Categoria: Gaber in TV



L'Unità - e VARIE TESTATE - 1963


CANZONIERE MINIMO (ottobre-dicembre 1963) - (seconda parte)

di AUTORI VARI

Antologia di canzoni popolari e di curiosità musicali raccolte da Umberto Simonetta con Giorgio Gaber - complesso diretto da Vittorio Paltrinieri - coreografie di Rosanna Sofia Moretti - regia di Romolo Siena
 

Settimana Radio TV 23-11-1963
TV Secondo ore 22,10
Canzoniere minimo
Antologia di canzoni popolari

Giorgio Gaber sta accattivandosi ormai le simpatie di un vastissimo pubblico di telespettatori che il sabato sera lo attende con interesse al solito appuntamento.
Nell’odierna puntata di “Canzoniere minimo” ci sarà come ospite d’onore Giulietta Simionato, un soprano di grandissimo valore, celebre in tutto il mondo. Si esibirà nel genere “leggero” cantando alcuni motivi sardi e la magnifica “La mamma no vôl”. Per stare in tema (ormai le mamme sono diventate di moda come i figli illegittimi delle donne celebri), l’altro ospite d’onore, Luigi Tenco, canta: “Mamma mia, dammi cento lire”, un piacevole motivo popolare d’obbligo nelle ninnenanne delle nostre nonne.
Luigi Tenco è autore, fra l’altro, di alcune canzoni di successo, quali: “Mi sono innamorato di te”, “Angela” e “Quando” (lanciata da Peppino di Capri) e “Se tu fossi una brava ragazza” e “Io sì”. Queste ultime due sono considerate “audaci”, censurabili cioè.
Il duetto Gaber-Monti canterà “La vien giù dalla montagna”. La cantautrice Margot presenta: “Oltre il ponte”.
Gaber fissa la sua attenzione su “Il girasole rosso”, mentre Luciano Rondinella canta “Luna nova” di Di Giacomo.
Si chiude il sipario con un pensiero rivolto alle cose dell’anima. “Preghiera a Sant’Antonio”: cantano in coro Gaber, la Monti, la Margot e Rondinella.
(fi.ri.)

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Radiocorriere TV 23-11-1963
Questa sera a “Canzoniere minimo”
Ospite d’onore Giulietta Simionato
secondo: ore 22,10

Le canzoni che vengono presentate quest’oggi non sono legate fra di loro da nessun filo conduttore. Nessun ambiente, perciò, caratterizza il numero odierno di “Canzoniere minimo”, niente cortili popolari dove le donne si affacciano alle finestre e cantano, niente “trani” con gli avventori in maniche di camicia e l’oste che va su e giù con litri di rosso Barbera, e niente balere dove si balla, la domenica, dalle prime ore del pomeriggio fino a sera tardi. Gli autori del programma per poter includere molti motivi eterogenei che non avrebbero trovato posto altrimenti, hanno dato vita a una piccola antologia nella quale si avvicendano le canzoni più diverse, tutte, naturalmente, di carattere popolare. Apre la trasmissione “La vien giù dalle montagne”: si tratta di un vecchio canto della Val di Sole interpretato dalla Monti e da Giorgio Gaber.
Proseguendo la sua tradizione di presentare cantanti sconosciuti e alle prime armi (bisogna ricordare che son stati già presentati l’emiliano Sarti, il genovese Lauzi e il friulano Biancuzzi), “Canzoniere minimo” ha voluto far ascoltare oggi Augusto Jannito. È una scoperta di Maria Monti che, per una volta, si è improvvisata “talent-scout”. Udì Jannito in un locale frequentato da giovani con ambizioni artistiche, e lo notò subito per il calore e la grazia che metteva nelle sue canzoni. I telespettatori potranno rendersene conto ascoltando “L’ammore è bbello a fa’”, un canto molisano in dialetto montaganese, cioè del paese Montagano, vicino a Campobasso.
E, accanto a un esordiente, un nome celeberrimo: Giulietta Simionato, che ha abbandonato per un attimo le arie solenni e togate dell’Opera per presentarci due canzoni, una in veneto e l’altra in sardo.
Alla Margot, come al solito, vengono riservati i motivi un po’ malinconici e irrimediabilmente seri, come questo “Oltre il ponte” che si ispira alla lotta partigiana ed è stato composto da Italo Calvino: “Avevamo vent’anni – dice il ritornello – e oltre il ponte - oltre il ponte ch’è in mano nemica - vedevam l’altra riva, la vita - tutto il bene del mondo oltre il ponte - ...A vent’anni la vita è oltre il ponte - oltre il fuoco incomincia l’amor”.
Lucio Flauto interpreterà un monologo “La favola”, Maria Monti canterà “Maremma”, e Otello Profazio, che già gli affezionati di questa trasmissione hanno avuto modo di ascoltare altre volte, presenterà “La vita pastorale”, un motivo calabrese che racconta, in chiave umoristica, quanto è sciocca la vita del pastore.
Altri motivi in programma sono “Nella mia valle” cantato da Luigi Tenco, “Luna nova” da Luciano Rondinella, “La preghiera di Sant’Antonio” dal coro e “Il girasole” da Giorgio Gaber, una tra le più delicate e poetiche composizioni di questo canzoniere.
(c.n.)

