Categoria: Testi teatrali



Re Nudo - n.12 (pag.14) - Settembre 1997
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Io se fossi Dio

di Gaber/Luporini




Gaber e Luporini hanno riscritto, attualizzandolo, il testo di uno dei più trascinanti monologhi del loro repertorio teatrale. Il nuovo testo comparirà nello spettacolo di Gaber in tournée dal prossimo ottobre.


Io se fossi Dio
e io potrei anche esserlo
se no non vedo chi...
io se fossi dio non mi farei fregare dai modi furbetti della gente
non sarei mica un dilettante
sarei sempre presente
sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare, appunto
cosa fa la gente.

Per esempio il cosiddetto uomo comune
com'è noioso
non commette mai peccati grossi
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di un computer
lui pensa che gli errori piccolini, quelli meno evidenti
non li veda o non li conti.

Io se fossi Dio
non sarei mica stato a risparmiare
avrei fatto un uomo migliore.
Sì, va be', lo ammetto
non mi è venuto tanto bene
ed è per questo, per predicare il giusto
che io ogni tanto mando giù qualcuno
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino.

Io se fossi Dio
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e specialmente sull'amore
mi sari spiegato un po' meglio.
Infatti oggi per i delfini e i panda
per l'Albania, gli extracomunitari, e anche in Ruanda
un uomo ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna
che vien da dire:
ma poi coi suoi concittadini come fa a essere cosi carogna...

Io se fossi Dio
farei quello che voglio
non sarei certo permissivo
bastonerei mio figlio
sarei severo e giusto
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto
e se potessi tutta la vecchia Europa
e anche i cinesi e i russi
bastonerei gli efficientisti
come gli esoteristi
e prenderei a schiaffi
i volterriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti
perché Dio è violento
e gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti.

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Finora abbiamo scherzato
ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio
tira fuori tutto quello che gli sembra giusto.

Io se fossi Dio
maledirei per primi i giornalisti e specialmente tutti
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Signori giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete
avete ancora la libertà di pensare, ma quello non lo fate
e in cambio pretendete
la libertà di scrivere
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti
di gente disperata, di stragi agghiaccianti
e in questo mondo pieno di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicissiani, astuti
e si direbbe proprio compiaciuti
a rovistare a piene mani
nella melma più lurida e schifosa
che è diventata ormai la vostra casa.
Si. va be', lo ammetto
la scomparsa totale della stampa
fa una certa impressione
ma io se fossi Dio di fronte a tanta deficienza
non avrei certo alcun rispetto per il patetico diritto
all'informazione.

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio preferirei essere truffato
e derubato, e poi deriso
e poi sodomizzato
preferirei la più tragica disgrazia
piuttosto che cadere nelle mani
della giustizia.
Signori magistrati
un tempo cosi schivi e riservati
ed ora con la smania di esser popolari
come cantanti
come calciatori.
Vi vedo cosi audaci che siete anche capaci
di mettere persino la mamma in galera
per la vostra carriera.

E tolta qualche rara eccezione
di qualcuno più discreto e ignoto
che non si è visto mai in televisione
io se fossi Dio direi
che non siete neppure come si credeva
toghe bianche, toghe rosse o toghe nere
è solo un alternarsi di arroganza
è l'ennesima escrescenza del potere.

Io se fossi Dio
io vi direi: non vi ammalate
restate sempre in buona salute.
Non tanto perché io
sia davvero pietoso, e buono, e pio
quanto perché dall'assistenza sociale
vi guardi Iddio.
Probabilmente i vostri assessori
o gli amministratori, o come li chiamate
non hanno mai avuto un'appendicite
nemmeno le emorroidi o altri mali
perché non sanno mica cosa succede
dentro gli ospedali.

Io se fossi Dio io direi
come si fa a non essere incazzati
che in ospedale si fa morir la gente
accatastata tra gli sputi.
E intanto nel palazzo comunale
c'è una bella mostra sui costumi dei Sanniti
in modo tale che in questa messa in scena
tutto si addolcisca, tutto si confonda
in modo tale che se io fossi Dio direi che il sociale
è una facciata immonda.

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio
vedrei che voi italiani
in tante cose siete assai carenti
anche cose importanti.
Ma in fatto di potere siete strani, siete stravaganti
avete più poteri che abitanti.
Burocrati, prelati, colonnelli, sindacati
poteri misteriosi e anche mafiosi
ne avete di antichi, di sacri, di belli e di brutti
che anche un Dio anarcoide
non ce la fa a incazzarsi con tutti.

Ma io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente.
Nel regno dei cieli non vorrei ministri
né gente di partito tra le palle
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco
che poi è un gioco di forze ributtante e contagioso come la lebbra e il tifo
e tutti quelli che fanno questo gioco
ci hanno certe facce
che a vederle fanno schifo.
Son nati proprio brutti
o forse a poco a poco
lo diventan tutti.

Io se fossi Dio dall'alto del mio trono
direi che la politica è un mestiere osceno
e vorrei dire, mi pare a Platone
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più cialtrone.
È un uomo a tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo
che scivola sulle paro le
e poi se le rigira come lui vuole.

Io se fossi Dio direi che questi mascalzoni
invadono le nostre case, ci assaltano dalle televisioni.
Coi loro bei discorsi
ci voglion incastrare
e noi li andiamo a votare
come se si occupassero di noi
ma io se fossi Dio di è sempre più evidente
che ognuno si fa i cazzi suoi.

Io
se fossi Dio
avrei paura più che altro di un potere
di cui si parla poco
non si riesce a vedere.
Avrei paura di quella sotterranea presenza
che è l'impero dell'alta finanza.
Uomini geniali che tirano le fila dei grandi monopoli
uomini oscuri e cortesi che decidono le sorti dei paesi
uomini esperti, sicuri e raffinati
che sono sempre dietro a tutto
dalle guerre più a ai massacri più efferati
uomini potenti e un po' in disparte: che a loro volta fanno parte
gioco obbligato
che è la legge di un altro Dio
la legge del mercato.

Io se fossi Dio direi che questa legge
così amorale, cosi spietata
pian piano invade e si diffonde
in ogni parte del pianeta
direi che questa legge cosi difficile da decifrare
determina e coinvolge
tutti gli altri anelli del potere.

Io se fossi Dio direi che il mio sgomento
è che non vedo l'ombra di un vero
cambiamento.
È un meccanismo che ci viene addosso
e che non ha nemici se non se stesso.
Un meccanismo dove sembra quasi
che l'uomo non ci sia
e al tempo stesso gli si insinua dentro
come una malattia.
Un meccanismo che non lascia scampo, che non ha speranza
e che pian piano annienta la coscienza.

Io se fossi Dio direi che se un domani cambiamo gli uomini al potere
li ammazzi tutti
ne mettiamo di nuovi, meno brutti
uno sconvolgimento radicale
io son sicuro che non cambia niente
rimane tutto uguale.
Finché l'uomo non riesce a rinascere di dentro
niente può cambiare né ora né mai
perché è l’uomo, è l'uomo che è impazzito
il vero cancro siamo noi.

E allora io
se fossi Dio
direi che ci son tutte le premesse
per anticipare il giorno
dell’Apocalisse.
Con una deliziosa indifferenza e la solita distanza
dovrei guardare il mondo e la sua gente
sprofondare lentamente nel niente
lo come Dio di queste cose non mi dovrei occupare
e forse non è neanche giusto che le nomini.
Purtroppo anche Dio
ha il suo inferno
è questo amore eterno
per gli uomini.


Ringraziamo “Re Nudo” per averci autorizzato a pubblicare il pezzo che riportiamo.