaber, ma appena usciti dal teatro, non dimenticate il motivo per il quale ci siete entrati: cominciate a pensare. Non permettete che altri lo facciano per voi.

Indice

Gaber in due parole
Dalle balere al Piccolo Teatro: 1958-1972
L'esordio e il successo: 1972-1975
La "trilogia del condizionamento": 1976-1980
Gaber scopre Gaber: 1981-1993
La "trilogia del dollaro": 1994-2000

Cronologia degli spettacoli
Discografia
45 giri
33 giri e/o CD


Un particolare ringraziamento all'autore del libro per averci fornito in anteprima il materiale riportato in questa pagina.

 


« Torna alla pagina precedente
Segui il sito su: Facebook