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Radiocorriere TV 30-11-1963
Il mare a “Canzoniere minimo”
secondo: ore 22,10

Le canzoni che figurano oggi nel “Canzoniere minimo” sono ispirate all’acqua. Sissignori, all’acqua. Gli autori della trasmissione avevano pensato inizialmente di dedicare l’intera puntata ai motivi popolari che parlano del mare. Poi si sono accorti che col mare, gli italiani, hanno poca dimestichezza mentre ne hanno molta coi fiumi delle loro città, col Tevere, coll’Arno, coi Navigli milanesi, col Po. E per non fare distinzioni, hanno dedicato questo numero del “Canzoniere” all’acqua: mare, fiumi, laghi.
La prima canzone in programma parla delle disavventure di un inesperto nuotatore: si intitola “Vergogna, non sa nuotare” ed è cantata dal duetto Monti-Gaber.
In tema di mare, ecco una vecchia e graziosa canzone, nata tantissimi anni fa, quando i turchi sbarcavano sulle nostre coste e vi compivano veloci e terribili razzie. Il motivo difatti è “Li turchi so’ sbarcati a la marina” ed è interpretato dal cantautore Cristiano Metz, figlio del noto scrittore Vittorio. Quindi Paolo Poli, fedele ai motivi popolari della sua terra, la Toscana, ci presenta, mimandole, due filastrocche.
Al ritmo allegro e vivace di Poli ne segue uno serio e grave: “Polesine”, presentato dalla Margot, nel quale la ripetizione monotona e insistente delle stesse parole riesce a rendere lo squallore di tutta un’esistenza trascorsa laggiù, oppressa da un paesaggio che è fatto di “terra e acqua, acqua e terra”, sia “da putini che da grandi”.
Non sempre il rispetto per la tematica scelta è stato rispettato. Milly interpreta una canzone che non ha niente a che vedere, nemmeno da lontano, col mare o coll’acqua. Si tratta di “Ran-Ran” ed è in dialetto lombardo. Essa dice che non bisogna mai credere ciecamente alle cose, ma essere un po’ sospettosi.
Segue un altro motivo eseguito dalla Milly “La ballata del Cerutti”, quindi Gaber, riallacciandosi a questa canzone presenta “La mamma del Gino”. Paolo Ferrari darà vita a un divertente monologo “Il bagnino”, poi Fausto Ciliano, accompagnato dalla chitarra, ci farà ascoltare “Michelemammà” giustamente famosa, i cui versi la tradizione attribuisce a Salvator Rosa.
Chiude la trasmissione un motivetto presentato da Maria Monti “Il tuo fazzolettino”, e un balletto sardo.
(c.n.)

