Categoria: Articoli 2000



La Repubblica - - 08/04/2001


Gaber torna da Adriano nella nuova via Gluck

di Alessandra Rota


 

MILANO - È una notte d’umidità quella che avvolge l’hangar. Dentro però l'atmosfera è bollente. Celentano canta, poi parla, si gira, gli orchestrali si alzano, tornano al loro posto. Rumori, lampi di luce, le note che sbattono negli angoli della vecchia Milano ricostruita. Sono da poco passate le 22, ma le prove qui non finiscono mai. C’è aria di attesa nonostante la febbre del giovedì sera, il conto alla rovescia fa stringere lo stomaco: venti giorni al debutto, ancora senza un titolo definitivo per questo programma a diciotto karati (quattro puntate da una ventina di miliardi perlomeno) perché sì, sui contratti c’è scritto “Francamente me ne infischio II”, ma la ricerca non è ancora finita.
Celentano aspetta Giorgio Gaber, ecco la ragione dell’elettricità che riempie l’aria degli stanzoni, che s’infila in questi studi televisivi della periferia milanese. Celentano aspetta Giorgio Gaber e Giorgio Gaber finalmente arriva. I capelli imbiancati, il sorriso di sempre. L’orchestra si alza in piedi, applaude, qualcuno ha i lucciconi per l’abbraccio tra i due, che insieme fanno centoventicinque anni di storia della musica. "Ti trovo bene, anche se hai un anno più di me" scherza Gaber. Si erano già incontrati un po’ di tempo fa, nella casa del Capo del Clan, tra i ricordi di quando Gaber aveva 17 anni e faceva il chitarrista del Molleggiato e i progetti per una trasmissione nuova, tutta da costruire insieme. "Che ne dici della scenografia?" chiede Celentano, "È un po’ modesta" commenta, ironico, l’ospite "assomiglia a quella del Gladiatore". Il dialogo tra i due amici continua a raffica. Celentano: "Ma tu la canteresti Ciao, ti dirò?", Gaber: "Sì, devo ripassare le parole", Celentano: "Ma quale versione facciamo, la mia o la tua?". E la magia, lentamente, prende corpo, dagli accordi, dalle voci. Dagli sguardi di questi due signori del palcoscenico. È un crescendo, una liturgia che man mano perde la sua ufficialità per schizzare in pista. Nel nome del rock si trasformano, perdono gli anni, riacquistano i toni della gioventù. Diventano due teen ager che giocano con gli strumenti e con la loro abilità. Claudia Mori, passando, gli mette in testa due cappelli da carabinieri; cambia idea e gli infila la “coppola”. Si ride. Quando la smettono di cantare il fiato è sospeso. Tutto è durato una mezz’ora, trenta minuti da antologia. "Facciamo così" dice Celentano "tu arrivi, io non dico nulla, la gente ti riconosce e ti applaude". Gaber sorride mentre risponde "Dopo 30 anni di assenza dal video nemmeno mi riconosceranno, mi dovrò portare la claque". Celiano, da professionisti, sulla loro capacità di prendere le note acute e quelle basse; sul passato: "Una volta le prove non le facevi" ricorda Gaber e aggiunge "Chissà, se fossimo rimasti insieme"; "No, siamo due protagonisti e sarebbe stato un disastro".
La scaletta è piena di roba e quando Gaber se ne va (è l’una) c’è da mettere a punto le entrate (non delle ballerine visto che, per averle in trasmissione, bisognerebbe passare sul corpo degli autori), le passeggiate di Celentano lungo la “Via Gluck”, cento metri polverosi che si perdono in un orizzonte che non è di cartapesta e che consentiranno al cantautore inquadrature alla Sergio Leone. Con lui su quella strada passeggeranno gli aspiranti "cadaveri" Giuliano Ferrara e Gad Lerner, prima di finire morti, per i cibi transgenici l’uno, sulla sedia elettrica, l’altro. Sono loro i protagonisti di due dei tre filmchock che fanno parte della sezione verità, firmata dal giallista Carlo Lucarelli, quest’anno ribattezzata “Le indagini dell’ispettore Gluck”, documentari fiction su argomenti scottanti di attualità. Il terzo filmato, il più celentaniano dei tre a detta di chi l’ha visto è sulla distruzione della natura per mano dell’uomo. Andranno in onda nella parte finale dello show, per scuotere il telespettatore da un’eventuale torpore e precederanno il morettiano dibattito che a “Francamente 2001” si chiamerà “L’Approfondimento”.
Ormai è molto tardi negli stabilimenti “Icet”, il tempo non basta mai, ma si deve ancora rileggere la lista degli ospiti: Antonio Albanese ha promesso che ci sarà , così come Ivano Fossati. Asia Argento assumerà il ruolo che fu di Francesca Neri. E le ragazze con la valigia? Ancora i nomi fanno parte delle leggende metropolitane: Juliette Binoche, Sophie Marceau, Penelope Cruz... Poco distante dal capannone, in una palazzina che faceva parte del complesso industriale, ristrutturata, c’è la “residenza” di Celentano. Non si vedono però piscine hollywoodiane.