Categoria: Libri-Monografie



ed. Il Saggiatore - 1982


Giorgio Gaber. La canzone a teatro (e-book nell'Area riservata)

di Michele Serra




Sommario: - Introduzione - Ripensando a Non arrossire - La canzone a teatro - Dal disco al palcoscenico - Gaber-Luporini: tre modi di cantare in versi - Gaber e la musica - I “filosofi ignoranti” - L'illogica speranza - Al termine del mondo

DAL CAPITOLO “DAL DISCO AL PALCOSCENICO”.

Un’idea, un concetto, un’idea
Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione.
Se potessi mangiare un’idea
Avrei fatto la mia rivoluzione…

Il ritornello di questa celebre canzone (inserita nel Dialogo e in Far finta di essere sani) può essere considerato una vera e propria dichiarazione di principio: non c’è argomento importante, non c’è interrogativo comune in quegli anni che non sia passato, nel teatro di Gaber, attraverso questa pubblica metabolizzazione, drammatizzata sul palcoscenico. È un ricondurre le cose alla loro dimensione corporea (teatrale, appunto), un contraddire la progressiva espropriazione e ideologizzazione del sentire da parte di una “società dello spettacolo” dove tutto sembra ormai definito soprattutto in termini simbolici e indiretti. In pieno “villaggio elettronico”, la scelta antropocentrica (anzi, antropomorfica) di Gaber colpisce nel segno: il pubblico gli riconosce tutto il coraggio di chi “rischia in prima persona”, e insieme coglie l’importanza eversiva di un artista che, anziché rassegnarsi a “riflettere” i segnali esterni e alimentare l’infinito gioco dei rimbalzi e dei riferimenti, li “blocca” dentro di sé, li ferma e li sopporta, a costo di mandare in cortocircuito il sistema della comunicazione.


(FUORI CATALOGO) - La versione integrale del libro in formato PDF, a cura di www.giorgiogaber.org, è disponibile nell'AREA RISERVATA del sito.