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Settimana Radio TV 30-11-1963
TV Secondo ore 22,10
Canzoniere minimo
Trasmissione musicale con Giorgio Gaber

La puntata odierna di “Canzoniere minimo” inizia con una canzone molto bella che ha varcato i confini nazionali, imponendosi anche all’estero. Specialmente in Germania.
Si tratta di “Porta Romana”, composta da Giorgio Gaber e, naturalmente, cantata dallo stesso per i telespettatori.
Segue in ordine cronologico “Vergogna, non sa nuotare!” interpretata dalla Monti e da Gaber.
Uno degli ospiti d’onore, Cristiano Metz, cantautore esibitosi recentemente ne’ “Il signore di mezza età” con “Se io morissi”, canterà per Canzoniere “A tocchi, a tocchi”. Cristiano Metz è figlio del celebre Vittorio, autore di numerose trasmissioni televisive.
L’attore, cantante, presentatore Paolo Poli, usato come “salsa” in tutti i programmi televisivi, interpreta “La canzone del pescatore” e “La lavandaia”. La diafana Margot canta un suo motivo: “Polesine”.
Altra ospite d’onore di Canzoniere è Milly, che attualmente sta facendo furore in un teatro milanese. La bella Milly canta per i telespettatori “Ron-ron” — un motivo che non ha niente a che fare con certe vignette riguardanti un noto personaggio politico, apparse su un settimanale — e “La ballata del Cerutti”, una delle più fortunate canzoni di Gaber.
Gaber replica con “La mamma del Gino” che è una canzone collegata e successiva a “La ballata”.
Fausto Cigliano, il terzo ospite, canta “Michelemammà”. Altra canzone popolare di successo: “Il tuo fazzolettino”, nell’interpretazione della brava Maria Monti.
Il solito coro si esibisce in “C’erano tre sorelle”. Conclude Gaber con la canzone-sigla della trasmissione: “Le nostre serate”.
(fi.ri.)

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l’Unità 1-12-1963
Controcanale
Un “caso” interessante

Speso la gente, sol perché curiamo una rubrica di critica televisiva, ci crede partecipi dei “segreti” del video. E ci chiede conto delle scelte e delle decisioni dei programmisti. Così, ad esempio, ogni volta che ci accade di assistere a “Canzoniere minimo” insieme con un amico, ecco che regolarmente ci piomba tra capo e collo la domanda: “Ma dì, tu che occupi di TV, come mai questa trasmissione la tengono tanto in sordina?”. E a noi non rimane che esprimere il nostro solito apprezzamento, generico ma deciso, sui cervelli che reggono le sorti del nostro Ente radiotelevisivo. Perché, non c’è proprio altra spiegazione: non è che “Canzoniere minimo” sia tenuto in disparte malgrado sia una trasmissione costruita con buon gusto, misura, intelligenza; al contrario essa viene tenuta in disparte proprio a causa di questo. La nostra TV, infatti, ama, negli spettacoli cosiddetti leggeri, le sbavature.
Se così non fosse, “Canzoniere minimo” sarebbe stato scelto, fin dall’inizio, come trasmissione d’apertura della serata del sabato o della domenica. Basterebbero due “pezzi” come quelli inclusi nella puntata di ieri sera, della “Ballata del Cerutti” cantata da Milly e dagli altri e delle “Tre sorelle”, interpretata con divertente ironia da quasi tutto il cast di Canzoniere, per qualificare una rubrica. Ma, in realtà, questi “pezzi” non erano che due tra i tanti: pensiamo alla drammatica canzone “Polesine”, cantata con vigorosa partecipazione da Margot; alla bellissima canzone romana cantata con dolcezza da Cristiano Metz; alla “Mamma del Gino”, spiritosa continuazione del famoso motivo di Gaber e Simonetta; alla canzone di Salvator Rosa, forse un po’ troppo modernizzata nell’arrangiamento, ma tuttavia densa di umori; alle canzonette regionali di Paolo Poli o di Maria Monti. E, soprattutto, pensiamo alla tagliente canzone milanese stupendamente interpretata da Milly: un motivo che fu premiato al primo concorso della canzone milanese nel 1891 (notizia che, sappiamo, esisteva nel copione originario e, chissà perché, è stata accuratamente tagliata dai soliti “sorveglianti”).
Comunque, il Canzoniere s’è fatto apprezzare per quel che vale, malgrado l’atteggiamento ostile dei dirigenti TV: e, sebbene non abbiamo speranza che in via del Babuino sappiano trarre da questo la dovuta esperienza, a noi sembra che il “caso” sia interessante proprio come indice della maturità del pubblico.

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Radiocorriere TV 3-12-1963
“Canzoniere minimo” tra le bancarelle
I mercati delle pulci
secondo: ore 22,10

“Canzoniere minimo” si è fermato quest’oggi in uno di quei mercati che hanno di tutto: roba usata e nuova, pantaloni, giacche a vento, vecchi fonografi, dischi di Caruso e di Celentano, macchinette accendisigari e bottoni scompagnati. Mercati come ce ne sono a Roma (a Porta Portese), a Napoli, a Senigallia e che in Francia si chiamano “Marché aux puces”, mercati delle pulci.
Tra queste bancarelle verranno oggi presentate le canzoni in programma: le quali trattano di tutto e sono diversissime le une dalle altre, appunto come gli oggetti che si trovano nei mercati.
Ecco infatti “‘E spingule frangese”, una canzone napoletana che ben si intona all’ambiente e che ha avuto in passato un enorme successo. “‘E spingule” sono le spille da balia che i venditori vanno mostrando in giro insieme a tante altre cianfrusaglie. La canzone verrà interpretata da un gruppo di autentici posteggiatori napoletani tra cui i fratelli Raffaele e Giulio Vezza che del gruppo possono considerarsi i capi.
Tra i vari motivi in dialetto finora ascoltati nel “Canzoniere”, ne mancava qualcuno in triestino. Jole Silvani ha colmato la lacuna con “La vendrigola”: si tratta di una composizione che risale al carnevale del 1914 e descrive una venditrice di piazza che viene insistentemente corteggiata da un giovanotto. Alla Jole Silvani s’è voluto unire Gaber – triestino da parte di padre – con un grazioso motivetto della sua terra di origine: “La bora”.
Altre canzoni che ascolteremo quest’oggi sono: “La canzonaccia”, interpretata da Maria Monti, “Il pane” dalla Margot, “Il macchinista” da Ferri, un giovane diciottenne che esordisce col Canzoniere, “Bell’uselin del bosch”, un canto popolare lombardo del ‘400 interpretato da Gaber e dalla Monti. Inoltre verrà presentata una divertente canzoncina, “O frigiderio”, nella quale si rimprovera un avaro che non vuol comperarsi il frigorifero, e insiste nel tenere le bottiglie delle bibite nel lavandino.
Tra gli ospiti d’onore di questa puntata segnaliamo il monologo di Giancarlo Cobelli, scritto da Giancarlo Fusco, che rievoca un avvenimento della prima guerra mondiale, e due canzoni eseguite da Thomas Milian. L’attore cubano, infatti, lasciando per un momento il “set”, ha voluto esibirsi in “Porta Romana” e, assieme a Gaber, ne “La rosa bianca”. I telespettatori che hanno visto Milian al cinema ne “I delfini”, “Un giorno da leoni” e “L’attico”, potranno vederlo oggi nelle vesti di cantante: e chissà che non si riveli bravo quanto lo è stato finora sullo schermo.
(c.n.)

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Settimana Radio TV 3-12-1963
TV Secondo ore 22,10
Canzoniere minimo
Varietà musicale con Giorgio Gaber - Ospiti d’onore: Tomas Milian e Silverio Pisu

Inizia l’odierna puntata, che è la penultima, con “La bora”, un motivo di Negri.
Segue “La canzonaccia” nell’interpretazione di Maria Monti e “O’ frigiderio”, cantato da Lauzi.
Sono ospiti d’onore di “Canzoniere minimo” il noto attore Tomas Milian, interpreta, fra l’altro, del film “L’Attico” e l’attore e cantautore Silverio Pisu, figlio del regista Mario e nipote del celebre Raffaele.
Tomas Milian esordisce in veste di cantante proprio questa sera con “Porta Romana” e con “La rosa bianca”.
Quest’ultima canzone è di Endrigo ed è stata lanciata in un film interpretato da Milian. L’attore la canterà in duetto con Giorgio Gaber.
Altri ospiti di Canzoniere: “I posteggiatori napoletani” che si esibiranno nel celebre motivo “E’ spingule francese”. Gaber replica con “Il borsellino e la valigia”. Maria Monti canta “El uselin del bosc”.
Silverio Pisu polarizzerà l’attenzione dei telespettatori con una sua canzone molto bella: “Il venditore di ventagli”.
Solita atmosfera milanese, con le balere di periferia che hanno un loro fascino.
(fi.ri.)

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l’Unità 4-12-1963
Controcanale
Il bruscolo nell’occhio

(...) Purtroppo, avevamo appena finito di compiacerci per questo programma sul Kenia, che la TV ha subito provveduto a darci una ennesima prova della sua grettezza mentale. Abbiamo scoperto, infatti, che “Canzoniere minimo”, invece d’essere spostata, come noi stessi insieme con altri abbiamo auspicato, ad un orario di maggior ascolto, è stata addirittura relegata al secondo posto nella serata del martedì. Evidentemente, questa rubrica, intelligente, misurata, piacevole, diretta a sottolineare anche i valori culturali della canzone popolare, è come un bruscolo in un occhio dei dirigenti di via del Babuino. Non contenti di essere intervenuti con pesanti tagli e distorsioni (anche ieri sera, la famosa canzone “O macchinista ferma il diretto, chè al distretto non voglio andar”, è stata addirittura capovolta per dimostrare l’entusiasmo dei coscritti), essi dimostrano che il loro desiderio più vivo sarebbe quello di giungere subito all’ultima puntata: per intanto, cercano di cacciare il Canzoniere nell’angolo più nascosto possibile. Il che, tuttavia, non crediamo possa impedire ai telespettatori di apprezzare la rubrica, oltreché di formarsi un sempre più preciso giudizio su coloro che compilano i programmi televisivi.
(g.c.)

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l’Unità 11-12-1963
Controcanale
“Canzoniere” a tema libero

“Canzoniere minimo” a tema libero, quello di ieri sera; ma non per questo slegato; anzi, ci è parso che questa puntata abbia alzato notevolmente il tono di quelle immediatamente precedenti, anche senza scenette (o forse per questo) e senza macchiette come quelle di Paolo Poli. In pratica, lo spettacolo si è risolto in una galleria di canzoni; e proprio ciò che avrebbe potuto, in altri casi, rappresentare un difetto, qui è stata una virtù.
Conosciamo tutti i taglia che anche dopo il montaggio “Canzoniere minimo” ha subito: di qui una inevitabile sensazione di vuoto che a tratti si avvertiva fra un numero e l’altro. Ridotto all’osso, lo spettacolo, quando aveva una pecca rischiava di metterla ancor più spietatamente a nudo di quanto sarebbe avvenuto in qualsiasi altro show.
Ma per la verità ieri di pecche non ce ne sono state, se si esclude il numero della Simionato con le sue canzoni sarde e venete, piuttosto fuori dallo spirito fresco e cameratesco di Canzoniere.
Felicissima la scelta delle canzoni di Maria Monti, colorite ancora una volta dalla sua personalità ricca di humor e di intelligenza espressiva, mentre Margot, abbandonando i temi a lei più consueti, ha presentato una notissima ballata di Calvino e Liberovici, “Oltre il ponte”, un meritatissimo successo e soprattutto un esempio di quella che potrebbe essere la canzone, sottratta allo sterile conformismo di Galleria del Corso e dei festival sanremesi.
E, finalmente, ieri si è visto Luigi Tenco, (anzi lo si è soprattutto ascoltato, dato che il suo volto è stato quasi sempre in ombra), che ha dato a sua volta un esempio di canzone popolare in senso moderno, con una sua versione della celebre aria popolare italiana citata da Ciaikovski nel “Capriccio italiano” e che fa inoltre parte della sigla di canzoniere.
Infine, il coro ci è parso ancora una volta fra le trovate più azzeccate di questa trasmissione, capace di stabilire un franco e immediato contatto fra i cantanti e lo spettatore.
(vice)

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Settimana Radio TV 16-12-1963
TV Secondo ore 22,10
Canzoniere minimo
Programma musicale con Giorgio Gaber

“Canzoniere minimo” è giunto questa sera alla sua ultima puntata. Il bilancio è senza dubbio positivo. Si è trattato di una serie di trasmissioni dedicate alle canzoni più popolari di tutta Italia, cantate spesso su uno sfondo di periferia milanese malinconica ma non priva di fascino.
Anche questa Milano, immersa nel ritmo incalzante della produzione, “munta” dal mostro fiscale, ha avuto un po’ di notorietà televisiva.
Ecco l’elenco delle principali canzoni che saranno cantate nel corso della trasmissione: “Panico davanti al video”, nell’interpretazione della graziosa Laura Tavanti, la valletta di Giorgio Gaber; “Tre giorni son che Nina” (Maria Monti); “O’ destino” (Luciano Rondinella); “Caro mio ben” (Maria Monti); “Corde spezzate” (Giorgio Gaber); “Canzone della valigia” (Margot); “Il poeta” (Bruno Lauzi); “La città non lo sa” (Gaber); “Il mio amore furtivo” (Silverio Pisu).
Sono ospiti d’onore: Sandro Tuminelli che canterà una canzone popolare sarda “Orfaneddu pecurari”; Marisa Mantovani (“Mamma mia, sono stufa”); Franca Tamantini, ex-soubrette, interpreta “La conocchia”; l’attore Gianni Santuccio (altro ospite d’onore) reciterà con la bravura che lo contraddistingue “Diario di un marito che russa”.
(fi.ri.)

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Radiocorriere TV 16-12-1963
Chiude i battenti “Canzoniere minimo”
Serata d’addio
secondo: ore 22,10

“Canzoniere minimo” chiude i battenti. E come tutte le trasmissioni che finiscono avrà un’aria un po’ nostalgica e un po’ d’addio.
L’ambiente? Stavolta nessuno. Le scene si stanno smontando, rimane lo studio nudo e disadorno, quello che gli spettatori non vedono mai, con i cavi per terra, le telecamere che scivolano silenziose, le giraffe che si allungano veloci per captare le voci, l’assistente che fa gesti agli attori perché comincino: questo solo sarà l’ambiente di oggi.
In questo clima poco ufficiale, niente di strano che apra il programma una presentatrice. No, non per annunciare una canzone, ma per cantarne una lei stessa. Una canzone autobiografica, vera, che si intitola “Panico di fronte al video”. Essa compendia tutte le recenti esperienze della Tavanti che ne sarà, naturalmente, l’interprete.
Anche Maria Monti ha voluto, in quest’ultima puntata, fare qualcosa di diverso, di nuovo, di originale. Via dunque tutti quei motivi moderni, attuali, disincantati. “Oggi – ha detto la Monti – voglio essere una cantante classica, tradizionale, niente affatto ironica”. Si presenta infatti con tre vecchie e notissime arie su musiche di Pergolesi, di Molfetti e di Giordano.
Uno dei meriti del Canzoniere è stato quello di far conoscere al pubblico parolieri sconosciuti o inconsueti in tale veste, come Fortini, come Calvino, come Fusco, come Sandro Penna; o, per quanto riguarda le canzoni napoletane, autori come Salvator Rosa, Salvatore Di Giacomo, Gabriele D’Annunzio. Oggi, tocca a Giuseppe Marotta il quale, si sa, teneva soprattutto alle sue composizioni, più che ai libri, più che ai film, più che agli spiritosi articoli sui settimanali. Di lui Canzoniere presenta “‘O destino” cantata da Luciano Rondinella. Seguirà quindi di Gaber “Corda spezzata”. “Suono di corda spezzata – dice l’ultima strofa – ovunque io ti ritrovo - suono di riso spezzato - ovunque lo porto con me”.
Altre canzoni in programma sono: “Mamma mia, mi son stufa”, un canto delle filandiere brianzole, presentato da Sandra Mantovani; “Goganga”, un motivetto umoristico interpretato da Gaber-Monti; “O cara mamma dammi un bacio”, presentata da Ernesto Ferri. Inoltre vi sarà un simpatico monologo di Gianni Santuccio, “Il diario”.
Con “Le nostre serate” si conclude quest’ultimo numero del Canzoniere che ci ha riportati alla vena più fresca e genuina della canzone popolare italiana.
(c.n.)

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Umberto Simonetta
Dal libro “Il signor Gaber” di Michele L. Straniero (pagina 76-77)
Gammalibri 1979

(...) Le nostre serate ci fece rompere praticamente con la televisione, perché veniva come sigla finale di una trasmissione che si chiamava "Canzoniere minimo", che era una trasmissione che io avevo scritto e che raccoglieva un certo numero di canzoni popolari...
Allora non si usava ancora molto, era stata la prima volta che "Le otto ore" o "Addio Lugano bella"... "Canzoniere minimo nasce dalla mia passione per le canzoni popolari. Io da ragazzo avevo una grossa passione per queste canzoni e arrivavo a cantare in coro da solo, come il Riccardo... E trovando Gaber, ho proposto alla televisione ma mitologia di canzoni popolati di cui Gaber potesse essere il presenta tore e in parte anche l’esecutore: poi avevamo altri nomi come la Maria Monti, la Margot, abbiamo avuto Profazio, abbiamo lanciato Lauzi, ci sono state delle scoperte, abbiamo lanciato Poli, che faceva "Addio Lugano bella", un professore, un intellettuale poco credibile ma efficace. E quella trasmissione veniva molto lodata da Cesareo sull’Unità: allora non era proprio un salvacondotto quello di una critica favorevole dell'Unità: anzi il risultato immediato fu che la trasmissione veniva spostata di giorno e di ora, quindi è andata su una sera di lunedì alle dieci, un venerdì allenove, era un settimanale che cambiava sempre orario e giorno. Fu un grosso successo, nonostante questo, sul quale poi si buttarono tutti, tutti fecero le canzoni popolari... Io scrivevo poche parole di presentazione: praticamente dicevo come nasceva la canzone, quali erano le origini, una breve storiografia della canzone, in sostanza; mai però si scendeva a critiche, mai si faceva la critica, perché mi pareva che... Era un programma leggero, per l’epoca assolutamente rivoluzionario, come contenuti... Come forma tendeva a essere abbastanza... sì, godibile. (...)

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Riferimenti a "Canzoniere minimo" in "Le canzoni della cattiva coscienza" - ed. Bompiani - Milano - 1964
C.f.r. sezione "Bibliografia" / categoria "Libri" di questo sito
Link al libro
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FINE


Raccolta di articoli/recensione per uno studio su CANZONIERE MINIMO - SECONDO CANALE (RAI) ott/dic 1963 (articoli-recensioni dalle testate: l’Unità, Radiocorriere TV e Settimana Radio TV in ordine cronologico e un intervento di Umberto Simonetta - autore del programma, tratto dal libro “Il signor Gaber” di Michele L. Straniero (Gammalibri 1979)